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Like a Journey Premiere

A Ostia la première del documentario su Surfing Voice, la surf-therapy di Antonio Rinaldi che tratta i bambini autistici con il surfing

 

 

Giovedì 28 maggio alle 19,30, presso il Billabong Store di Ostia Lido (via della Fusoliera), première esclusiva di “Like a Journey”, il documentario che racconta la storia di Surfing Voice, il progetto di surf-therapy creato da Antonio Rinaldi, freesurfer toscano di Billabong e psicologo, per trattare i bimbi affetti da autismo. Il documentario è il resoconto toccante del lavoro del surfista toscano che utilizza per la prima volta con successo l’insegnamento del surfing per il trattamento dell’autismo nei bambini. Un percorso inedito tra professione di psicoterapeuta e passione per il surf che ha destato l’attenzione di media internazionali ed italiani e di pro-rider quali Dave “Rasta” Rastovich e Mark Occhilupo che hanno incontrato Antonio nei mesi scorsi, supportando la sua iniziativa.

Per diffondere il progetto Surfing Voice ed attivare la surf-therapy, Antonio Rinaldi si sposta con genitori e bambini facendo conoscere i risultati e gli effetti di un nuovo modo di trattare il disagio. Proprio in occasione del prossimo surfcamp Surfing Voice ad Ostia – in collaborazione con la ASD “Mare Sport” e la scuola “Onda su onda” – i genitori protagonisti del progetto presenteranno in prima persona la loro esperienza di rinascita sulla tavola da surf.

Like A Journey è stato prodotto in collaborazione con Giulia Barini.

 

likeajourney

 

 

Chi è Antonio Rinaldi

Antonio Rinaldi è da anni uno dei surfisti più rappresentativi della costa toscana. Brand ambassador per Billabong, istruttore e  assiduo viaggiatore nelle più affascinanti mete surfistiche del pianeta ha sempre avuto verso il surfing un approccio da freerider: più interessato all’esperienza interiore ed alla relazione con l’ambiente che all’aspetto agonistico.

Per Antonio, la pratica del surf e gli studi alla Facoltà di Psicologia sono, in fondo, lo specchio della stessa tendenza all’introspezione, alla ricerca sull’uomo e la sua relazione con ciò che lo circonda. Finché, da Psicologo, le due cose iniziano convergere verso una visione organica. Antonio si convince che il surf possa essere utilizzato come terapia per il trattamento di soggetti affetti da disagi psichici, in particolare quelli dello spettro autistico. Crea così Surfing Voice, il primo esperimento di surf-therapy in Italia che usa l’insegnamento del surf come trattamento su bambini affetti da autismo. Con mezzi di fortuna – tavole e mute offerte da sponsor, l’ospitalità di uno stabilimento balneare a Tirrenia –  Antonio Rinaldi ed un team di collaboratori riescono a provare che adottando metodologie d’approccio precise, bambini giudicati sino a quel momento privi di qualsiasi possibilità d’interazione ed apprendimento, riescono ad acquisire le cognizioni di base per la pratica del surf, ad entrare in sintonia con il ritmo delle onde e ad alzarsi sulla tavola.

Per i genitori è un’esperienza rivelatrice: per la prima volta vedono i propri figli come persone in grado di sviluppare le proprie potenzialità, di creare relazioni con l’esterno, non più solo come ”problema”.

 

“In acqua non esistono diversità” – è il pensiero di Antonio – “se non rispetto alle peculiarità di ognuno, da poter coltivare al di là di un limite, nel riconoscimento reciproco di potenzialità spesso celate nella quotidianità”.

Intanto Surfing Voice attrae l’attenzione del più importante sito surfistico americano che gli dedica alcuni articoli. Seguono altri media internazionali. Icone del surf come Mark “Occy” Occhilupo – Campione del Mondo 1999 – ed i freerider Lauren Hill e Dave “Rasta” Rastovich vengono in Toscana per incontrare Antonio e prestare la loro immagine a favore del progetto.

Antonio, intanto, s’impegna per consolidare le basi di Surfing Voice. Tratta con i suoi sponsor per ottenere sostegno e materiali tecnici, scrive il saggio “Leggere il Silenzio” sulla sua esperienza di terapeuta e rafforza le basi scientifiche della sua creatura. Ora Surfing Voice è parte applicativa del metodo A.T.D.R.A. (Approccio Terapeutico Dinamico Relazionale in Acqua) da lui ideato come fulcro metodologico del suo lavoro, operativo soprattutto in piscina così da essere proponibile ovunque ed in ogni stagione.

Dal dirigente scolastico di una scuola media di Livorno arriva una proposta rivoluzionaria: portare Surfing Voice in classe come materia d’insegnamento e come metodo in grado – a partire dall’esperienza fatta con soggetti affetti da disabilità – di preparare i ragazzi a vivere il mare e le onde, a conoscere i loro abitanti. Attraverso la “didattica attiva” di questi percorsi scolastici gli alunni sono protagonisti del processo di apprendimento, oltre le modalità tradizionali basate sull’ascolto  o sull’osservazione imitativa. Le lezioni si svolgono in classe alla lavagna, in piscina, in palestra e sulla spiaggia.

“Granchi, pesci e meduse sono come locali da rispettare” spiega Rinaldi, “e non inaspettati e spesso temuti ospiti. Pulire la spiaggia con guanti e sacchi è come curare qualcosa a cui teniamo per ritrovarlo e riscoprirlo ancor più bello e “nostro”, come una carezza sui capelli di chi si ama”.

Oltre che un metodo terapeutico per individui con disabilità, Surfing Voice si rivela così anche un sistema d’apprendimento e di crescita che ha nel surfing la chiave per interpretare l’uomo, la sua psiche e l’ambiente circostante come un insieme armonico e gratificante.

Il Dott. Antonio Rinaldi coadiuvato da colleghi formati  nel metodo A.T.D.R.A.,  opera a fianco della Dott.ssa Elisa Servello, quotidianamente nella formazione e consulenza, in un lavoro di rete, di coordinamento e monitoraggio nelle terapie in diverse regioni d’Italia.

 

Il progetto Surfing Voice si avvale del supporto di Billabong.

 

 

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