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La Fattoria di Femo

Femo Factory è una realtà che nasce da una storia fatta di amore e tavole.

Prosegue il nostro viaggio nel mondo dell’artigianato locale, oggi vi presentiamo la Femo Factory, una realtà toscana giovanissima che parte principalmente dal legno per la realizzazione delle proprie creazioni surf e skate.

 

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Chi è Femo e di cosa si occupa?

Femo Factory è un brand creato nel 2013 da me e dalla mia ragazza Giulia. Una storia d’amore e di tavole, se vogliamo. I nostri articoli vanno dalle tavole da surf, skateboard cruiser a balance boards alle tshirt. Una “famiglia” di prodotti che segue un’unica idea: pezzi unici, fatti a mano. Non c’è niente di standardizzato.

 

Quando è iniziata la vostra avventura? In nome ha un qualche significato particolare?

L’avventura inizia a Ponsacco, in Toscana nel laboratorio di cucine di mio padre. L’idea però nasce durante il nostro viaggio in Australia, dove grazie all’incontro con uno shaper locale mi sono avvicinato al mondo dello shaping. Un mondo che mi ha affascinato a tal punto da non volermene più separare. Dopo un anno e mezzo di Australia, al nostro rientro, Giulia consegue un Master in Graphic Design. Femo è stata la sua tesi.

Il nome Femo deriva da Polifemo, ciclope mitologico, figlio della ninfa dei mari. La forma di una testa con un solo occhio, per noi, però è qualcosa in più. E’ un simbolo di unicità, della personalità unica di ognuno di noi, da ritrovare dentro Femo.

 

Perché proprio la passione dell’artigianato? 

Quando parlo della mia passione per l’artigianato mi piace dire che “sono nato nei trucioli di bottega”, perché in effetti è proprio così che è andata. Sono cresciuto nell’azienda di famiglia e la polvere del legno l’ho sempre respirata. Dopo aver conseguito una laurea in Disegno Industriale, ho capito che  la vita del progettista al computer non faceva per me, desideravo progettare con le mie mani!

 

 

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E’ arrivato prima il surf o lo skate nella tua vita?

Ho iniziato da piccolo con lo skateboard, una passione tale da farmi perdere persino qualche anno di scuola. Mi sono avvicinato al surf all’età di 17 anni, ma non avendo amici che surfavano, la strada per imparare è stata lunga e faticosa. Oggi  per me il surf è un amore dal quale non posso separarmi.

 

Sulla scena surf nostrana ti tieni aggiornato?

Ad essere sincero, non mi tengo troppo aggiornato, il surf per me è la ricerca di onde e di libertà. Entro in acqua e lascio a riva tutto il resto. La scena delle competizioni mi appartiene un po’ meno, seguo soprattutto le ultime novità create dagli shaper emergenti.

 

Che tipo di tavole preferisci usare per fare surf e quali per fare skate?

Per ogni spot, condizione e misura vorrei sempre la tavola giusta! Un long single fin, una short o un simmons possono fare al caso mio a seconda della circostanza. In street invece il mio preferito è il Billi, piedi vicini, curve strette e veloci, un vero must!

 

 

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C’è un motivo per cui ti sei orientato sulla costruzione principalmente di tavole da skate?

Sembrerò venale, ma mi sono orientato principalmente sulle tavole da skate perché è stato il mercato a spingermi in questa direzione. Quando si fa della propria passione il proprio lavoro, non è tutto scontato, bisogna considerare soprattutto la domanda.

 

Che tipo di materiale usi nella creazione dei tuoi legni?

Il legno è il materiale che caratterizza il nostro brand, multistrato marino per i cruiser, multistrato di pioppo per le balance board e paulownia per tavole da surf.

 

C’è gran fermento di questi tempi nell’artigianato italiano che gravita intorno al surf… come lo interpreti? Perché questo boom?

Il boom deriva, a mio parere, dal fatto che siamo molto influenzati dalle tendenze americane. Comunque per un paese famoso soprattutto per gli spaghetti e la pizza, vedere molti che creano surf e skate brand è una bella novità. In più, anche la moda e la tv hanno una certa influenza; scene di surf sono ormai ordinarie negli spot tv o sugli schermi del pc.

 

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La risposta forse sarà scontata, ma in Italia si riesce a vivere di artigianato?

In un paese che viene considerato “culla dell’artigianato” ci si dovrebbe vivere alla grande! Ma in realtà è tutt’altro che facile vivere di attività artigianali. Tuttavia credo che il problema sia diffuso su larga scala, mi viene da dire: “si riesce a vivere lavorando a partita iva con 1000 euro il mese? “ Credo che questo sia un paese che al momento renda la vita difficile a molte attività;  dai liberi professionisti, alle piccole e medie imprese, ai neo laureati, e ahimè anche ai neo-shaper!

 

Quali sono le difficoltà maggiori per un artigiano per emergere?

Credo sia importante avere prodotti diversi da quelli della grande distribuzione. Offrire oggetti unici, che non hanno eguali sul mercato. Bisogna valorizzare il lavoro artigianale, che è tutta un’altra cosa rispetto a quello di una macchina.

 

 

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Hai dei punti di riferimento da cui trai ispirazione nella tua attività di artigiano e poi anche nella pratica di surf/skate?

La mia fonte di ispirazione sono i soul surfer degli anni 70’ che si costruivano la propria tavola; cucita addosso come un abito sartoriale. Penso a Gerry Lopez  o Simon Jones in Morning of the Earth. Anche il design e lo stile dei cruser Femo è strettamente legato al surf, follower di Dogtwon, quando “il surf fece le regole dello skate e lo skate cambiò le regole della strada”.

 

Sei attento al fattore ambiente nell’ambito del tuo lavoro? 

L’ambientale mi sta a cuore, ma dire che Femo sostiene l’ambiente non sarebbe del tutto sincero. Molto spesso si crea il marchio ecologista per mere finalità commerciali. Preferisco non strumentalizzare questo aspetto.

 

 

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Ultimamente c’è un gran ritorno allo stile retro. Tu nelle tue produzioni verso quale stile sei maggiormente orientato?

Lo studio e la ricerca sulle tavole retrò è importante, io ho scelto di  reinterpretare i vecchi modelli in chiave contemporanea, con l’intento di creare un design innovativo.

 

Come ti piacerebbe evolvere la tua attività in futuro? Hai qualche progetto in particolare?

Sogno di portare la mia attività sull’oceano.  Il prossimo step è rappresentato da un viaggio in Nuova Zelanda e nuove collaborazioni oltre oceano. Aloha Surfcorner!

Segui Femo sul sito ufficiale www.femofactory.com e sulla pagina Fb Femo Factory

 

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