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Articoli | 30 giugno 2013

Fari su Molo Varazze sempre più vicini

Il progetto di realizzazione di fari sul molo di Varazze per surfare anche in notturna prosegue ed è ancora una volta confermato nelle parole dell’assessore al Turismo, Enrico Schiappapietra, che nel surf e nello skate conferma di avere trovato una risorsa che non può essere ignorata per il bene della cittadina ligure.

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Questo l’ultimo articolo apparso su LaStampa.it di ieri a cura di Paride Pasquino

Varazze, i fari sul molo per fare surf anche di notte

Gli “spot” preferiti dagli appassionati delle onde da cavalcare e un progetto per sfruttarle 24 ore al giorno.

A meno di mezzora da Genova c’è il paradiso dei surfisti. La Secca e la Santa, due dei quattro spot migliori per cavalcare le onde nel mare di Varazze sono ormai nel cuore degli appassionati. Ma Varazze non si accontenta di essere diventata negli ultimi anni una delle mète preferite in Italia per gli appassionati dei surf.

Ora vuole conquistare addirittura l’Europa, fare concorrenza a Biarritz ed essere l’unica località, per ora, ad offrire la possibilità di sfidare l’onda anche in notturna. Il progetto è quello di installare un impianto di potenti fari lungo il Molo Marinai d’Italia, ma non per illuminare la passeggiata, bensì lo specchio acqueo e trasformare la Secca nel primo spot luminoso sul quale surfare anche dopo il tramonto.
Un’idea suggestiva, e remunerativa, venuta a Filippo Piacentini, ex consigliere comunale, istruttore di surf e grande appassionato. Gli equilibristi del mare non conoscono stagione e con le loro tute termiche non hanno timore a gettarsi in acqua anche d’inverno, quando fa buio presto. Anzi, è proprio d’inverno che arrivano le mareggiate migliori, le swells nel gergo dei surfisti. E Varazze è diventata famosa nel circuito proprio per le mareggiate che arrivano dai quadranti meridionali, sud ovest e sudest e le grandi «maestralate». Il risultato è un’onda molto tecnica e «tubosa», come quelle californiane, che frange su una secca di roccia artificiale formata da sassi e detriti.

E dire che si tratta di una risorsa nata in modo molto casuale. Sassi e detriti altro non erano che pezzi di montagna calati in una discarica a mare oltre trent’anni fa. Detriti provenienti dagli scavi delle gallerie autostradali che il mare, le correnti e la morfologia costiera di Varazze hanno modellato in uno spot surfistico eccezionale. «Noi ovviamente non abbiamo toccato nulla – dicono a Varazze, consapevoli di aver trovato un tesoro turistico e sportivo -. Anzi, una decina di anni fa, abbiamo realizzato altre dighe soffolte e contribuito a creare altri spot».

I surfisti li hanno battezzati la Santa (molto di fronte alla chiesa di Santa Caterina), e Nautilus (davanti alla piscina dell’ex omonimo locale notturno che si affaccia sul mare).
Ma la grande attrazione è sempre stato e continua ad essere lo spot della Secca, riconosciuto anche dai principali siti web di meteo-surf. Il grande faro che illuminerà la spiaggia e le onde presto sarà realtà: 22 mila euro di spesa e 150 giorni di lavori.

L’assessore al Turismo di Varazze e presidente del sindacato Bagni Marini di Savona, Enrico Schiappapietra, spiega: «Sfruttiamo una nostra risorsa naturale su cui puntiamo e che riteniamo spettacolare ed emozionante anche per i non addetti ai lavori. A Varazze negli ultimi cinque anni, grazie anche ai social network e ai forum di appassionati si è creato un movimento enorme. Sono nati nuovi negozi specializzati in materiali e abbigliamento e noi stiamo cercando di ampliare ulteriormente l’offerta. Anche per questo a fine aprile abbiamo ospitato la quarta edizione del Vans Off the Wall Spring classic di skateboard, uno sport che ha molte affinità con il surf e che ha portato a Varazze oltre 40 mila fans».

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