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Ale Piu Racconta La Vaca Gigante

Alessandro Piu ci racconta la sua recente esperienza e il risultato inaspettato sulle big waves de La Vaca Gigante

“Ancora non mi rendo conto del risultato ottenuto con il 3° posto a #LaVacaXXL“, ha scritto Alessandro Piu sulla sua pagina facebook, “spero di non svegliarmi da un momento all’altro realizzando che e’ tutto un sogno. Una giornata indimenticabile dove ho preso a braccia le onde piu’ grandi della mia vita. L’adrenalina aveva preso il sopravvento facendomi dimenticare la paura permettendomi di fare cose delle quali non pensavo di essere capace.”

Alessandro Piu si è presentato a La Vaca Gigante senza farsi troppe illusioni, per lui era già un grande risultato il fatto che che un surfista Italiano, cresciuto in Sardegna, venisse invitato ad un evento internazionale in Europa di tale rilievo, per di più in una disciplina non usuale per Alessandro, come quella delle big waves.

Tutto è iniziato ad Agosto quando ad Alessandro venne comunicato che era stato incluso tra i selezionati per la WildCard a LA VACA XXL 2016. Ad Alessandro venne data la possibilità, attraverso il voto su facebook, di mostrare quanto l’Italia surfistica ci tenesse ad essere presente, con un proprio atleta, ad un evento internazionale come questo. La comunità surfistica italiana rispose a suon di Like arrivando quasi a 2.000  “mi piace” provenienti da tutte le regioni, ricevendo così l’attenzione da parte dell’organizzazione del Contest.
Il 16 settembre Alessandro ricevette la notizia ufficiale della wild card che gli era stata assegnata per partecipare all’evento, e da li è cominciata una intensa preparazione mentale e fisica per arrivare preparato al momento della chiamata del contest.

 

 

Che atmosfera si respira durante questo tipo di gare? 

Per quanto riguarda me, sono stato trattato allo stesso modo di tutti gli atleti professionisti (provenienti dalle isole Hawaii, dalla California, Australia, Francia, Spagna, Portogallo), alloggiavamo tutti allo stesso hotel dove si respirava un’aria di fratellanza.
In queste competizioni l’atmosfera è molto diversa dalle competizioni di shortboard. Si cerca di trasmettere più “good vibes” possibili al prossimo e ci si incita a vicenda per cercare di allontanare la paura.

 

A proposito di paura, come l’hai gestita?

Ne ho avuta tanta durante il primo Round, ma nel secondo è successo qualcosa, avevo più confidenza e mi sono lasciato andare anche un pò incoscientemente, l’adrenalina ha sopraffatto la paura ed è avvenuto una specie di miracolo. Sono passato dal 18° posto del primo round al al 3° nella classifica ufficiale,dopo il risultato del secondo round.

 

Quando ti hanno chiamato per darti la notizia del semaforo verde come hai reagito?

E’ stata una partenza all’ultimo minuto perchè le previsioni erano incerte. Non tanto il fatto che il ciclone Hercules, come l’hanno chiamato, generasse o meno le onde adatte, ma su quale giorno fare affidamento per chiamare la gara. Ci sono tanti fattori che influiscono nelle onde come sappiamo, uno di questi in particolar modo è il vento.
Sono partito venerdì mattina da Cagliari alle 6 del mattino e sono arrivato a Santander alle 16, dopo un lungo scalo a Roma. Giusto il tempo di andare a vedere LA VACA che già stava rompendo e poi ho preparato in camera d’albergo il mio Gun 9’6 per il giorno dopo. La mattina dopo mi sono svegliato alle 7 del mattino e sono arrivato al campo gara alle 8:00. Non ho avuto nemmeno il tempo di “testare” il campo gara prima che la competizione iniziasse.

 

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Alessandro in un grosso drop al primo round

 

 

Com’è la sensazione di stare in acqua con quelle bombe?

E’ allucinante, è proprio un altro sport. Anche le meno grosse hanno comunque una forza e una quantità d’acqua in movimento che è dieci volte di più di un onda bella tubante. Il lip è molto più spesso e stare in mezzo a quelle masse che si spostano velocemente ti fa sentire molto piccolo. Volevo solo scivolare il più possibile senza cadere in nessuna onda.

 

Non tutti sono riusciti a vederti in diretta, raccontaci un pò come si è svolta la tua gara

Nel primo Round avevo un pò di paura e ho preso solo un’onda, che comunque mi ha messo alla prova perchè ho fatto un take off molto radicale facendomi quasi impuntare all’atterraggio.
Nel secondo Round invece l’adrenalina ha preso il sopravvento e sono diventato un altra persona. Andavo in cerca di quella più massiccia e remavo come se avessi un motore nelle braccia. Il jetski veniva a recuperarmi e riportarmi sul picco dopo ogni surfata quindi avevo quel minuto per riposarmi ogni volta.
In più, nel secondo round, quando ho preso l’onda del punteggio di 7.80 ho letteralmente saltato la prima sezione scendendo giù come un missile. A questo punto sia chi stava sui jetski sia gli altri atleti hanno iniziato ad urlare ed incitarmi ed ero ancora più gasato. Mi hanno dovuto fermare a 7 minuti dalla fine perchè avevo raggiunto il massimo delle onde ( 4 onde per heat ).

 

Quali sono i pericoli dello spot dove si svolge La Vaca?

Lo spot fa veramente paura. Si entra dalle rocce in un canalone, bisogna aspettare che l’acqua venga risucchiata furi dalla corrente altrimenti si prendono solo onde in faccia e si rischia di impattare violentemente la scogliera.
L’onda rompe in 3 diversi punti e io ho scelto di surfare la destra. Se si cadeva su un’onda, e la serie di mostri arrivava subito dopo, erano veramente problemi grossi, perchè la corrente ti portava velocemente su un tavolato di rocce dove rompeva una ” risacca” di 4 metri. Quindi i ragazzi dei 5 jetski a disposizione dovevano stare molto attenti e concentrati per evitare il peggio.

 

Bilancio finale su questa prima esperienza e programmi per il futuro?

Per me questa è stata una delle esperienze più belle della mia vita che mi ha dato l’ennesima prova che bisogna credere in se stessi e mai sottovalutarsi, perchè il corpo e la propria mente posso stupirti incredibilmente oltre ogni aspettativa. Prossimamente voglio prenderne di più grosse, a LA VACA e da qualche altra arte, e raggiungere nuovi traguardi personali.
Voglio ringraziare l’organizzazione de LA VACA GIGANTE e Peter di Obsession per questa opportunità. Inoltre ringrazio Valentin Hurtado Gomez, Dani Pablos e tutta la crew Spagnola di Big wave per il supporto e per avermi accettato nel loro mondo. Ringrazio inoltre i miei sponsor ION, MAUI JIIM sunglasses, Puresurfcamps e i ragazzi di Wipeout per il supporto. E grazie a Surfcorner.it per seguire tutte le imprese degli Italiani. Alla prossima!

Foto di Nicola Belillo e Rafael Riancho

 

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