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Itw | 27 febbraio 2012

Intervista al Presidente Fisurf Alessandro Di Spirito

Surf Rescue Team Italia intervista Alessandro Di Spirito, quarto presidente Fisurf da poco eletto.

Per continuare la serie delle nostre interviste e per cercare di comprendere meglio cosa ci si possa aspettare dal futuro del surf Italiano abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere con il neo presidente della FISURF.
Le righe che seguono sono il testo integrale dell’intervista, nulla e’ stato modificato all’insegna della trasparenza.

 

Alessandro Di Spirito, neo presidente FISURF, presidente del Banzai Surf Club e surfista di vecchia data, conosciamolo meglio:

In breve, chi e’ Alessandro?

Ciao SRTI, intanto sono la persona meno adatta fare mini interviste: parlo poco ma quando  inizio a scrivere non mi fermo facilmente.

Non vi conosco bene e in genere sono abbastanza reticente a rilasciare interviste o altro anche perchè mi piacciono più i fatti che le chiacchiere e nel nostro piccolo mondo è più la gente interessata al pettegolezzo ed a metter zizzannia che alla risoluzione delle problematiche, specialmente chi si affaccia in questi ultimi anni a questo sport si avvicina più con l’animo del conquistatore che di quello che vuole conoscere e capire prima di prendere o sfuttare qualcosa che ha “scoperto con qualche decade di ritardo”, ne io intendo sputar su questa o quella situazione che ha avuto e fatto il suo tempo, a me è stato insegnato il rispetto nel bene e nel male di chi cera prima di me  e si comporta bene sia in acqua che fuori, chi sgarrà però lo perde e ottenerlo di nuovo è dura.

Se volete sapere come iniziarono le cose si deve partire da una associazione di surfisti ambientalisti chiamata “Costa Nostra” il cui logo (copyright Ranzoni) era un onda a forma di pugno dalla cui stretta usciva un surfista,l’idea alla base era quella di rivendicare con forza la  nostra sulla coste e sulle scelte che su di esse si stavano preparando, una sorta di GOF contemporaneo con 20 anni di anticipo, la faccia del sindaco quando arrivarono i primi comunicati ancora la ricordo, l’assonanza con altre realtà italiane colpì molto all’epoca (ma questa è un altra storia e la racconta grossa sulla nostra ingenuità specie agli inizi).

Presidente del Banzai surf club è stato in primis Luca Caponera uno dei pionieri del surf di Banzai e del Lazio in generale e della cui amicizia mi onoro tuttora, egli  ormai ci segue dal Brasile dove ha messo su un bellissimo resort chiamato LaVivenda (http://lavivenda.com/), il BSC credo fu il primo club ad avere un sito web in Italia, è stato uno dei pochissimi ad aver organizzato tappe EPSA e WQS 1 star in Italia quando ancora le previsioni le faceva Bernacca e ci regolavamo col barometro di casa Caponera,Il Banzai Surf Club ha salvato banzai da una speculazione tentata e ne ha anche pagato le conseguenze venendo scomunicati per anni e denunciati per abuso edilizio noi e non chi tuttora tenta di rendere quel posto un immondezzaio occupandolo abusivamente! Abbiamo anche tenuto a battesimno le prime due conferenze sui reef artificiali mai fatte in Italia proponendo l’adozione di queste soluzioni al problema dell erosione costiera.  Mi sono onorato dell’amicizia di gente come Mack,Leo Ranzoni,Lorenzo Pellegrini,Claudio Chiacchierini,Andy,Alessandro Bassi,Alessio Fantozzi,Maurizio Gallo,Federico Filosini,Aldo Giummo,Stefano Tibaldi,Walter  e tutta la vecchia guardia che ho sempre rispettato e che non posso citare per ovvie ragioni di spazio, NON ho scoperto io banzai,NON mi appartiene e NON ho alcun diritto su neanche mezzo sasso anche se lo sento come un pezzo integrante della mia vita e sono  20 anni che ogni anno mi dedico a tirar via cartacce e robaccia che lo insozza e lo facciamo da prima che Surfrider si affacciasse in Italia, anzi ad una pulizia parteciparono un bel poco di figliole venute dalla Francia e a Roma per un Erasmus e quella fu la prima Pulizia con Surfrider fatta e documentata di tutta Italia. Dopo Luca lo scettro è passato degnamente credo a mio fratello Maurizio che è stato anche per diversi anni uno dei consiglieri di Surfing Italia,di questa associazione che conosciamo benissimo sia io che lui la storia conserviamo ricordi buoni e brutti, il nostro giudizio non può che essere articolato, buono per quanto fatto all’inizio sui campionati e meno nella gestione di altre situazioni spesso legate ad aspetti commerciali su cui purtroppo è facile essere divisi.

Nella vita lavoro per una azienda Finlandese che si occupa di progettare ed integrare sistemi informatici per banche ,operatori telefonici etc, per via del lavoro sono

spesso costretto a metter su team di persone che neanche si conoscono, farle lavorare insieme motivandole, raggiungere l’obiettivo di completare il progetto affidato alla mia azienda nei tempi e nel budget affidatomi, lo chiamano project management e costituisce una buona metà del mio lavoro, l’altra metà è costituita dalla applicazione di competenze più tecniche legate all’informatica ma qui si scende sul tecnico spinto.

Il lavoro in questo campo mi ha dato la possibilità di continuare a coltivare la passione per il SURF abbastanza regolarmente, abito quindi a S Marinella a due passi da Banzai ect e pendolo per Roma e oltre quotidianamente.

 

Leggi tutta l’intervista sul sito SRTI

 

 

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