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Brevettata nuova muta antisqualo

E’ stata recentemente brevettata da Vladimir Vlad negli Stati Uniti la nuova muta antisqualo.
La notizia giunge paradossalmente in concomitanza degli ultimi due attacchi squalo verificatisi in Australia recentemente.
Dopo gli innumerevoli esperimenti visti nel corso degli anni per allontanare gli squali, dalle particolari colorazioni della tavola e della muta ai microchip installati direttamente nel pane di clarckfoam emittenti onde elettromagnetiche, il nuovo brevetto sembra promettere bene.
Il principio su cui si basa la particolare muta consiste nel fatto che gli squali, tramite l’olfatto particolarmente sensibile, sono in grado di rilevare i campi elettrici nell’acqua. Ciò li aiuta infatti a rintracciare la preda, tuttavia se il campo è troppo potente lo squalo recede.
Costituito di metallo e di neoprene, la muta contiene fibre di ceramica piezoelettriche sottilissime tessute nel relativo tessuto. Le fibre si estendono lungo tutto il corpo e sono a loro volta collegate agli elettrodi di metallo che raccolgono tutta la carica elettrica generata quando il materiale di piezo è deformato dal movimento dell’indossatore. La tensione trasportata dalle fibre dipende dalla loro lunghezza e da quante fibre sono istallate. Durante il normale movimento del nuotatore, il vestito genera continuamente parecchi volt che generano il campo elettrico deterrente. Se il nuotatore vede che lo squalo non arretra e comincia a nuotare velocemente per fuggire – una reazione naturale – la muta genera tensioni molto più alte ed campi elettrici maggiori. Se nonostante questo lo squalo attacca ottiene una scossa e probabilmente deciderà di abbandonare la preda.
Ora non resta che trovare dei volontari per testare la muta in acque infestati dai pescecani…

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