Skin ADV
News | 3 novembre 2010 12 commenti

Lettera Aperta Da Alessandro Dini

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta da Alessandro Dini, ISA Supervisor/Presenter Surf/Sup per l’ Italia.

 

LETTERA APERTA – PUBBLICAZIONE IMMEDIATA

Scrivo questa e-mail ancora sotto shock per la terribile notizia della scomparsa di Andy Irons, che mi addolora molto. Un brutto giorno per tutto il surf mondiale. Aloha, Andy, R.I.P.

Una premessa doverosa, prima di arrivare al sodo: dal maggio del 2005, data del primo Corso ISA  Istruttori Surf Livello 1 in Italia, porto avanti per conto dell’ ISA stessa il Coaching & Instructing Program. Nel corso di questo lustro, sono stati formati oltre un centinaio di Istruttori di Surf di Livello 1, di cui attualmente circa una sessantina operano attivamente all’interno di surf clubs e scuole di surf, contribuendo alla crescita del surfing, diffondendo cultura surfistica e una sana visione del nostro sport. Chi conosce un po’ la storia del surf in Italia sa che sono stato il fondatore e il primo presidente federale Fisurf (sotto egida CONI) e sa anche che sono stato anche uno dei promotori della nascita di Surfing Italia. Non mi nascondo perciò dietro a un dito e non nego questo passaggio da Fisurf a Surfing Italia: troppa era l’inattività della federazione che io stesso avevo fondato e la nascita di Surfing Italia, che attirò immediatamente l’interesse della gran parte dei surf clubs italiani, mi diede fiducia e speranza in un movimento nuovo e più attivo. E le cose, per i primi 2/3 anni, sono andate proprio così. Ma oggi, la situazione è di nuovo tornata ad essere statica, soprattutto dopo l’uscita di Graziano Lai, a mio modesto parere. E’ inutile che mi soffermi oltre sulla descrizione e le cause della situazione attuale: è sotto agli occhi di tutti. Tranne un breve, iniziale periodo nel quale sono stato membro del collegio dei probiviri in Surfing Italia, ho rinunciato a qualsiasi carica al suo interno per dedicarmi totalmente ai corsi ISA in maniera più neutrale possibile. Recentemente, nel tentativo (ahimè, credo per ora del tutto inefficace) di spingere Fisurf e Surfing Italia ad un unificazione o (in assenza di una volontà precisa in questo senso) di nuove elezioni,  ho avuto alcuni incontri sia con l’una che con l’altra parte. Credo sia utile sapere che l’ ISA (che ricordo a tutti essere la massima autorità mondiale che governa lo sport del surfing con tutte le sue discipline), ha dato alle due “Federazioni? Associazioni?” il suggerimento di andare a nuove elezioni il prima possibile (tale “consiglio” risale a ben 2 anni fa, ossia all’ autunno del 2008, subito dopo i mondiali di Costa da Caparica in Portogallo!). L’ ISA suggeriva ai due Consigli (Fisurf e Surfing Italia) di presentare le dimissioni e, almeno per il primo quadriennio, di non ricandidare le stesse persone che ne hanno fatto parte fino ad oggi o a poco fa. Ciò, dice l’ ISA, è per dare possibilità a gente nuova di candidarsi e di prendere in mano il movimento, nella speranza di vedere “new blood and new ideas”. Insomma, di dare una decisa sterzata. Anche su questo, le due “Federazioni/Associazioni” hanno due idee diverse sulle regole con cui andare alle elezioni, ma questo non è affar mio e vedremo se e come raggiungeranno un’accordo.  In questo panorama, avviene però un fatto che mi spinge a fare immediata chiarezza. Apparentemente, qualcuno sta dicendo in giro che io mi sarei schierato definitivamente da una parte. Si rende quindi doveroso un mio chiarimento in merito, che non lasci dubbio alcuno. Eccolo: pur confermando alcuni incontri e/o chiacchierate con persone di entrambe le “Federazioni/Associazioni” durante i quali ho ricevuto proposte di collaborazione, anche scritte alle quali non ho mai dato seguito, di vario tipo, dichiaro la mia equi-distanza (o equi-vicinanza, chiamatela come volete) dalle stesse. Sono, e voglio restare un “uomo ISA” neutrale, almeno fino a quando non ci sarà un’ unica federazione legittimata da regolari elezioni e riconosciuta (oltre che da quella perdente) dal CONI e dall’ ISA come LA Federazione Italiana a tutti gli effetti. Fisurf e Surfing Italia potranno continuare a suggerire (o non) ai propri affiliati la partecipazione ai corsi ISA senza per questo rivendicare, fino a quando non l’avrò deciso io stesso in accordo con l’ ISA, una mia maggior “vicinanza” a questa o quella. Mi dissocio quindi da qualsiasi ipotesi, interpretazione, deduzione, scritta o verbale, comprese news apparse o che appariranno su siti di settore nazionali o internazionali, organi federali, etc, etc… che parli di un mio schieramento con una delle due “Federazioni/Associazioni”.

