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Flash Trip a Fuerte

Poco tempo fa Federico Nesti è stato a Fuerte in viaggio premio per allenamento federale, ora ci racconta anche quello che ha fatto nel suo tempo libero. 

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Non tutti i surf trip godono di onde belle e perfette, ma è anche vero che mezzo metro ventoso alle canarie è sempre meglio della piatta a casa. Un surf trip a Fuerteventura è una delle opzioni più considerate da noi surfisti italici, poche ore di volo ci consentono di raggiungere le Hawaii dell’Atlantico, ma non è sempre sinonimo di “Indonesia”, poichè il vento è spesso in agguato. In questo articolo, Federico Nesti ci ha raccontato come ha passato il tempo libero durante il suo ultimo viaggio a Fuerte per l’allenamento federale offerto dalla Fisurf.

“Non è la prima volta che ho la possibilità di confrontarmi con le mitiche onde canarie, ma stavolta l’occasione era davvero ghiotta. Grazie ad uno di quei colpi di fortuna che ogni tanto capitano anche a noi surfisti, mi sono ritrovato proprio durante le ferie pasquali, con un biglietto aereo in regalo per scappare da un’Italia avara di onde. E cosa c’è di meglio per staccare un po’ la spina dalle “fatiche” scolastiche che concedersi qualche bel giorno di surf?

Al mio arrivo ho trovato ad aspettarmi un amico che da qualche anno lavora in una pizzeria nel centro di Corralejo, proprio nel cuore della movida di Fuerte. E visto che era tanto che non ci vedevamo era giusto concedersi un po’ di divertimento. Considerato poi che la birra costa meno dell’acqua è stato inevitabile finire la serata un pochino “allegri” .

Nonostante gli eccessi della serata, la mattina ero pronto per il primo assaggio di onde canarie. Le condizioni non erano ottimali, poca swell e troppo vento, per cui abbiamo deciso di andare a vedere un beach break a nordovest dell’isola dove si forma un’onda di risacca perfetta per provare air di qualsiasi genere. L’unico problema è l’affollamento, visto che le scuole di surf portano regolarmente lì i loro allievi. Comunque sono riuscito a mettere a punto una nuovissima manovra… air 360 con atterraggio direttamente sulla tavola di un ragazzo della scuola (forse i postumi della serata prima non erano esattamente del tutto smaltiti ahahaha)!

Risultato: pinna persa e scassa rotta… non male come inizio vacanza.

 

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Nei giorni successivi la swell ha continuato a farsi desiderare, e ci ha costretto a macinare un bel po’ di chilometri per trovare condizioni decenti. Ma alla fine anche questo fa parte di un surf trip che si rispetti. Il piacere di farsi due ore di macchina in mezzo ai paesaggi vulcanici, percorrendo infinite strade sterrate perse nel niente ed avere come unico pensiero le onde, mi riempie di gioia. Poi però, quando ad attenderti ci sono splendide onde di ben… 30 centimetri, è chiaro che le previsioni e le maree non sono state interpretate a dovere!

Per fortuna che nei giorni di piatta  c’è stato lo skate a salvare le mie giornate. Girovagando per la calle principal di Corralejo mi sono imbattuto in un ragazzo che sembrava uscito direttamente dal film Dogtown and Z-Boys  di nome di Keloma. Insieme al suo gruppo di skaters abbiamo fatto delle splendide session di street nei vari spot cittadini e nelle viuzze di Corralejo che sembrano progettate appositamente per skateare. Per un attimo mi è sembrato di essere nella California anni ’70 –’80 ai tempi del mitico Stacy Peralta e la sua gang.

Ma visto che si tratta di un surf trip torniamo all’argomento principale, ovvero le onde che purtroppo sono arrivate solo gli ultimi due giorni della mia vacanza.

 

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La nuova perturbazione ha fatto attivare molti spot della noth shore canaria, e mi ha permesso di surfare onde di buona misura con vento offshore, in particolare l’onda di Hierro, una sinistra molto potente che mi ha dato la possibilità di testare come si deve la mia nuova McKee Fire fly 6.0.

Il giorno successivo le onde continuavano ad aumentare ma insieme a loro anche il vento, ho deciso di farmi ugualmente un bagno prima di andare a prendere l’aereo considerato che le previsioni per l’Italia erano ancora “deprimenti”. Alla fine anche se le onde non erano il massimo, se sei in mare con le persone giuste ti diverti sempre.

E’ stata comunque una bella esperienza, ho conosciuto gente positiva, visto posti incredibili e non vedo l’ora di partire per  un altro viaggio. Ringrazio i miei sponsor (ION e FANATIC) che hanno reso questo viaggio possibile, gli amici di quell’isola fantastica e ovviamente la mia famiglia che mi supporta in tutto quello che faccio. Grazie!”

 

 

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