Articoli

Billabong chiude l’anno a zero

Billabong è davvero arrivata al capolinea? Alla chiusura dell’anno fiscale pochi giorni fa, la nota azienda australiana che ha fatto la storia con oltre 40 anni di attività nel settore dell’abbigliamento da surf ha raggiunto un debito superiore alle aspettative che l’ha costretta praticamente ad azzerare il proprio valore azionario.

AUSTRALIA-CLOTHING-US-BILLABONG

 

Com’è possibile che un brand che ha dominato il mercato per anni e si è sviluppato acquisendo altri marchi noti, sviluppando sia il settore abbigliamento che quello delle attrezzature, occupandosi oltre che di surf anche di snow e skate, si sia totalmente deprezzato?

Da un valore di circa 3,8 miliardi di dollari australiani del 2007 Billabong è arrivata a valere ad oggi circa 250 milioni, dovendo chiudere oltre 158 negozi, con un taglio del 15% dei posti di lavoro in Europa. Secondo l’analisi di Bloomberg tutto è dovuto al fatto che nell’ultimo anno le azioni societarie hanno perso la metà del loro valore e le perdite sono state tre volte di più dei ricavi, non riuscendo più a far fronte ai debiti accumulati.

All’origine dei problemi finanziari sembra esserci stat il piano di forte espansione nei diversi settori sportivi che ha portato il brand ad acquisire diversi nuovi marchi. Questo negli anni ha fatto perdere l’indentità del marchio originariamente legato alla produzione di abbigliamento da surf. A ciò si è aggiunto il fatto che negli ultimi cinque anni, gran parte degli investimenti si sono concentrati nel difficile mercato immobiliare e nell’acquisto di catene di negozi. Iniziano i primi problemi finanziari, nel secondo semestre del 2011 l’utile netto di Billabong era diminuito del 71 per cento, rispetto all’anno precedente.

Dal febbraio 2012 la società aveva avviato un piano di ristrutturazione che prevedeva il licenziamento di circa 400 persone, la chiusura di 150 negozi e la messa in vendita di quote dei marchi acquisiti in passato, rinunciando nel frattempo ad offerte di acquisizione da parte di alcune società di investimenti. L’anno scorso Billabong aveva rifiutato un’offerta di 850 milioni di dollari australiani da parte di un fondo privato, che avrebbe fatto stabilizzare il valore delle azioni a 3,50 AUSD. Pochi giorni fa, alla chiusura del mercato di Sydney le azioni valevano 53,5 centesimi l’una.

Nell’ultimo anno Billabong ha perso 429 milioni di euro dopo che in quello precedente ne aveva persi circa 120: la maggior parte sono perdite causate da un calo delle vendite sul mercato europeo. Dal 2011 al 2012 le vendite sono diminuite nel complesso del 14 per cento e i ricavi sono stati inferiori ai costi di gestione. In Borsa le azioni sono scese dall’inizio dell’anno del 36 per cento.

Nell’ultimo anno il debito di Billabong è aumentato così del 28 per cento, arrivando a circa 138 milioni di euro, mentre i prestiti da ripagare, in scadenza a fine 2013, sono pari a circa 217 milioni di euro, secondo l’analisi fatta da Bloomberg. Billabong è stata costretta ad azzerare il valore del brand a chiedere un prestito di 196 milioni di euro alla società d’investimenti Altamont Capital Partners – la stessa società che aveva cercato di comprarla un anno fa – per rifinanziare il proprio debito.

Secondo quanto dichiarato dal presidente Ian Pollard l’ultimo anno è stato è il più difficile nella storia dell’azienda, che ora starebbe valutando anche proposte da parte dei competitors. L’obiettivo è quello di rifocalizzare e guardare avanti, rinforzando il brand e ricostruendo il business con un piano a lungo termine.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

INSTAGRAM @SURFCORNER #SURFCORNER