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Welcome to Alaia Bay

Tutto quello che c’è da sapere sul nuovo Wavegarden Cove di Sion, Svizzera.

Che si ami o si odi l’idea di fare surf su un’onda artificiale, la recente inaugurazione del nuovo Wavegarden Cove di Alaia Bay a Sion, il primo dell’Europa continentale, ha infiammato la curiosità e la voglia di provare l’onda artificiale, ora più a portata di mano che mai, ma le domande che aleggiano intorno all’argomento sono tante, e nonostante i numerosi articoli che circolano sul web molte sono ancora senza risposta. 

Così, complice la maggior libertà di movimento e la piatta incombente, dopo tanto tempo di restrizioni abbiamo radunato qualche amico e deciso di partire per un surf trip ad Alaia Bay come ai vecchi tempi, per soddisfare la curiosità, placare la scimmia e cercare di chiarire i tanti dubbi.

In poche telefonate il gruppo diventa subito numeroso, con i romagnoli Matteo Fabbri, Fabrizio Gabrielli, Tommaso Varriale e il giovane Leon Baiocchi. Dalla Toscana si aggregano Gianmarco Pollacchi, Yari Cava e Tommaso Pardini.

Fa un certo effetto partire per le alpi con l’idea di andare a fare surf, il tragitto in auto e i paesaggi, con le montagne innevate tutt’intorno, sono mozzafiato e una volta arrivati si respirano pure vibrazioni positive e tanto entusiasmo nell’aria.

Alaia Bay classic view

Furgoncini di surfisti accampati nel parcheggio e tanta voglia di surf culture anche lontano dal mare. Nessuno ti guarda male per esserti presentato in tre macchine cariche di surfers assatanati, anzi ci si saluta con grandi sorrisi.

Sembra la cosa più naturale che ci sia, il segno di quella che è probabilmente la piu’ stravolgente evoluzione nel mondo del surf dalla sua nascita ad oggi.  Viene da pensare che quando le onde artificiali saranno definitivamente sdoganate, un surf trip in una delle tante wave pool sparse per il mondo sarà normale così come un qualsiasi surf trip sull’oceano, con buona pace dei negazionisti.

Una volta arrivati ci riscopriamo super eccitati come bambini a Disneyland, come quando parti per un surf trip e non vedi l’ora di sapere come sono le onde dopo che le previsioni avevano messo cinque stelle. Qui sai già che le stelle saranno quelle, nonostante ciò non si può fare a meno di liberare l’emozione.

Giunti all’ingresso è tutto molto semplice, ti registri alle casse, dove paghi le session che hai già prenotato da casa oppure, se ti piace il rischio e sei arrivato fino a lì senza prenotare, come qualcuno ha fatto, chiedi se “per caso” ci sono ore libere, ricevi il braccialetto che ti garantisce l’ingresso e il gioco è fatto, sei pronto per tuffarti nel paradiso artificiale del Wavegarden.

Durante la nostra breve permanenza ad Alaia Bay abbiamo lanciato un sondaggio nelle instagram stories e scoperto che, come noi, in tanti avevano molte domande a cui dare risposta.

In questo articolo abbiamo cercato di metterle tutte insieme in una sorta di vademecum più dettagliato possibile a cui possa attingere chiunque voglia farsi un’idea prima di decidersi a provare l’esperienza del surf artificiale.

Buona lettura!

Matteo Fabbri. Foto Pardini

“Cosa dire, ero onestamente scettico sulle piscine, ma a mio parere sono una bella valvola di sfogo, soprattutto nei lunghi periodi di piatta! Abbiamo provato le onde da intermedio ad esperto fino ad arrivare ai tubi. L’ho provata con differenti tipi di tavola e devo dire che si va con tutte ma si addice maggiormente ad una surfata con tavole performanti.

Matteo Fabbri. Foto Pardini

L’onda che mi è piaciuta di più ovviamente è il tubo, è un tubo molto tecnico ma quando capisci la linea giusta non ne sbagli più uno. Anche la location è stupenda, circondati da montagne innevate ed una struttura nuova con spogliatoi e docce ampie e un ristorante/bar aperto fino a tardi! Non vedo l’ora di tornarci!” – Matteo Fabbri, campione italiano longboard.

Yari Cava. Foto Pardini

“Age the Machine.
Qua ad Alaia bay le montagne innevate fanno da scenario alle onde che hai sempre sognato. Nel corner della pool senza guardare l’orizzonte un muro con dei numeri scandiscono il timing perfetto per il takeoff. Niente duck dive e un canale che ti riporta sulla “lineup” se vogliamo chiamarla così. Durante le session eravamo tutti elettrizzati, io per primo, e l’idea di perdere un set sovrasta quello che in mare é un semplice set passato.