Concludo con un consiglio: suggerisco vivamente, a chi desidera ottenere un brevetto di Istruttore Surf e/o SUP riconosciuto dalla massima autorità mondiale nel surf, e quindi valido nella maggior parte dei paesi dove si pratica il surf, di lasciar perdere queste diatribe e di parteciparvi. Soprattutto nel panorama sopra descritto.

 

Aloha,

 

Alessandro Dini

ISA Supervisor/Presenter Surf/Sup per l’ Italia

Coaching & Instructing Program

TAG:

Commenti

12 Commenti a Lettera Aperta Da Alessandro Dini

  1. Grande lettera Alessandro sono d’accordo con te al 100 %. Equidistanza e disponibilità per il futuro del surf in Italia e per non perdere tutto quello che è stato realizzato fin ora. Sper che tutto si risolva per il meglio

  2. Credo tu abbia dibattuto di argomenti magari corretti, ma in un contesto o prendendo l’occasione da un avvenimento triste che sicuramente fa’ passare in centesimo piano la tua persona. Oltre ti dico che credo che sia importante la coesione delle due “associazioni” e non chi sei o cosa hai fatto anche se le voci su di te girano molto, ma se fossi in te preferirei non ci fossero…. Per essere istruttori bisogna avere capacita’ e amore vero per quel che si fa e in giro se ne vedono pochi…. La conseguenza immediata e naturale e’ che la gente, soprattutto i ragazzini si appoggiano a persone umili ma veramente appassionate che insegnano gratis( gli basta sentire che questo amore nuovo per il mare si trasmetta) questa passione cosi’ delicata senza dover sentirsi grandi facendosi chiamare istruttori. Per fortuna di persone umili ce ne sono tante tante come tanti sono gli imbecilli che entrano in acqua senza sapere quanta ricchezza perdono con questa mentalita’ sbagliata.
    Tutto per dire ( mi sono dilungato un po’ e me ne scuso, ma mi traina l’istinto) che secondo me le selezioni dovrebbero essere piu’ dure per avere ,magari meno istruttori, ma sicuramente adeguati. E’ uno sport selettivo naturalmente….non roviniamolo!
    Prendi tutto nel verso positivo.
    Ciao

  3. Scusa Umberto, ma in che mondo vivi tu? Forse starai messo bene di famiglia e ti puoi permettere di lavorare gratis, ma nel mondo normale la gente lavora per guadagnare e mantenersi. Il surf è abbastanza sviluppato in italia da far si che l’istruttore di surf possa essere una professione così come l’istruttore di nuoto (il quale non mi risulta lo faccia per beneficienza). Grazie a questi corsi, persone come me che erano precari ora possono fare un lavoro (per lo più stagionale) che gli permette un’entrata. Che problemi hai tu con il fatto che una persona come Dini unisca la sua passione per il surf con il guadagno? Mi viene da pensare solo che sei un’altra delle solite persone invidiose verso chi si guadagna da vivere facendo quello che ama. Certo ci sono situazioni in cui uno possa decidere di insegnare nuoto, surf, pittura ecc gratuitamente ma non puoi spostare tutto il centro del tuo discorso su queste situazioni marginali. DI istruttori adeguati ce ne sono così come ci sono quelli inadeguati e così succede in ogni campo, anche nel tuo. A meno che tu sia uno di quei figli di papà che non ha bisogno di lavorare e va in giro a regalare pillole di saggezza aggratis. Stai bene ciao!

