Surfcorner 15 Years

Il Viaggio del Sorriso

Il racconto di Gabriele Cecchini per il concorso Surfcorner 15 Years Summer Contest.

Diamo il benvenuto a Gabriele Cecchini e al suo racconto di un surf trip nei Paesi Baschi per il Concorso Surfcorner 15 Years nella categoria “Racconta il tuo surf trip” (ricordiamo che è possibile partecipare contemporaneamente in entrambe le categorie del concorso e avere così più possibilità di vincere. Tutti i dettagli per partecipare e vincere un soggiorno alle Maldive per due persone, una tavola X Surfboards completamente accessoriata di accessori Ocean&Earth e set di pinne Futures, oltre a soggiorni a Santander e altro sono a fondo pagina).

Dopo averlo letto, se ti è piaciuto il suo racconto, clicca “MI PIACE” su questa pagina e condividilo per dargli la possibilità di accedere alla lista dei finalisti del concorso.

 

 

 

 

IL VIAGGIO DEL SORRISO

Credo, anzi, sono sicuro che per tutti il primo surf trip all’estero sia sempre una grande magia; lo aspetti per mesi, per giorni, organizzandoti al meglio e cercando di equipaggiarti con tutto l’occorrente: tavole per sfruttare al meglio le mareggiate oceaniche, nuove mute, qualche t-shirt per i pochi momenti in cui si indosserà qualcosa, documenti necessari e tanta tanta emozione. E’ stata così anche per me e dopo le terribili giornate di studio in preparazione alla maturità ho deciso di partire per l’oceano direzione Santander presso la SurfToLive house di Somo, per cercare di trovare condizioni migliori rispetto ai cari vecchi mari Ligure e Tirreno dove solitamente surfo ma che in quei giorni sembravano laghi svizzeri lisci come olio. Sono così preso a guardare video di surf a Somo e dintorni e a controllare le previsioni del mare che mi riduco soltanto a due giorni dalla partenza a dover fare le valigie e a organizzare tutta l’attrezzatura; in un battito di ciglia mi dirigo al Radical shop a Milano a ritirare la tavola, che mi è stata perfettamente riparata sul tail e in centro in seguito a due grosse botte contro gli scogli affilati di Varazze, scarto le mute nuove e preparo la borsa con leash, pinnette e cere in abbondanza. A poche ore dal volo e con qualche goccia di sudore in più sulla fronte sono pronto a partire!

 

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La mattina di Sabato, giorno del volo, mi sveglio presto e super eccitato, non vedo l’ora di essere lì e dopo aver caricato il tutto in auto mi dirigo verso l’aeroporto di Bergamo dove già in coda per il check-in intravedo una ragazza con uno snapback in testa e la sacca di una short a tracollo piena di loghi attaccati, sarà Valentina anche lei in direzione Cantabria per surfare al riparo dalla piatta estiva italiana. Più in su nella fila vedo la punta di un’altra sacca, questa volta un long e un ragazzo attento a osservare il tabellone dei voli, è il mitico Alberto, surfista dell’Adriatico che ha deciso di riprendere a surfare dopo vari anni e una precedente esperienza di surf in Sri Lanka.

 

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Imbarco così la mia LSD 6’0x18 1/4, forse un po’ azzardata per le condizioni previste e salgo sull’aereo. Volo molto tranquillo, accompagnato da un paio di snack e la lettura di alcune esperienze con SurfToLive che mi ero scaricato sul tablet; la scelta di SurfToLive si deve, innanzitutto, alle esperienze positive di alcuni amici in queste surf house come Davide, amico e collega di mio padre (si dice sia l’unica persona che si può beccare con una tavola da surf sottobraccio in metro a Milano) che mi ha raccomandato il posto da lui frequentato da molti anni, oltre che dal livello degli atleti del team SurfToLive tra cui Giovanni Evangelisti, talentuoso rider toscano, che ho avuto il piacere di fotografare e incontrare di persona a Marina di Carrara, spot da me spesso frequentato durante l’estate.

