E’ giusto emulare la natura? Diamo un’occhiata ravvicinata al fenomeno delle onde artificiali.
Il tema delle onde artificiali spacca in due la comunità surfistica internazionale, tra chi accoglie con entusiasmo l’arrivo delle wave pool e chi difende a spada tratta il feeling insostituibile che nasce dal surf sulle onde naturali. Tanti sono i progetti in cantiere in diverse città del mondo, ma finora nessuno o quasi è ancora stato realizzato concretamente. Matt Clark di Luex Surf Travel, surfer del Regno Unito, luogo dove dovrebbero essere realizzati i primi due Wavegarden aperti al pubblico, cerca di dare risposta ai tanti interrogativi che circondano il tema analizzando pro e contro, e i diversi sistemi di creazione meccanica delle onde.

Foto: The Wave Uk
Seduto al buio del mio lurido appartamento da studente ad Aberdeen studio attentamente le previsioni mentre la pioggia batte sulla finestra e il vento ulula. Quando vivi in Scozia sei abituato alle tempeste e ai cambiamenti del tempo. Questa volta però tutto torna a mio favore, dopo due settimane di piatta finalmente il Nord Atlantico riprende vita e una nuova mareggiata sta per arrivare con venti in calo. Spengo la mia lampada malconcia, salgo in macchina e mi dirigo verso Thurso.
La mattina successiva arrivo di buon’ora alla foce del fiume, le onde srotolano sul reef spinte dall’impulso oceanico, ritmiche come un cuore gigante, non mi sono mai sentito più connesso alla natura. Mi tuffo nella prima onda della giornata, facendo una duck dive sotto il lip che sta per rompere, in quel momento smetto di pensare.
Non è proprio questo il punto? Il motivo per cui surfiamo: sfuggire alle banalità della vita moderna. Surfare ci riporta a uno stadio più elementare. Siamo animali che galleggiano in un’enorme massa liquida a cui non frega niente di noi. Ci può regalare la surfata della vita o prenderci la vita stessa senza battere ciglio, non importa. Nient’altro è così umiliante o emozionante allo stesso tempo.

Foto: TheWave Uk
Il che pone la domanda: perché stiamo cercando di costruire onde artificiali? Pensiamo davvero di essere in grado di emulare o migliorare la natura? Certo, probabilmente possiamo progettare un muro geometricamente perfetto di acqua, ma questa è solo una parte dell’equazione. E il resto? Dove sta l’odore di sale nell’aria, l’acqua sulle rocce, gli uccelli, le alghe … La vita? Può l’esperienza essere mai paragonata? Se avete seguito i recenti comunicati stampa circa le realtà imminenti di onde perfette costruite artificialmente, avrete anche fatto caso alle polemiche e alle critiche sui forum e sui magazine. Opinioni che dividono tra chi parla di “giardini per poser” e chi in maniera più pratica ritiene che sia solo un’onda come un’altra.
Tuttavia, la risposta è in realtà piuttosto semplice: perché no? Le onde artificiali non potranno mai sostituire la realtà, ma possono portare un sacco di vantaggi. Immaginate un’onda totalmente prevedibile, che rompe esattamente nello stesso modo ogni volta: quale posto migliore per perfezionare la tecnica, per migliorare quell’air che abbiamo sempre provato? I critici sostengono che questo prevedibilità è negativa, innaturale, ma allo stesso tempo le onde più perfette non sono appunto quelle che srotolano con perfezione meccanica? Se il surf continuerà ad evolversi come sta facendo, allora i wave park saranno il luogo dove la progessione si svilupperà. Sprecheresti un’onda perfetta a JBay solo per provare una manovra impossibile che sai già di non chiudere? Probabilmente no… ma in una wave pool, dove sai che la prossima onda sarà esattamente uguale alla precedente… perchè no?
Proseguendo nella riflessione, troviamo solo aspetti positivi. Hai bisogno di fare surf, ma per via del lavoro non puoi andare al mare o non ci puoi andare nel momento giusto? Vento e mare non cooperano quando hai tempo? Lo spot è troppo affollato per riuscire a prendere un’onda decente? Vivi lontano dal mare? Non sarà come le onde reali, ma almeno un surf park ti aiuterà a tenerti in forma.