  4. Non capisco il collegamento tra il tragico evento che ha colpito la famiglia Irons e il surf mondiale con la delucidazione sulle posizioni vere o presunte tenute nel surf italiano dall’autore della “lettera aperta.” Andy Irons era un campione, amava il surf e veniva ammirato per le sue performance estreme. Credo che in Italia di campioni di surf invece non ci si capisca molto, visto che negli anni passati i veri campioni italiani sono stati maltrattati o addirittura lasciati marcire nel dimenticatoio per pure posizioni personali e non per amore dello sport.
    Lasciamo i campioni e le loro passioni dove meritano di essere, visto che in ultima analisi quello che conta sono i fatti e non le parole!!!

    Andy i wiil love you forever!!!!!

  5. …Umberto purtroppo stai parlando contro un muro…
    ..parliamo di gente che ha rovinato il surf in italia e che ancora parla…
    …e questo istruttore soddisfatto chi sarebbe??ma secondo voi uno si puo chiamare istruttore soddisfatto??ma che é ritardato o é una presa in giro?!!
    secondo me é la seconda..e poi ….ma che e modo di rispondere secondo te??
    allora a ti interessano solo i soldi??
    umberto ha solo fatto una considerazione molto educatamente..
    ..poi si sa che dobbiamo tutti lavorare nn e che non hai fatto la scoperta dell acqua calda..E RICORDATI CHE CHI STA BENE DI FAMIGLIA HA LAVORATO PRIMADI TE E LAVORA ANCORA ,
    NON E CHE VA A RUBARE..quindi abbi rispetto degli altri quando parli, e soprattutto accendi il cervello che la vita( come ha capito bene umberto) non gira solo sui soldi che dici tu..ma prima di tutto sugli ideali delle persone , poi vengono i soldi.

    punto

  6. ma chi sei la zia di umberto che interviene per difenderlo?? o sei sempre te sotto mentite spoglie?? cmq dopo il tuo commento mi ritengo sempre più soddisfatto.. se il cervello l’avessi acceso tu e letto tra le righe avresti intuito che l’accostamento di umberto tra insegnare, farsi pagare e umiltà può essere interpretato come che chi si fa pagare si dovrebbe vergognare, come rubare, in quanto la vera essenza dell’insegnamento è l’umità e l’insegnare gratis… ti contraddici da solo caro surfero!!! poi può pure essere che umberto non intendesse dire queste cose e lo capisco.. in ogni caso non discuto sul resto del commento e sulla poesia che trasmette, che in generale condivido. Ho solo detto una cosa semplicissima che tu non hai capito, e cioè che non c’è niente di male a fare l’istruttore NON gratis, ma facendosi pagare. Alla base rimane sempre un ideale. Se non lo capisci mi dispiace per te. punto

  7. Comunque ti sei espresso molto male a riguardo, offendendo chi condivide gli stessi ideali di umberto e lo stesso, e gli altri che hai citato in causa per i tuoi principi a univoci e come lo stai facendo ancora dicendomi che sono la ZIA di umberto o lui stesso, dimostrando ancora una volta.un attegiamento poco coerente in quanto sei tu il primo che ha preso le parti di un altra persona…
    Forse non ti aspettavi nessuna reazione , ecco perche non ci sei andato per niente leggero…ma é proprio questo il bello dell unione che creano certi sentimenti…o no??…

    “only a surfer knows the feeling”

    un SURFERO

  8. Ancora una volta non hai capito surfero… ci sono andto pesante si, non per difendere una persona ma per difendere la libertà mia in quanto istruttore di farmi pagare per farlo come lavoro. Dini non lo conosco e non parlo delle persone che non conosco sopratutto male, così come altri invece troppo ingenuamente e facilmente fanno. L’ho conosciuto solo in occasione del corso. Fine. E mi è sembrata una persona che si sbatte di brutto per fare quello che fa, per portare in Italia dei corsi che prima non c’erano e forse senza di lui non ci sarebbero nemmeno stati.. questo non lo so, cmq non posso che avere un pensiero positivo per quello che ho visto io.

