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Da Teahupoo a Trestles

Gabriel Medina uber alles! Con la terza vittoria dell’anno il brasiliano prende le distanze dal resto dei top 32.

A cura di Lorenzo Castagna

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Se continua così, Medina potrebbe diventare il primo campione del mondo brasiliano nella storia del surf. Foto ASP

 

E’ terminato ieri il Billabong Pro Tahiti con la vittoria del giovane Medina in una finale incredibile contro “the champ” Slater in una delle gare piu’ emozionanti che si siano mai viste. Questo e’ quello che si definisce “Dream Tour” dove i migliori surfisti al mondo possono mostrarci al meglio le loro capacita’ sulle onde piu’ belle del pianeta.

Durante questo contest il limite delle performance e’ stato spinto costantemente oltre, una pioggia quasi incessante di punteggi sopra il 9,00 ed un numero mai visto di 10,00 in una sola competizione.

Partiamo dal vincitore Medina che ha surfato tutto il contest con una freddezza e tattica da vero veterano, i soliti maligni criticavano Gabriel sulle onde grosse ma dopo questa vittoria penso che nessuno si azzardera’ piu’ a parlare.

Di questo ragazzo stupisce la crescita di gara in gara e l’approccio con le heat sempre rilassato e metodico questo gli vale la testa della classifica parziale ed una grossa dose di fiducia per le gare a seguire.

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Kelly Slater sfida la forza di gravità in un take off fino a pochi anni fa ritenuto impossibile a braccia. Foto ASP

 

Il runner up di questo evento e’ stato Kelly Slater che ha mostrato un surf incredibile, take off sempre al limite ed un surf back hand da manuale, la vittoria e’ sfumata per solo 0,3 ma per chi conosce Kelly questo e’ un bene, perche’ questo secondo posto serve ad alimentare ancora di più la sua voglia di vincere e scommetto che nel prossimo contest sara’ ancora piu’ on fire!

Al terzo posto si piazzano Florence e Durbridge.

La gara di John John e’ stata senza mezzi termini mostruosa, sempre al limite con una tecnica da manuale, la semifinale con Slater e’ stata a mio avviso una delle heat piu’ belle della storia. Questo ragazzo sara’ certamente uno dei protagonisti del campionato negli anni a venire.

Bede si e’ distinto in una gara dai punteggi molto alti ricordando a tutti (se mai ce ne fosse stato bisogno) che quando ci sono le condizioni a lui congeniali e’ un osso duro su tutti i fronti, andatevelo aa rivedere nelle heats on demand con i suoi take off al limite della forza di gravità.

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John John Florence totalmente a suo agio dentro la caverna tahitiana. Foto ASP

 

Tra gli altri atleti che hanno spiccato nella gara bisogna citare Owen Wright con dei barrel front side spaziali ed uno dei wipe out più terrificanti del contest, l’australiano si è meritato il premio intitolato ad Andy Irons per la miglior performance e dedizione.

Kolohe Andino continua la sua scia positiva facendo capire che pian piano sta maturando e sara’ presto pronto per dare battaglia ai top 5. Anche in questo caso, chi lo credeva abile soltanto ai trick aerei sulle onde di Trestles si è dovuto ricredere.

Buona la prestazione di Dion Atkinson che finalmente si scrolla di dosso queste eliminazioni nei primi round e mostra che il suo ingresso nei top 34 non e’ stato un caso. Adrian Buchan quest’anno si ferma ai quarti di finale, un risultato comunque buono.

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L’edizione di quest’anno è già stata annotata nei libri di storia. Foto ASP

 

Il Billabong Pro Tahiti 2014 in sintesi:

Medina non teme nessuno.

“Slater e’ la leggenda del surf”, parole di Medina.

John John Florence sta comodo nei barrel come i comuni mortali su un divano.

Kai Otton ha fatto dei late take off da brivido.

Pires e’ un ottimo backside barrel rider anche sulle onde mostruose.

La gara di quest’anno e’ una delle piu’ belle di sempre.

Se pensate di avere visto il meglio forse vi sbagliate… alla prossima ragazzi si va a Trestles!!!!

 

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