Yari Cava. Foto Tommaso Varriale

A mente fredda, le onde perfette di Alaia bay mi hanno lasciato la voglia di conoscerle e continuare a scivolare su qualsiasi forma di onda che si può creare. Difficile da spiegare ma il rapporto che ha un surfista con il mare é del tutto l’opposto, le onde del mare nascono cariche di energia frutto di una tempesta lontana, furiose e violente riescono a sopprimere la fame di surf. Qui ad Alaia bay le onde sono senza vibrazioni nonostante la perfezione, sono senza anima e non riescono a sgomberare la mente. L’esperienza di Alaia Bay é incredibile, la location é curata nei minimi particolari, una vera palestra per il surf in mezzo alle montagne.” – Yari Cava, caporedattore Damp Magazine.

Fabrizio Gabrielli. Foto Tommaso Varriale

“È stata una vera e propria sorpresa, a partire dalla location a dir poco incredibile! La struttura è votata a soddisfare le esigenze di un surfista a 360 gradi dentro e fuori dall acqua. Non penso sia paragonabile al mare, ma posso affermare d’avere provato la stessa adrenalina!

Fabrizio Gabrielli. Foto Varriale

Ogni onda ha la sua particolarità, ma la cosa interessante è stata che, soprattutto l’onda Pro, mi ha portato a ragionare di più rispetto a una session in mare, a memorizzare errori di bilanciamento costringendomi a correggermi, così da arrivare ad eseguire la manovra o il tubo nel miglior modo possibile. Questo penso sia il suo vero punto di forza: stimolare perennemente il ragionamento per sfruttare al meglio l onda. – Fabrizio Gabrielli, campione italiano longboard

Gianmarco Pollacchi. Foto Pardini

“L’opinione da conservatore mi porta a dire che il fatto di surfare in una piscina annienta qualsiasi concetto e disciplina fondamentale del Surf e della vita di un surfista, basata sulla ricerca del fatidico “momento giusto”, previsioni, spostamenti, attese e tante delusioni. Puntando uno sguardo sul presente e sul futuro dico che sia una trovata geniale, rendere accessibile uno sport come il surf a tutti soprattutto anche in città dove non è presente il mare, ammetto che il fatto di vedere un onda racchiusa in una piscina artificiale a prima vista ti destabilizza ma poi finisce per farti venire un sorriso sul volto come un bambino.

Gianmarco Pollacchi. Foto Pardini

Sono sicuro che sarà un grande aiuto per le nuove generazioni (non sostituibile alle vere onde anche se molto simile) sia sotto un lato per imparare e allenarsi sia per chi non potendosi permettere troppi giorni di vacanza in cerca di onde belle potrà andare sul sicuro (anche se i costi al momento sono molto alti) . È un esperienza che consiglio a tutti sia per farci capire a che livello folle sia arrivata l’ingegneria umana sia per farci apprezzare ancor di più il contatto con la natura e la libertà che ci porta ad avere questo sport.” – Gianmarco Pollacchi, freesurfer.

Leon Baiocchi. Foto Pardini

“Surfare in mezzo alle Alpi è stata un’esperienza fantastica ed il fatto che ci fossero addirittura delle onde tubanti mi ha lasciato piacevolmente stupito.
Infatti, l’onda della wavepool che mi è piaciuta di più è stata proprio quella tubante.
A parer mio è incredibile che si possa surfare un’onda del genere proprio in mezzo alle montagne e appena si capisce la linea è impossibile non divertirsi anche perchè la location rende l’esperienza ancora più surreale.
Penso inoltre che quest’onda permetta di migliorarsi molto in condizioni di onda tubante essendo molto tecnica, lo stesso vale per le onde performanti T1/T2/T3 che aiutano a ripetere e correggere i propri movimenti continuamente.

Leon Baiocchi. Foto Varriale

Rispetto a un’onda del mare ho notato che la tavola reagisce in maniera leggermente diversa, questo peró non crea problemi perché basta qualche onda per adattarsi.
Seppur siano onde artificiali ho notato che ogni onda del set è diversa dalle altre, le differenze sono minime, ma in onde come quelle tubanti ho visto che influiscono sulla lunghezza e la forma del tubo.
È stata sicuramente una bellissima esperienza e non vedo l’ora di poterci tornare a surfare ancora!” – Leon Baiocchi, freesurfer.