Foto: Wavegarden
Come funziona un generatore di onde artificiali?
Le prime versioni di generatori di onde lavoravano pompando grandi quantità di acqua in camere speciali, per poi spararle in piscina con aria compressa. Il sistema, quindi, ha bisogno di acquisire più acqua, e la pompa di nuovo nelle camere per generare la prossima onda. Anche se questo metodo può produrre sorprendentemente onde surfabili di un metrone (vedi Wadi Adventure Park negli Emirati Arabi Uniti), ha due difetti principali: richiede un sacco di energia, e ha un ritardo di 90 secondi tra le onde.
Disegni più recenti, come il Wavegarden, funzionano trascinando ciò che è essenzialmente una slitta in grado di creare l’onda lungo il fondo di una piscina su un binario. Due onde srotolano ai lati di un molo centrale, contemporaneamente producendo una sinistra e una destra. Alla fine del suo percorso, la slitta ruota di 180 ° e crea due onde in direzione opposta. Questa più elegante soluzione è molto più allettante sia per gli investitori e i surfisti: il maggior numero di onde significa che più persone possono usufruirne per ogni session, mentre il design più efficiente utilizza molta meno energia, riducendo i costi operativi.
Mentre molti dei nuovi concetti ideati da aziende Webber Wave Poole e The Kelly Slater Wave Company esistono solo nei calcoli teorici e nei modelli da laboratorio, Wavegarden ha costruito una piscina pienamente operativa nei Paesi Baschi. Le dimensioni e la potenza delle onde generate è ancora limitata dalla quantità di terra che avevano a disposizione per costruire la laguna, anche se una surfata da 22 secondi su un’onda di un metro abbondante non è per niente da sottovalutare. Questo sito di prova non sarà mai aperto al pubblico, anche se alcuni surfisti professionisti come Gabriel Medina e Dusty Payne l’hanno già provato e ne sono rimasti impressionati: “Pensavo che sarebbe stata più piccola. In realtà è davvero grande! ” ha commentato Dusty Payne. Essendo la dimensione e la lunghezza d’onda limitata solo dalla dimensione della piscina, versioni commerciali sono in grado di offrire onde più lunghe e più grandi. Tuttavia, gli stessi ideatori del Wavegarden affermano che creare un’onda sopra i due metri richiederebbe troppa energia per essere finanziariamente sostenibile allo stato attuale.
Nel Wavegarden inoltre le onde non sono solo dedicate ai surfisti di alto livello: le onde continuano a correre in baie appositamente progettate dove si trasformano in schiume, perfette per le scuole di surf e i principianti. Si tratta di una situazione ideale per i bambini, che possono surfare qualche onda dopo scuola senza che i genitori si preoccupino di correnti e altri pericoli marini.

