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Surf green: studio sulle tavole performanti del futuro

Surfcorner.it – E’ ancora presto per dirlo, ma quattro studenti di Ingegneria e Scienza Meccanica del Virginia Tech Institute hanno messo a punto un progetto chiamato “Surf Green” finalizzato a migliorare dal punto di vista tecnico le prestazioni delle tavole da surf.
Gli studenti si sono presi la briga di quantificare le “sensazioni del surf”, riconducendole a modelli matematici.

Per mettere a punto il progetto, gli studenti, ovviamente surfisti, hanno “dovuto” fare lo sforzo di passare un semestre su è giù per la costa in cerca di onde dove testare le tavole.

Gli studenti si sono concentrati su tre diversi tipi di costruzione delle tavole, studiando modelli della stessa misura e shape per comparare gli effetti della diversa composizione dei materiali sulle prestazioni meccaniche delle tavole.
La teoria che hanno seguito in questo studio è quella secondo la quale la meccanica delle tavole da surf sarebbe del tutto analoga alla teoria della meccanica dei solidi.

Così hanno attaccato sulla superficie di ogni tavola dei sensori per determinare la risposta o la deformazione del materiale di ogni tavola, sia fuori sia dentro l’acqua, surfando su ognuna di esse per stabilire la sensazione e testandola invece da ferma per verificarne le proprietà meccaniche.

Gli studenti sostenevano che li momento per questo studio era quello giusto, dal momento che dalla chiusura di Clark Foam (leggi qui) ad oggi, nuove tecnologie hanno cominciato a emergere.
Un’ampia varietà di tavole con nuove costruzioni eco-compatibili sono infatti apparse sul mercato, e di conseguenza, i surfisti, i produttori e i rivenditori hanno iniziato a sperimentare i pro e i contro delle diverse tipologie di costruzione.

“Tuttavia, senza un’evidenza numerica che spieghi le prestazioni di questi nuovi materiali, il futuro dell’industria delle tavole da surf finisce per basarsi esclusivamente sulla parola e sulle strategie di marketing” hanno aggiunto gli studenti. “Noi vogliamo appoggiare la cultura del surf, fornire la conoscenza necessaria per scegliere una tavola e per il design della stessa”.

Ogni tavola è stata testata per almeno un’ora, per essere sicuri di testarla su almeno due onde simili e annotarne il comportamento durante il surf, durante le duck dive e durante il paddling, che rappresenta tra il 50 e il 90% dell’attività sulla tavola.
Gli studenti hanno così potuto dedurre perchè ogni tavola può avere più o meno velocità, stabilità e risposta, e individuare così la tavola migliore in base al tipo di onda e di surfata.

Sono state individuati tre diversi tipi di tavole, soprannominate rispettivamente Gnarly, Tubular e Righteous.

Gnarly è risultata la più performante in condizioni cioppose per via della sua stabilità e anche la più veloce attraverso le sezioni più veloci dell’onda.

Tubular ha rivelato i migliori drop rispetto alle altre, e questo probabilmente per via delle sue più accentuate proprietà di flessibilità longitudinale, in quanto essendo in grado di deformarsi e adattarsi meglio allo shape dell’onda. Tuttavia, dopo il drop, la tavola perdeva velocità una volta che tagliava l’onda.

Gli studenti hanno concluso che Righteous era la più performante in tutto le condizioni, non saltando in condizioni d’onda disordinata, anche se a volte traballava da un bordo all’altro. Questa tavola non tendeva a ingavonarsi su onde ripide, grazie al rocker accentuato, e non sembrava perdere velocità durante il pompaggio sull’onda, probabilmente per via del fatto che fletteva meno della Tubular.
Unico difetto della Righteous è stato riscontrato però proprio nella eccessiva rigidità. Durante le curve infatti, specialmente nel primo bottom turn, la tavola tendeva a perdere la propria traiettoria e andare in spin out.

Gli studenti hanno concluso che occorre ancora lavorare sulla geometria interna della tavola e dovranno quindi surfare ancora qualche onda prima di completare il progetto.

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