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Leggi: Let My People Go Surfing in Lingua Italiana

La storica biografia del fondatore di Patagonia ora è disponibile in lingua italiana. L’edizione completamente rivista e ampliata del libro di Yvon Chouinard presenta anche una prefazione a firma della scrittrice e attivista Naomi Klein.

 

A dodici anni dalla prima uscita negli Stati Uniti, edicicloeditore pubblica in lingua italiana la nuova edizione dell’autobiografia del fondatore e proprietario di Patagonia, Yvon Chouinard.

Let my people go surfing. La filosofia di un imprenditore ribelle presenta diversi contenuti inediti e una prefazione a cura dell’autrice e attivista Naomi Klein.

 

 

“Yvon Chouinard surfando ai tropici. Christmas Island.”

 

 

 

“Sono più di sessant’anni che faccio l’imprenditore. Faccio fatica a dirlo: è come ammettere di essere un alcolizzato o un avvocato. È una professione che non ho mai rispettato. Buona parte dell’imprenditoria è ostile alla natura, distrugge le culture autoctone, ruba ai poveri per dare ai ricchi e avvelena la terra con gli scarichi delle fabbriche. Ma l’imprenditoria può anche produrre cibo, curare malattie, controllare la crescita demografica, dare lavoro e in generale arricchire le nostre vite. E può farlo guadagnandoci e senza rinunciare alla propria anima. È di questo che parla questo libro. I miei valori sono il risultato di una vita vissuta nella natura e della mia passione per gli sport cosiddetti estremi. Io, mia moglie Malinda e gli altri ribelli di Patagonia abbiamo imparato da questi sport, dalla natura e dal nostro stile di vita alternativo, e abbiamo applicato queste lezioni alla gestione della nostra azienda.”

“In origine Let My People Go Surfing doveva essere un manuale filosofico per i dipendenti di Patagonia. Mai mi sarei aspettato che sarebbe stato tradotto in più di dieci lingue, utilizzato in licei e università e che avrebbe addirittura influenzato grandi multinazionali… Abbiamo sempre considerato Patagonia come un esperimento, come un modo alternativo di condurre un’azienda. Nessuno di noi sapeva per certo se avrebbe funzionato, ma quello che sapevamo era che non ci interessava fare affari come tutti gli altri. Beh, è passato quasi mezzo secolo…” – Yvon Chouinard.

 

 

 

 

In questa nuova edizione, Chouinard passa in rassegna l’evoluzione delle pratiche commerciali e ambientali della sua azienda, in un decennio segnato sia dalla recessione globale che dai cambiamenti climatici, oltre che dal successo senza precedenti dei suoi affari. Gli ultimi anni hanno rappresentato grandi opportunità per Patagonia, ma hanno anche posto sfide significative. Let my people go surfing. La filosofia di un imprenditore ribelle è una guida per rendere le aziende più responsabili, in ogni ambito: dalla progettazione alla produzione, dal marketing alle risorse umane.

Dalla pubblicazione della prima edizione ad oggi, l’azienda outdoor è in forte crescita e oggi registra un fatturato annuo di quasi un miliardo di dollari, continuando a seguire la mission aziendale: «Realizzare il prodotto migliore, non provocare danni inutili, utilizzare il business per ispirare e implementare soluzioni per la crisi ambientale».

 

 

 

 

In un capitolo completamente dedicato alla sua idea di filosofia ecologica, Yvon Chouinard esprime profonda preoccupazione per la salute del pianeta di fronte ai cambiamenti climatici e ad altre minacce ambientali. Per affrontare queste nuove sfide, il fondatore di Patagonia ha aggiunto un nuovo concetto: «Fai del bene».

Secondo Chouinard, nel prendere decisioni di successo per il lungo periodo, Patagonia e altre società responsabili non dovrebbero concentrarsi solamente sui risultati finanziari, ma soprattutto su come agire in concreto. Piuttosto che limitarsi a causare meno danni, egli propone, ad esempio, una nuova visione dell’agricoltura come parte della soluzione, attraverso pratiche rigenerative progettate per ridurre la percentuale di carbonio nell’atmosfera e ripristinando il suolo che dà vita al nostro pianeta.