Foto: Wavegarden
Sono sostenibili?
Chiaramente generare onde richiede energia, che sembra uno spreco data l’abbondanza naturale negli oceani di tutto il mondo. Tuttavia, la più grande quota di emissioni di anidride carbonica deriva dai viaggi – sia per guidare verso lo spot locale, sia per volare in tutto il mondo in cerca di perfezione esotica. Il Wavegarden calcola che surfare nel surf park vicino a casa produca meno emissioni che guidare da soli per raggiugere lo spot con la macchina. Ma il calcolo non tiene comunque conto degli impatti della costruzione del parco, in primo luogo. Tuttavia, la maggior parte del lavoro di ingegneria richiesto per costruire un Wavegarden è nello scavo e sagomatura della laguna, per il quale serve poco cemento. Assumendo una lunga durata, è plausibile che nel tempo un surf park potrebbe funzionare in modo relativamente neutrale alle amissioni di anidride carbonica.
Portare la Surf Culture nell’entroterra?
Una critica dei parchi di surf frequentemente espressa dai surfisti che vivono al mare è la perdita della cultura del surf portandola nell’entroterra e il caos potenziale di orde di surfisti scatenati provenienti dall’interno fin sull’oceano senza alcuna conoscenza di maree e correnti. A molti di noi piace pensare a noi stessi come appartenenti a una sorta tribù adoratrice dell’Oceano, dediti alla caccia di mareggiate e di onde. Surfare su onde artificiali potrà influire su questo status?
Sul serio qualcuno lo può ancora pensare? Il surf è diventato commerciale già molto tempo fa. Vai in uno qualsiasi dei posti più caldi del pianeta e troverai ragazzini in pantaloncini da surf e infradito. Quicksilver ha negozi monomarca in tutto il mondo da New York a Londra, e le immagini di surf sono usate per vendere di tutto, dai dopobarba a prodotti per la pulizia di servizi igienici. Quello che succederà portando le onde nell’entroterra sarà di permettere alle persone che si identificano con la cultura surf di impegnarsi realmente con quello stile di vita. Il surf può avere un impatto positivo sulla vita delle persone; perché non usarlo come veicolo di miglioramento sociale? Per lo meno, si aprirebbe una nuova forma di sana esercizio fisico e all’aria aperta per molte persone. Come può essere una cosa negativa?
Le onde artificiali potrebbero anche aprire la scena delle competizioni a molti più partecipanti. Ci sono anche dei precedenti. Jenny Jones, ha imparato a fare snowboard su una pista da sci a secco nel Regno Unito, poi ha vinto medaglie d’oro agli X-Games e bronzo olimpico in Slopestyle a Sochi. Joe Morley, due volte vincitore del campionato del mondo Adidas Sickline Extreme Kayak in Austria, ha imparato a fare kayak sui corsi d’acqua artificiali.

Foto: Wavegarden
Onde controllabili possono anche migliorare le competizioni stesse. Attualmente le gare di surf raramente attraggono il grande pubblico – c’è troppa attesa tra i set, e i lunghi waiting periodo le rendono meno appetibili dalle emittenti televisive per via dei tempi troppo imprevedibili da programmare. Problemi simili significano che il surf difficilmente diventerà uno sport olimpico. Eppure, se corsi d’acqua artificiale sono costruiti per gli eventi di kayak allora perchè il surf dovrebbe trarne un vantaggio simile?
Dove e quando posso provarlo?
Attualmente, a meno che non siete abbastanza fortunati da essere invitati al sito di prova del Wavegarden, le uniche onde artificiali che si possono surfare sono quelle create con i sistemi di pompaggio idraulico vecchio stile. Wadi Adventure negli Emirati Arabi Uniti è in grado di pompare onde di un metrone, e si può scegliere tra sinistre, destre, A-frame e closeouts. Il parco ha ospitato diverse competizioni, tra cui il SUP World Tour. Allo stesso modo, la Disney ‘Typhoon Lagoon’ ha avuto la sua quota di eventi, dando mostra di un surf progressivo, mentre il Parco acquatico di Siam a Tenerife rivendica di avere la più grande onda artificiale esistente, fino a 3 metri! Tuttavia, questi parchi sono costosi sia da costruire che da visitare, con un lungo ritardo tra le onde.
Non ci sarà da aspettare a lungo per il primo dei nuovi wave park però. I lavori del primo Wavegarden aperto al pubblico sono già cominciati a “Snowdonia” nel nord del Galles con apertura prevista nel 2015, mentre la compagnia ‘The Wave’ con sede sempre nel Regno Unito ha avuto il permesso di costruire un parco surf utilizzando la tecnologia Wavegarden vicino a Bristol. I lavori sono programmati per inizio nel 2015, e sono attualmente alla ricerca di fondi con il sistema del crowdfunding per raggiungere velocemente i loro obiettivi di sostenibilità e di lavoro della comunità.
Progetti simili sono in programma per Montreal, Canada; Varberg, Svezia; Queensland, Nuova Zelanda; Oahu, Hawaii e Sochi, in Russia.
Quindi, rimane solo una domanda da farsi: se un surf park fosse costruito vicino a casa tua, lo proveresti?
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Assolutamente si…. Ma curiosità personale… Quanti €uri costa una macchina da onde del genere?