 

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Ma il tempo di una breve lettura, un boccone e un sonnellino e l’aereo atterra tra i campi verdi e il mare luccicante e increspato. Appena sceso mi accorgo che siamo l’unico volo atterrato in giornata a Santander, i passeggeri sono per metà spagnoli e per metà surfisti. Al terminal dell’aeroporto incontro, così, gli altri ragazzi del gruppo diretto alla surf house, non tutti arrivati con tavole proprie in quanto la casa offre ottime tavole a noleggio oltre che lezioni di surf per principianti e surfisti di livello medio. All’esterno dell’aeroporto un autista spagnolo ci attende con un grosso cartello con la scritta SurfToLive e un van scuro sul quale a fatica carichiamo tutte le tavole. Circa 15 minuti di strada e arriviamo a destinazione, la location è splendida, la surf house è infatti situata su un altopiano di fronte al mare e alla spiaggia; basta allontanarsi di qualche metro dal giardino della casa e si possono ammirare splendidi tramonti rosso fuoco sul mare, all’orizzonte.

 

 

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Entrando conosciamo Dario, che con le sue battute pronte riesce sempre a contagiare tutti e Cate che ci accoglie con una colazione abbondante; la surf house è molto confortevole, stile semplice e rustico con divanetti comodi, tavole da surf ovunque, foto appese ai muri dei surfisti del team in azione e video di surf sullo schermo per quasi 24 ore, atmosfera perfetta! Dopo la colazione arriva anche Fer moglie di Riccardo, gentilissima e sempre disponibile con tutti, che ci mostra i letti e le stanze da notte al piano superiore. Nel pomeriggio date le onde piccole e il tempo nuvolo, non proprio da spiaggia, decidiamo di fare un giro nella piccola cittadina di Somo; in compagnia di Dario, così, conosciamo la Playa de Somo e i vari locali vicini al mare dove si pranza meglio e a basso prezzo ( personalmente credo che il migliore per un panino, una birra e due chiacchiere dopo il surf sia il “Marsalada” a due passi dalla spiaggia e a 10 minuti di camminata dalla surf house che offre pinchos di tutti i tipi a 1€) oltre che i numerosissimi surf shop locali.

 

 

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I due giorni seguenti il mare non è un granché, onde piccole e tanto vento e sono costretto a noleggiare una malibu 8’0 per divertirmi a prendere le piccole ondine che rompono vicino a riva. È l’occasione per fare conoscenza e in surf house c’è sempre un gran via vai di gente e ogni tre giorni partono e arrivano nuove persone; è così che conosco i mitici romani Giulio e Luigi con i quali condivido alcune delle risate più belle oltre che Matteo, Massimiliano Spolverini (di cui, finora, avevo solo letto sugli articoli online) ed Emanuele, romani con la R maiuscola oltre che surfisti di alto livello. La sera del secondo giorno, mentre sono a provare le numerose discese vicine alla casa con un carver e un long messi a disposizione da Dario insieme a Jack, milanese conosciuto in surf house, vedo in lontananza un ragazzo alto dirigersi sorridente verso i cancelli della casa e vedendoci in skate ci saluta con la mano “Ciao ragazzi!” E poi entra. È un volto già visto. Mi avvicino ancora per vederlo meglio e noto che è proprio lui, Filippo Orso, celebre rider ligure che fino ad allora avevo potuto ammirare soltanto nei video. Con Filippo arriva anche Riccardo il fondatore di SurfToLive uomo pacato e gentile, sempre sorridente e da poco padre di Massimo oltre che eccellente surfer.