  9. Che dire! Premetto che non conosco bene le vicende se non per averle “lette” sui siti internet da un po’ di tempo a questa parte. Tuttavia, da esterno ed estraneo, a me pare che ognuno, con le sue sacrosante ragioni, faccia un passo avanti e due indietro, o comunque finisca per continuare a rinfacciarsi responsabilità e cose fatte o non fatte senza però mai davvero darsi un appuntamento nel quale guardare al futuro e porre fine a questa diatriba, di stampo tutto italiano. Le cose hanno preso questa piega evidentemente, ma non credo sia questo il modo per superare questa empasse.
    Da surfista appassionato potrei dire due cose: o che in fondo non me ne frega nulla, che tanto io le onde le prendo lo stesso, con o senza una federazione/associazione. Oppure che se davvero si vuole sviluppare un movimento surfistico, tale che qualche italiano raggiunga dei risultati discreti in campo agonistico, che esista un sistema coordinato di scuole ed istruttori, che si organizzino delle gare di buon livello dove magari partecipino atleti di fama internazionale (perchè no, ci sarebbe solo da imparare!), sponsor, fotografi ecc.. e dove si vada per il piacere di vedere bel surf e bersi una birra tutti insieme… beh se questo è l’obiettivo, forse l’approccio dovrebbe cambiare cercando di avere a cuore il fine, di tutti però.
    Ripeto: non conosco i fatti da dentro nè tantomeno le persone. Ma lasciatemi dire che ho l’impressione che ognuno finisca col tirare acqua al suo mulino, perdendosi talvolta in inutili e noiose discussioni che non portano a nulla, e mi fanno propendere per la prima delle mie due opzioni.
    Buone onde a tutti!

  10. Caro Manlio se gli sviluppi del surf italiano le hai seguite solo dall’esterno questa discussione ti è preclusa nelle sue fondamenta. Chi sta commentando la lettera aperta è ovvio che ha subito direttamente e vissuto direttamente sulla sua pelle colpi bassi dai cosidetti organizzatori delle vecchie associazioni di surf. Non so tu da quando fai surf ma io al primo Banzai contest c’ero…non fu un ottimo esempio di organizzazione o competenza surfistica. Ti invito pertanto a documentari meglio, non si tratta di tirare l’acqua al prorprio mulino ma di sconfessare le sedicenti onestà del passato e che per dirla tutta non so prorprio dove fossero 20 anni fa o poco meno.

  11. Sicuramente hai ragione quando dici che non sono completamente informato, ma non vorrei essere frainteso.
    Ho scritto il mio commento oggi, dopo aver letto la “risposta” di Surfing Italia a questa lettera. Non mi riferisco agli interventi di Istruttore o Surfero, ma all’atteggiamento di coloro i quali erano, sono o saranno eventualmente a capo della nuova associazione o federazione, come la si voglia chiamare (tu li chiami organizzatori, per intenderci). E su questo mi pare che siamo pienamente daccordo io e te: sul fatto che in Italia di campioni di surf non ci si capisca molto e che si abbia più interesse alla propria posizione personale. Rileggiti il mio commento alla luce della risposta di surfing italia; vedrai che saremo daccordo!

  12. Ciao a tutti !!!
    Quello che vi posso dire io che ho una surf camp in Brasile è che qui perlomeno pur essendo un paese molto indietro , da molti punti di vista , loro hanno una solida e forte federazione che riesce a portare diversi campionati ASP anche se a volte le onde nelle gare non sono ottime .
    Questa premessa serve per farvi capire che ci dobbiamo dare una sveglia un pò tutti ad unire o creare un federazione SERIA che possa aiutare davvero il surf in italia ..gia troppe parole si sono fatte è ora di agire , tutti dobbiamo pare pressione sulle due associazioni o fed. . Perchè a causa loro ci stiamo rimettendo tutti noi surfisti e non .. .. Saluti dal Brasile

Potrebbe interessarti anche...