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Un Wavegarden in Versilia?

Il Comune di Massarosa sembra sia stato interpellato da un gruppo di imprenditori sulla fattibilità del Wavegarden.

surfsnowdonia2Può sembrare la tipica location dell’entroterra versiliese,
ma sono immagini dal rendering di Surf Snowdonia nel Galles del Nord.

 

Secondo un articolo di Gianni Parrini pubblicato ieri sul Tirreno, un gruppo di imprenditori avrebbe interpellato il Comune di Massarosa per sondarne la disponibilità alla realizzazione di una struttura Wavegarden. L’obiettivo degli imprenditori è trovare un’area idonea ad ospitare un surf park, e per questo avrebbero interpellato anche altri comuni della zona.

Il comune versiliese è uno dei pochi privato di un affaccio sul Tirreno, e se il progetto andasse in porto, presto potrebbe consolarsi con un Wavegarden.

Secondo quanto si apprende dal Tirreno, citiamo l’articolo, “circa un mese fa alcuni imprenditori liguri e toscani, dopo un primo contatto con il consigliere Alberto Coluccini, hanno bussato all’ufficio di Luca Canessa, segretario generale del Comune di Massarosa. L’obiettivo era sondare la disponibilità dell’amministrazione ad accogliere una struttura che in gergo è definita wawe garden “giardino delle onde”. In pratica, l’idea della cordata di imprenditori è quella di trovare una zona adatta ad ospitare un parco acquatico artificiale per la pratica del surf. La struttura, grande 300 metri di lunghezza per 150 di larghezza, sarebbe dotata di un motore elettrico che crea onde alte fino a 1,5 metri e di una struttura per il noleggio delle tavole da surf. Gli imprenditori stanno sondando diversi comuni della Toscana (ad esempio quello di Sarzana) e così hanno bussato anche alla porta di Massarosa.

Il consigliere comunale dopo aver portato gli imprenditori a bussare alla porta del Comune si augura che l’amministrazione Mungai valuti al meglio questa proposta.
L’impegno economico sarebbe ingente, non a caso dietro il gruppo di imprenditori italiani c’è un fondo di investimento svizzero pronto a spendere tra i 6 e i 10 milioni. La struttura verrebbe realizzata con materiali ecologici, si inserirebbe nell’ambiente circostante in maniera rispettosa e avrebbe importanti risvolti anche sul piano lavorativo: si parla di 50-60 posti in inverno (tra noleggio surf, manutenzione della struttura, insegnanti, bagnini e via dicendo) per arrivare oltre i 100 in estate. Il Comune di Massarosa, al momento non ha dato ancora una risposta. Segno che si stanno valutando pro e contro di questa interessante possibilità, che – garantiscono gli organizzatori – permetterebbe di inserire Massarosa nei circuiti internazionali per le gare di surf. Insomma, un mercoledì da leoni in salsa versiliese e su mare artificiale.

Sogni ad occhi aperti? Lo sapremo quando il Comune avrà dato una risposta. Quel che è certo è che un gruppo di imprenditori sta cercando la zona adatta per realizzare una simile struttura in Toscana (qualcosa del genere sta avvenendo anche a Roma). Vedremo se la questione maturerà o se rimarrà nell’iperuranio, accanto al campo da golf nell’area del Fornacione, una struttura di cui si parla da anni ma che ancora non ha visto la luce. Chissà che questa palla, invece, non finisca davvero in buca.”

Fonte: iltirreno.it

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