Slab tra le montagne. Non identificato. Foto Pardini

“Sono stato in acqua e ho potuto osservare le onde da dietro la mia lente, l’onda è interessante e con un allenamento mirato può essere molto utile per migliorare e correggere determinati movimenti. Purché sia molto simile ad un onda del mare, dal mio punto di vista non è paragonabile ad essa. Dal mio punto di vista Può essere una buona integrazione all’allenamento se utilizzata in maniera periodica, ma un utilizzo prolungato può viziare il modo di surfare” – Tommaso Pardini, filmer/fotografo

Foto Pardini

GUIDA COMPLETA AL WAVEGARDEN COVE ALAIA BAY

PRENOTA LA TUA SESSION

E’ altamente consigliata la prenotazione, attraverso il sito ufficiale alaiabay.ch, se non vuoi rischiare di fare tanti chilometri per trovare poi tutto esaurito. Soprattutto nei weekend è praticamente impossibile trovare un’ora libera senza aver prenotato. A inizio settimana c’è più probabilità di trovare posto, ma la prenotazione è sempre consigliata.

Una volta arrivato ad Alaia Bay, ti registri alle casse, paghi le session prenotate, ricevi il braccialetto che ti apre le porte della struttura e aspetti il tuo momento.

Ci sono rastrelliere dove appoggiare le tavole, armadietti dove riporre le proprie cose, spogliatoi e docce calde.

La sala dove la magia avviene. In questo computer sono memorizzati i diversi tipi di onda. Giovanni Piro, coordinatore delle operazioni surf e referente italiano ad Alaia Bay, mostra a Matteo Fabbri il funzionamento.

QUANTO COSTA

Le tariffe variano tra bassa, media e alta stagione indipendentemente dal tipo di session/onde prenotate.

Per gli adulti si parte da 109F (franchi svizzeri, circa 100€) per un’ora di session in bassa stagione, passando a 129F per la media stagione, fino a 149F per alta stagione.

Prezzi inferiori sono riservati ai bambini da 6 a 12 anni (94F, 109F, 129F).

Puoi risparmiare acquistando pacchetti di ore da utilizzare quando vuoi, che riducono proporzionalmente il prezzo per singola ora.

Tariffe maggiori sono previste per le session con corso di surf incluso: 129F, 149F, 169F per gli adulti in bassa, media, alta stagione, e 114F, 129F, 149F per i bambini.

QUANTE ONDE SI PRENDONO IN UNA SESSION

Il numero di onde che si riuscirà a surfare in una session dipende dal tipo di session prenotata e dal numero di persone in acqua.

A seconda del tipo di onda prenotata infatti vengono sparati set da 4, 5, 6 o più onde.

In una session media, con 10-12 persone in acqua, abbiamo riscontrato che si possono surfare dalle 10 alle 15 onde. Se capita la fortuna di essere in numero inferiore di surfisti in acqua si riuscirà a surfare qualche onda in più, essendoci meno persone a spartirsi il totale delle onde a disposizione.

Matteo Fabbri ha lasciato la firma nella shaping room di Alaia Bay. Foto Pardini

SESSIONS E TIPI DI ONDE

Le session/onde sono classificate in base al livello di difficoltà, dal livello più semplice della session Waikiki, passando per la session Malibu, fino alla session Advanced e alla più difficoltosa, la Session Expert o Pro.

Normalmente la prima metà della session inizia con un tipo di onde più morbide per riscaldarsi e prendere confidenza, nella seconda metà della session il livello di difficoltà aumenta leggermente o cambia proprio il tipo di onda (es. nelle sessions Pro, da onda T per i turns a onda B per i barrels).

Matteo Fabbri in una inedita versione shortboard sulla sua asimmetrica. Foto Varriale

Prima di iniziare la session si svolge un breve briefing con il supervisore che sarà in acqua insieme ai surfisti, il quale vi spiegherà di fare attenzione al fondale basso in alcuni punti, a non buttarsi mai di testa e comunque proteggersi sempre durante le cadute, e a come funziona la corrente nella piscina.

Nel pieno rispetto delle regole che dovrebbero essere seguite anche in mare, i surfisti attendono in fila il proprio turno. Ogni surfer ha due tentativi per fare il take off, se non riesce a prendere la prima onda potrà ancora partire su quella successiva. Se cade dovrà prendere la schiuma verso riva e fare il giro per tornare sul picco.

