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Fabrizio Passetti Si Prepara ai Mondiali ISA

Fabrizio Passetti ci racconta come si sta preparando per i mondiali ISA World Adaptive Surfing Championship che si terranno a settembre in California.

Fabrizio ha appena ottenuto una borsa di viaggio per i campionati del mondo di surf ISA dedicati ai surfers con problemi fisici in programma dal 24 al 27 settembre a San Diego, ma al contrario di quello che si possa immaginare, la strada per i mondiali è ancora tutta in salita.

La borsa di viaggio ricevuta dal CAF, Challenged Athletes Foundation, è stata assegnata a Fabrizio e ad altri 33 atleti meritevoli da tutto il mondo, tuttavia questa è solo una piccola consolazione rispetto al calvario che Fabrizio deve attraversare per andare in California. A poco più di un mese dall’inizio dei mondiali gli abbiamo chiesto come si sta preparando per questa sua prima importante esperienza internazionale e quali sono ancora gli ostacoli da superare.

 

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Come hai accolto la notizia della borsa di viaggio?

Ero al settimo cielo non ci potevo credere, stavo ancora finendo di compilare il modulo della fondazione (CAF)  per la sovvenzione e il responso è arrivato immediatamente. Sono stati così celeri che non mi hanno nemmeno dato il tempo di realizzare. E’ una gioia vedere che nel mondo ci sono fondazioni così efficienti che riescono ad agire in maniera concreta  dandoti  modo di capire che non e’ proprio tutto perso e che ci sono realtà, purtroppo non ancora presenti nel nostro paese, che sostengono le persone disabili in modo che possano avere uno stile di vita attivo, attraverso la forma fisica e la performance atletica. Il pensiero alla base di questa fondazione straordinaria è che il coinvolgimento in ogni tipo di sport a qualsiasi livello aumenta l’autostima, favorendo l’indipendenza e migliorando la qualità della vita.

Cosa rappresenta per te la partecipazione ai mondiali ISA World Adaptive Surfing Championship?

Rappresenta un sogno che 13 anni fa, quando persi la  gamba, non avrei mai potuto immaginare potesse avere luogo. Un evento così straordinario, epico nel suo genere  rappresenta in parte anche una vittoria personale. Come tu ben sai non è stato per niente facile arrivare fino qui, ci sono stati molti momenti in cui, soprattutto per ragioni economiche e burocratiche ero veramente esasperato e deciso a mollare. Periodi difficili dove ogni cosa aveva preso la piega sbagliata e tutt’ora ancora non è tutto rose e fiori …

 

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Tutto quello che ti è successo fino ad ora a quali riflessioni ti ha portato?

Si possono  pianificare e progettare molte cose, ma penso che poi sia la vita a scegliere cosa è più giusto per noi. Quello che di certo vorrò fare  sarà di continuare a lottare e darmi da fare per dare maggiore visibilità all’Adaptive Surfing anche a casa nostra, in modo anche da trasmettere ai ragazzi disabili  di conoscere questa passione per il mare e  le emozioni che può regalare questo sport.

A proposito di fondazioni efficienti e fantastiche vorrei impegnarmi maggiormente con la Onlus di cui faccio parte come ambasciatore, la “FLYING ANGELS”  (https://standwalksurfrepeat.wordpress.com/flying-angels-foundation/).In modo da sostenere e dare maggiore visibilità  alla loro missione nel mondo.

Vorrei cercare di perdere meno giorni possibili della mia vita in mare e mi piacerebbe tanto che la mia storia finisse con queste parole: ”E fu così che trovò la pace vivendo felice e contento con suo figlio a Padang Padang.”

 

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Manca poco più di un mese al mondiale. Come ti stai allenando?

Una domanda di riserva l’abbiamo? Avevo iniziato i miei allenamenti parecchi mesi fa  alla “Palestra Letimbro”di Savona lavorando sul rinforzo muscolare e su quello dell’equilibrio un lavoro a dir poco stupendo! Non mi era mai capitato nella mia vita di imbattermi in una struttura così competente in questo campo e così sensibile ai miei problemi. Ma purtroppo in seguito è ricominciato il mio calvario per la protesi ed ho dovuto abbandonare gli allenamenti. L’officina protesi che aveva  deciso di aiutarmi con false promesse, non era riuscita ad adattarmi una protesi che mi permettesse non solo di entrare in mare ma addirittura di camminare. Era completamente sbagliata e anche se consapevole che avrebbe retto poco sono partito per bali per allenarmi 3 mesi”. Nonostante la protesi ho provato a fare del mio meglio surfando  tutti i giorni con diverse condizioni di onde, ma dopo 24 giorni sono dovuto rientrare in Italia perché impossibilitato a surfare. La foto che sta facendo il giro del mondo è stata scattata il penultimo giorno ed è quello l’ultimo giorno in cui purtroppo ho surfato. Tornato ha casa ho cercato  di risolvere il prima possibile il problema. Ma ora per questioni burocratiche  ed economiche mi sono ritrovato a casa fermo senza protesi da quasi 3 mesi. Sono preoccupato in quanto la protesi, se tutto va bene, sarà pronta per metà settembre e poi partirò per la  California per allenarmi ogni giorno tutto il giorno fino allo sfinimento! Cercherò di dare tutto me stesso per arrivare il più competitivo possibile anche se avrò poco tempo. Mi basterà essere presente per non deludere anche la persone che mi sono state vicino e darò tutto me stesso anche per dimostrare a me stesso che nonostante le difficoltà si può raggiungere un sogno.

Non ci resta che farti un grosso in bocca al lupo per tutto, sarai sicuramente molto emozionato all’idea di affrontare questa nuova importante esperienza… 

Non ci sono parole per descrivere quello che sento un mix di emozioni  felicita’ paura ansia gioia amarezza. Prendile tutte insieme girale in un calderone il risultato è quello che provo io in questo momento adrenalina a mille! Sono felicissimo ma al tempo stesso preoccupato per la protesi. Spero che questa volta me la consegnino in tempo e che vada tutto bene… 

 

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Fabrizio con il rappresentante della Flying Angels Foundation

 

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