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News | 30 settembre 2009

Mick fanning precursore di un nuovo metodo d’allenamento

Si chiama “Check philosophy” il nuovo programma d’allenamento di Mick Fanning seguito personalmente dal trainer Jan Carton. Alcune voci ci svelano che oggi è un metodo molto seguito anche da altri surfisti professionisti.
I primi test per Mick Fanning, sono iniziati nel 2005 quando un brutto incidente ha costretto il campione australiano a cambiare regime. “Check philosophy” è in realtà un sistema molto semplice capace di allenare i muscoli e allo stesso tempo la mente.
Siamo alle porte della tappa europea del WTC 2009 che si terrà in Portogallo dal 19 al 30 ottobre, ormai quello che è fatto è fatto, i muscoli sono apposto, le posture corrette e la carica dipende solamente dalla mente.
Come funziona e come agisce la “Check philosophy”?
Jan Carton, il suo preparatore, ha puntato su un allenamento specifico per i muscoli che vengono sollecitati durante il “pattern” – il primo movimento base. Mick si è sottoposto ad esercizi che imitassero il vero movimento svolto in acqua e che migliorassero il controllo della postura.
“Check philosophy”è strutturato come un percorso a livello, si inizia svolgendo degli esercizi base che allo stesso tempo comunichino con la mente i movimenti corretti per migliorare le proprie performance. Raggiungere il livello successivo significa esercitarsi continuamente per circa un anno, questo è quello che Mick sta facendo. Inoltre è importante tenere sotto controllo il cibo, la buona salute del corpo, il sistema nervoso e i muscoli. È come quando si costruisce una casa, tutto avviene per step completati, altrimenti la casa cede.
La prima cosa per preparasi ad affrontare una seduta è un buon stretching per riscaldare i muscoli. Inoltre quando Mick svolge delle gare nei diversi punti del pianeta segue un programma diverso per il mantenimento. Ad ogni tappa, ogni onda colleghiamo degli esercizi specifici e quindi diversi.
Sono molto i surfisti che oggi hanno scelto di allenarsi con questo metodo, commenta Carton “È importante che i giovani surfisti capiscano che per essere un ottimo professionista bisogna allenare il corpo, la mente con metodologia, altrimenti si rischiano contusioni che possono compromettere la carriera”.

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