Come in un qualsiasi surf trip si incontrano anche vecchi amici. Andrea Lamorte perfeziona i turns sulla destra. Foto Pardini

Il take off è generalmente semplice e  facilitato ancora di più dal fatto che il supervisore ti dice esattamente dove devi stare per partire in base al tipo di onda previsto.

Ci sono riferimenti numerici sulla parete della piscina, in base al tipo di onda previsto sarà sufficiente allinearsi a un numero o a un altro, così come suggerito dal supervisore. Qualche bracciata e il gioco è fatto!

Tutte le session sono assistite da un supervisore in acqua ed esternamente da servizio di salvataggio.

Fabrizio Gabrielli allena il cross stepping sull’onda Malibu. Foto Varriale

Session Waikiki

La session Waikiki è indicata per i principianti che vogliono fare pratica con i fondamentali del surf, allenarsi sulle curve e acquisire una posizione corretta sulla tavola. 

L’onda riservata alla session Waikiki è piccola e morbida, circa 50 cm. Verso la parte finale della session le onde aumentano leggermente di difficoltà, con qualche set che si avvicina all’onda di tipo Malibu.

Matteo Fabbri, Malibu session. Foto Varriale

Session Malibu

La session Malibu offre onde di circa un metro che srotolano mantenendo sempre una parete mediamente ripida, perfetta per fare pratica e progredire, pompando sulla tavola, o allenandosi nei turns, ideale per il longboard e il noseriding, ma anche per fish e tavole mid lenght.

Nella seconda parte della session, anche in questo caso il livello di difficoltà aumenta leggermente, e i set si avvicinano più al tipo di onda della session advanced.

Gianmarco Pollacchi è sempre un maestro quando si tratta di individuare sezioni per staccare. Foto Pardini

Session Advanced

Questa session è adatta ad ogni tipo di tavola, l’onda oscilla dal metro al metro e mezzo e offre una parete sempre dritta che spinge, ottima per allenarsi a leggere l’onda e fare pratica nelle manovre e nello stile.

Le onde advanced offrono diverse sezioni per provare curve e manovre, anche in questo caso nella seconda parte della session sono riservate le onde con livello di difficoltà maggiore e qualche piccolo tubetto.

Leon Baiocchi, Turns session. Foto Pardini

Session Expert o Pro

Qui sono riservate le onde più grosse e tecniche che possa offrire il Wavegarden, onde ripide e veloci con altezza da 1,5 a 2 metri.

Normalmente una session pro comincia con pareti ripide e veloci adatte al rail to rail, ottime per fare pratica nel turn e con qualche sezione su cui provare gli air.

Nella seconda metà della session l’onda offre pareti tubanti e slab che, anche se per pochi secondi, ti faranno provare l’ebbrezza e la visione del tubo.

Matteo Fabbri, barrels session sulla mid lenght. Foto Varriale.

SERVIZI VARI

Twin Fin Bistro

La struttura offre servizio di bar e ristorante con mega terrazza sovrastante la piscina da cui è possibile ammirare le onde che srotolano. L’ingresso al Twin Fin è gratuito.

Surf shop

Il Boardriders shop è un negozio di 300 metri quadrati ben fornito di tavole e accessori in cui sono presenti i marchi del gruppo: Quiksilver, Roxy, DC, Billabong, RVCA, Element.

Tavole a noleggio ce ne sono per tutti i gusti.

Surf school

La scuola surf offre corsi per principianti di tutte le età da 6 anni in su.

Shaping Bay

La Factory interna include una shaping room dove vengono realizzate tavole e riparazioni.

Noleggio attrezzatura

E’ possibile noleggiare ogni tipo di attrezzatura e tavole, dalle softboard a 10F per session, alle tavole rigide per 25F/session, fino alle tavole premium a 45F/session.

Possibilità di noleggio muta, cappuccio in neoprene e caschetto+giubbotto galleggiante (quesi ultimi sono gratuiti).

Una piccola riparazione costa 5F

Leon Baiocchi nell’ennesimo tubetto della session barrel. Foto Varriale.

 

ALAIA BAY INFO

La struttura è aperta tutto l’anno, 7 giorni su 7 da mattina a sera.

La piscina occupa una superficie di 8300 metri quadrati, è in grado di ospitare un massimo di 40 surfisti all’ora contemporaneamente (20 su ogni lato), generare fino a 900 onde all’ora, 20 tipi di onde differenti, e regalare surfate di 14 secondi.

Alaia Bay rappresenta la realizzazione di un progetto concepito dal suo fondatore Adam Bonvin e durato 5 anni, per un costo complessivo, non specificato ufficialmente, che oscilla tra i 30 e 40 milioni di euro.