Come scrive Yvon Chouinard, «Ogni sforzo che facciamo in Patagonia per essere un’azienda più responsabile sarà vano se non aiutiamo attivamente a risolvere i problemi del nostro tempo».

 

 

 

Naomi Klein, nella nuova prefazione a Let my people go surfing. La filosofia di un imprenditore ribelle, sottolinea: «Questa non è soltanto la storia di un’azienda responsabile: è un esperimento che mette in discussione la cultura del consumatore, il vero centro della crisi ecologica globale».

Yvon Chouinard e la sua famiglia francofona lasciarono la loro città industriale del Maine quando il futuro imprenditore era soltanto un bambino per stabilirsi nella California meridionale, che stava vivendo una rapida urbanizzazione in quel periodo. L’autobiografia ritrae un giovane che ha scoperto la sua vera vocazione scalando lo Yosemite, un inventore di attrezzature che ha rivoluzionato per sempre il mondo dell’arrampicata, e un imprenditore che ha posto le pratiche responsabili al centro della sua attività. Chouinard vive oggi a Ventura, California, dove si trova anche la sede centrale di Patagonia.

  

Let my people go surfing. La filosofia di un imprenditore ribelle sarà in tutte le librerie a partire dal 12 luglio.

 

 

 

 

 

Qualche notizia su Patagonia

Fondata da Yvon Chouinard nel 1973, Patagonia è un’azienda di abbigliamento outdoor con sede a Ventura, California. Certificata come B-Corporation, Patagonia persegue la mission aziendale: «realizzare il prodotto migliore, non provocare danni inutili, utilizzare il business per ispirare e implementare soluzioni per la crisi ambientale». L’azienda è riconosciuta a livello internazionale per l’impegno sempre dimostrato verso la realizzazione di prodotti di altissima qualità e per l’attivismo ambientalista; ad oggi ha devoluto 90 milioni di dollari in contanti e in donazioni di vario genere a gruppi che si battono per la tutela dell’ambiente.

 

 

 

Yvon Chouinard è il fondatore e proprietario dell’azienda Patagonia Inc., che ha sede a Ventura (CA). Alla fine degli anni ’50 entra nel mondo degli affari progettando, fabbricando e distribuendo attrezzatura da arrampicata su roccia. Nel 1964 produce il suo primo catalogo di vendita per corrispondenza, un foglio ciclostilato in cui si consiglia al cliente di non aspettarsi consegne rapide durante la stagione di arrampicata. Inizia fabbricando chiodi da roccia ma, essendosi reso conto dei danni che causavano alle sue amate montagne, ne interrompe la fabbricazione, cambia attrezzatura e si mette a produrre e vendere dadi che non danneggiano le rocce. Gli affari vanno a rilento fino al 1972, quando Chouinard include le magliette da rugby nel suo catalogo, facendo decollare la sua linea di abbigliamento. Alla fine degli anni ’80, Patagonia sta andando talmente bene che Chouinard considera la possibilità di ritirarsi in anticipo dagli affari. Tuttavia, decide di continuare a guidare la traiettoria di Patagonia, in parte con l’idea di utilizzare il business per ispirare e implementare soluzioni per la crisi ambientale. A questo fine Patagonia istituisce una Earth Tax (tassa per la Terra), impegnandosi a investire l’1% delle vendite nella preservazione e nel ripristino dell’ambiente. Nel 2001, insieme al pescatore a mosca Craig Mathews, Chouinard lancia 1% for the Planet, un’alleanza tra aziende che si impegnano a versare l’1% delle loro vendite annue ai gruppi inclusi in una lista preapprovata di organizzazioni ambientaliste. Chouinard passa molto tempo all’aria aperta e continua ad aiutare a dirigere Patagonia e continuiamo a sopravvivere, addirittura a prosperare.

 

 

La copertina dell’edizione italiana di Let My People Go Surfing edito da edicicloeditore

 

 

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