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Articoli | 5 ottobre 2009

Energia: parco eolico off shore in sardegna, e’ guerra

Surfcorner.it – Dopo il progetto di un parco eolico al largo di Termoli, in Molise, a cui si oppone fermamente il presidente della regione, (leggi qui) è la volta della Sardegna.

(Adnkronos) – Una interrogazione alla Commissione Europea, quattro interpellanze parlamentari (bipartisan), diverse interrogazioni al consiglio regionale della Sardegna, tre gruppi su Facebook, un blog interamente dedicato alla vicenda (http://noalcampoeolicoaisarenas.blogspot.com). E ancora, una petizione che conta gia’ migliaia di firme, due sit in, consigli comunali e provinciali straordinari, una grande manifestazione in programma dopodomani a Cagliari. Sono diversi, assordanti, e provengono da piu’ parti, i ‘no’ al progetto che prevede la realizzazione di un parco eolico off shore nel mare dell’oasi di Is Arutas, sito di interesse comunitario (Sic), in provincia di Oristano.
L’area individuata e’ inoltre nei pressi dell’Area marina protetta del Sinis-Mal di Ventre, una delle piu’ importanti del Mediterraneo e davanti all’oasi di Sal’e Porcus, tutelata dalla Convenzione di Ramsar e sulla traiettoria di migrazione di numerose specie volatili protette.
Un progetto, presentato lo scorso maggio alla Capitaneria di Oristano dalla societa’ Is Arenas Renewables Energies Srl (Iare) di Bosa (Oristano), che prevederebbe, con una concessione sessantennale, l’installazione, a partire da un solo miglio dalla riva, di ottanta aerogeneratori alti da 119 a 150 metri, a seconda che si tratti del modello da 3 mw o da 4 mw (e’ prevista l’installazione di entrambi i tipi) con pale lunghe dai 90 ai 120 metri.
Il fondale in cui verranno installate le turbine sarebbe profondo dai 15 ai 30 metri, il tempo necessario per la costruzione della centrale e’ di circa 18 mesi. La vita utile dell’impianto, 20, 25 anni. Su una superficie a mare di quasi 2.200 ettari e su un’area demaniale di 450 metri quadri. E l’intenzione di realizzare il parco eolico su un’area del demanio marittimo non e’ un dettaglio di poco conto poiche’ consente un iter autorizzativo estremamente semplificato, non implica il rispetto delle norme del Piano paesaggistico regionale e riduce al minimo le possibilita’ di intervento da parte dell’Amministrazione regionale, delle comunita’ locali e delle loro rappresentanze istituzionali. La valutazione ambientale in tali casi puo’ essere considerata secondo un’interpretazione della legislazione vigente (L.99 del 23 luglio 2009) come afferente allo Stato e non alla Regione.

Le ragioni del no al Parco eolico che vengono avanzate dagli oppositori al progetto, organizzati in un Comitato popolare, possono essere sintetizzate in alcuni punti. Innanzitutto, per i contestatori, “verrebbe totalmente devastato il paesaggio: gli ottanta generatori sono alti da 120 a 150 metri, il doppio dei promontori che affacciano sulla costa; sono quasi a riva, perche’ iniziano a meno di un miglio dalla terraferma; sono disposti su diverse file lunghe chilometri e chiudono completamente la visuale quando si guarda verso il mare”.
Dal Comitato denunciano poi che saranno installate fondamenta “ciclopiche” sul fondale, dove sara’ sradicata la prateria di Poseidonia Oceanica che regola la vita del mare, le correnti verranno modificate e il litorale subira’ mutazioni irreparabili. “Le opere – continua il Comitato – sconvolgeranno la flora e la fauna marina di tutta l’area interessata e di una vasta area circostante’.
Inoltre si ricorda che nella zona in tanti vivono di piccola pesca e che e’ in corso oltretutto e’ il primo intervento al mondo di ripopolamento dell’aragosta nel proprio habitat naturale. “La Capitaneria di porto – spiegano dal Comitato – chiudera’ la navigazione per l’intero perimetro del campo eolico; in pratica tutto il golfo sara’ chiuso e non si potra’ piu’ pescare”, spiegano dal Comitato. Viene sottolineato poi che la comunita’ del golfo vive di turismo, con campeggi, bar, ristoranti, piccoli alberghi, golf club, villaggi turistici, bed & breakfast, agriturismo, attivita’ sportive marine, fra cui il surf, e che quindi con il campo eolico i turisti spariranno e il sistema economico verra’ messo in crisi.

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