La location si trova a Sion, cittadina ai piedi delle alpi svizzere nel cantone Vallese, di cui è anche il capoluogo e vanta fama di essere la città più soleggiata della Svizzera.

La piscina è orientata verso sud ovest in modo tale che l’onda sia sempre offshore grazie ai venti prevalenti provenienti dai quadranti occidentali per gran parte dell’anno. 

 

Gianmarco Pollacchi e sullo sfondo il tunnel dove si agita il “serpentone”. Foto Varriale

 

COME SI GENERA L’ONDA?

Alaia Bay è il più piccolo Wavegarden tra quelli finora realizzati in tutto il mondo, nonostante questo è equipaggiata con un numero di motori maggiore rispetto al Wavegarden di Bristol.

Per la precisione, Alaia Bay può contare su 46 motori, lo stesso numero di URBNSURF a Melbourne, che è lunga quasi il doppio.

I motori sono collocati dentro la famosa cabina a forma di tunnel che separa le due metà della piscina e si vede in tutte le foto, disposti in linea uno dopo l’altro.

Il meccanismo che genera l’onda funziona, se lo vedessimo dall’alto, come un serpentone che si muove a S e agitandosi muove acqua a destra e sinistra. Ogni motore ha collegate delle pale, quando il meccanismo viene attivato, uno dopo l’altro in successione i motori si muovono da destra a sinistra, e le pale spostano l’acqua conseguentemente.

E’ così che si generano i set di onde, partendo dalla punta del triangolo fino a riva. Un computer gestisce i movimenti dei motori e ogni piccola variazione del loro movimento crea i diversi tipi di onde.

 

Pollacchi. Foto Varriale.

 

QUALE TAVOLA USARE

Sebbene la minor galleggiabilità dell’acqua della piscina rispetto a quella salata del mare possano suggerire di usare una tavola leggermente più volumata, andrà ugualmente benissimo la tavola usata normalmente.

Sulle onde più tecniche come quelle della session pro e seconda parte di advanced è consigliata una tavola con un pò di rocker, mentre su quelle più morbide delle session malibù ma anche sulle prime onde advanced si può surfare tranquillamente anche con tavole più piatte.

 

Fabrizio Gabrielli pronto all’abbraccio del mini slab. Foto Varriale

 

TEMPERATURA

Nei mesi più freddi invernali occorrerà una muta pesante da 5 o 6mm equipaggiata con cappuccio, calzari e guanti.

Uscendo dall’inverno, in primavera, oppure in autunno, si potrà surfare con una buona 4/3 o una 5/4 per i più freddolosi (cappuccio, calzari e guanti a discrezione). 

A maggio, durante il nostro trip, la temperatura esterna era di circa 23° e clima mite, la temperatura dell’acqua intorno ai 16°. Abbiamo surfato con muta 4/3 senza altri accessori. Si sarebbe potuto azzardare anche con una buona 3/2. 

Alaia Bay ha aperto l’1 maggio e non ci sono ancora dati statistici in merito ai mesi estivi, ma gli addetti ai lavori assicurano che si potrà surfare con una shorty o nei momenti più caldi in boardshorts.

 

Matteo Fabbri. Foto Pardini

 

Come arrivare a Sion

Il mezzo preferibile per raggiungere Sion è l’auto che rimane sempre la scelta più pratica. Si può passare da Aosta-Passo San Bernardo, o Domodossola-Passo Sempione.

Alternative più scomode sono il treno e l’aereo, in quest’ultimo caso i collegamenti non sono il massimo e poi si dovrà raggiungere Sion in treno dall’aeroporto o con auto a noleggio.

 

Ricorda un pò Tahiti… Foto Pardini

 

Dove alloggiare

La struttura non offre alloggi interni, occorre quindi prenotare una struttura esterna.

I residenti del nord italia, più vicini al confine con la Svizzera, possono tranquillamente fare un trip a/r in giornata.

Per chi vuole pernottare invece ci sono diverse strutture nei dintorni e in città, dai campeggi agli hotels e B&B, prenotabili sulle più note piattaforme online di prenotazione.

 

Primo set della mattina

 

Video e foto: Tommaso Pardini, Tommaso Varriale, Roberto Montanari

Surfers: Fabrizio Gabrielli, Matteo Fabbri, Leon Baiocchi, Gianmarco Pollacchi, Yari Cava, Andrea Lamorte

Si ringrazia ION per il supporto.

Per tante altre curiosità su Alaia Bay riguarda le nostre stories qui: https://www.instagram.com/stories/

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