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The Wombats

INTERVISTA a cura di Meggy DAN (BATTERISTA) E TORD (BASSISTA). A cosa è dovuta la scelta del nome “Wombats” ( vombati) ? Dan: Non abbiamo riflettuto molto sul nome della band. Spesso ci inventiamo dei personaggi con nomi un po’ bizzarri così per scherzo. Wimbo the Wombat era uno di questi. Il promoter del nostro primo concerto ci chiese di scegliere un nome da scrivere sui poster e il primo che ci venne in mente fu appunto “the Wombats”. Doveva essere una scelta temporanea ma alla fine non l’abbiamo più cambiato. Ieri sera avete suonato a Milano. Com’è andata? Dan: é stato incredibile. Le persone sono impazzite. Tord: credo sia stato il nostro show più chiassoso. Abbiamo avuto un po’ di paura. Dan: era la prima volta che suonavamo in Italia. Non sapevamo cosa aspettarci, ma il pubblico è stato molto accogliente. È la prima volta che fate un tour in Europa? Dan: è il primo tour ufficiale e programmato. Prima di firmare con l’etichetta abbiamo suonato a Parigi, Barcellona, Madrid, Amsterdam e anche in Norvegia. Alcuni fan, tramite conoscenze o Myspace ci proponevano di suonare nella loro città. Ci offrivano il biglietto aereo e un divano su cui dormire. Tord: Accettavamo qualsiasi proposta di suonare dal vivo. Com’è per una band emergente crescere a Liverpool, da sempre la città inglese della musica. C’è molta competitività tra gruppi emergenti o ci sono più opportunità per farsi strada? Dan: Non credo sia più difficile farsi notare lì che in altre città inglesi. Molte città inglesi oggi sono piene di gruppi emergenti: Londra, Manchester o Sheffield. A Liverpool ci sono sicuramente sei o sette venues (locali) importanti dove i gruppi possono suonare e iniziare a farsi conoscere. Ci sono band in particolare che vi hanno ispirato e spinto a fare musica? Dan: abbiamo tutti dei gusti abbastanza diversi e gruppi preferiti diversi e quindi ci influenziamo a vicenda. A tutti e tre sicuramente piace il pop. Trod: We love the Spice Girls. Di cosa parlano principalmente i testi delle vostre canzoni? Dan: sono abbastanza autobiografici. Parliamo di momenti e di situazioni che sono avvenute veramente. “Murph” (Matt, cantante) scrive tutti i testi. “Backfire at the Disco” ad esempio parla di un rifiuto da parte di una ragazza. Tord: “Patricia the Stripper“, invece, riguarda il diciottesimo di Matt. Dan: Ma di questa storia non possiamo parlarne. Mentre “Moving to New York” parla del desiderio di fuggire nella grande mela. Perché proprio New York? C’è qualche motivo in particolare? Dan: semplicemente è la “24 hour city”, la grande mela. Ci è sempre piaciuta come città. La canzone esprime proprio il desiderio di andare via e ricominciare una vita. Potete dirmi qualcosa del pupazzo, un vombato, che è sempre presente con voi durante le performance? Dan: è Cherub. È sempre con noi, è stato ovunque. Anche in Giappone. Ed è in Giappone che è iniziato il vostro successo? Dan: Si, è lì che è uscita la prima raccolta di demo. Non un vero e proprio album. Trod: Più che altro una raccolta di diverse studio sessions. Dan: Ci ha fatto conoscere anche in Inghilterra. I fan ordinavano l’album on line così potevano ascoltare tutte le nostre canzoni. Internet vi è stato di grande aiuto quindi? Dan: Si, soprattutto Myspace. Il pubblico veniva ai concerti e riconosceva le canzoni, le cantava. È bello quando senti una canzone dal vivo e ti fa tornare in mente dei ricordi.  

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