 

 

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Il giorno seguente mi sveglio e noto che molte tavole sono già pronte fuori dalla surf house, scendo con alcuni amici a dare un’occhiata, Nettuno ci ha fatto un regalo! Onde di un metro e mezzo buono che rompono e formano pareti pulite sia destre che sinistre lunghissime con serie infinite e lisce che toccano i due metri. È perfetto. Il profumo di salmastro arriva fin sopra la collina dove mi trovo a osservare il mare; il rumore delle onde mi carica. Corro fino alla surf house e sfodero la mia 6’0 che finalmente posso utilizzare. Arrivo sulla chilometrica Playa de Somo ed entro nell’acqua fresca con una 2×2 a manica corta, si sta alla grande. Aspetto che il set finisca per raggiungere la line dove incontro Filippo Orso che mi saluta con un gesto e un sorriso, ragazzi vederlo surfare dal vivo è incredibile! Grande rispetto. Prendo circa 8 onde buone e potenti, non ho mai visto la mia tavola scivolare così veloce su un’onda, cerco di allargare qualche curva. È tutto al posto giusto, penso solo alle onde, alla tavola, ai movimenti, é come se fossi isolato da tutto.

 

 

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Dopo circa due ore, esco ancora energico con l’intenzione di rientrare dopo pranzo; il tragitto verso casa lo faccio con Filippo che mi racconta un po’ dei suoi viaggi passati e dei momenti difficili in seguito al suo infortunio alla spalla e si dimostra, pur essendo un pro, un ragazzo estremamente umile e dal forte umorismo. Il resto della settimana prosegue alla grande con momenti di onde piccole ma anche di nuove e potenti mareggiate, perché l’oceano è così: se trovi piatta con onde adatte solo alle scuole basta aspettare due giorni e ritorna la swell buona. Per noi, surfisti mediterranei, abituati ad attendere nervosamente per settimane il mezzo metro, Somo è davvero il massimo; ricordo ancora quando si vedevano ragazzi che infilavano il nose della tavola nella sabbia e si sdraiavano a prendere il sole a noi sembrava un sacrilegio, un peccato mortale, perdersi anche 10 minuti di quelle onde perfette. Nel corso della settimana continuano ad arrivare nuovi ragazzi con i quali ho modo di condividere surfate stupende, con tutti mi trovo alla grande, sarà la filosofia che ci accomuna! Conosco un texano, un norvegese, l’australiana Romi, autrice delle foto (dato che io, così preso ad assaporarmi gli attimi, ne ho scattate pochissime) i simpaticissimi torinesi Alberto ed Ila, Francesca la ragazza che fa più ore in acqua di ogni surfista mai conosciuto con una grinta pazzesca e Filippo, romano local del noto spot Banzai che mi cede volentieri la sua tavola per due onde, dopo averlo conosciuto da poche ore e avergli raccontato della mia intenzione di comprarmela identica.

 

 

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Insomma il viaggio a Somo è stato un surf trip indimenticabile, si spera il primo di una lunga serie! La cosa certa è che l’anno prossimo tornerò in questo posto stupendo e si può dire dietro l’angolo (1 ora e 50 di volo effettivo). Tra i lati migliori della surf house e del posto sicuramente la compagnia, le persone fantastiche che si incontrano e che ti fanno sentire sin da subito come in una grande famiglia, le surfate al tramonto con gli amici, le buonissime paelle di Fer, le ragazze in topless, le serate a Santander durante la semana grande, il sorriso sul viso di tutti e la cordialità dello staff. Un viaggio che soltanto a ripensarci, stamperà sicuramente un gran bel sorriso sulla vostra faccia.

Un grazie ancora a tutta la famiglia di SurfToLive, ai miei genitori che mi hanno regalato il viaggio e a tutte le persone meravigliose che ho incontrato.

Gabriele Cecchini

Tutte le foto sono di Romi Arnott

 

 

 

 

 

 

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CONCORSO SURFCORNER 15 YEARS

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Scopri qui tutti i dettagli per partecipare al concorso:
http://www.surfcorner.it/2015/06/23/surfcorner-15-years-summer-contest/

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SURFCORNER 15 YEARS

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Un ringraziamento agli sponsor che hanno reso possibile questo concorso:

www.surfmaldive.com
www.xsurfboards.it
www.counterstream.com
www.surftolive.com
www.surfcornerstore.it

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