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Going to california: itvw a stefano esposito

Surfcorner.it – E’ passato quasi un anno da quando Stefano Esposito, uno dei giovani surfisti italiani più promettenti, atleta del circuito IST, ha deciso di concentrarsi meno sulle gare per intraprendere una nuova esperienza trasferendosi a San Clemente, California, la patria di Trestles, per intenderci.
Durante l’estate Stefano è tornato in Italia per le “vacanze”, visto che ormai è cittadino acquisito della località californiana. Lo abbiamo raggiunto per fargli qualche domanda e fare un bilancio dell’esperienza californiana.
Pochi giorni fa a Banzai, durante una swell estiva, Stefano ha dimostrato un notevole miglioramento e padronanza tecnica di manovre, segno che l’allenamento all’estero gli ha fatto solo bene, e tra poco si prepara a ripartire per proseguire l’avventura…

Raccontaci come hai cambiato il tuo stile di vita
Quest’anno con i miei 21 anni di anzianità ho deciso di partire per la California e così appena dopo la finale di banzai dello scorso Dicembre ho fatto biglietto, valigie e sono partito all’avventura. Il mio piano era di rimanere il California solo per la durata del visto (90 giorni), ma poi le cose sono cominciate ad andare alla grande ed ora vorrei rimanerci piu’ a lungo possibile. In California ho molta piu’ oppotunità di allenarmi tutti i giorni o quasi con onde di ottima qualita’. Vivo a San Clemente home spot di molti surfisti famosi nella scena californiana, sembra che tutti i pro vivano qui, eppure fino a sei mesi fa di questo posto non ne avevo mai sentito parlare.

Come è nata la decisione di trasferirti in California?
E’ nato tutto da un invito di un mio amico Danilo “loda” lui lavora per la compagnia di tavole di Bryan Honeycutt. Insieme mi hanno proposto di provare a fare gare lì e dopo la prima che è andata benissimo (settimo posto a San Diego con tutti i pro) ho deciso di provarci ancora. Sinceramente sono andato sopra le mie aspettative non avrei mai creduto di andare così bene e quest’ anno cercherò di partecipare al circuito sin dall inizio. Poi ho conosciuto la mia ragazza attuale Hallie e forse lei è quella persona che mi sta dando la ragione per spendere più tempo in Cali…

San Clemente è anche casa di un famoso spot di qualità, Trestles, ce ne puoi parlare? Quali altri spot surfi abitualmente nella zona?
Nella zona di San Clemente vado spesso a fare surf in posti diversi tranne che con le mareggiate da sw/s dove e’ di prioritaria importanza controllare se Lower Trestles e’ buono. Questo e’ uno degli spot più affollati in California ed e’ una delle destre più belle del mondo. Non per niente ci si ferma il Wct e Wqs per le tappe della stagione.
Quando Trestles non e’ buono vado a vedere nella zona di San Diego o più a nord come Newport Beach, tutto dipende dalla direzione della mareggiata. Mi piace surfare a San Diego perche’ ci sono posti meno affollati come Oceanside e Carlsbad che mi permettono di fare un ottimo lavoro con il mio fotografo.

Quella che stai vivendo sembra quindi un’esperienza molto positiva… cosa mi dici dal punto di vista dell’integrazione con i locals?
Io ho iniziato a fare surf ad Anzio (RM) nell’ estate del 2000 e per me vivere tutte queste cose e’ come un sogno che diventa realta’.
Problemi con i locals non ne ho mai avuti tranne un paio di volte ma niente di esagerato perche’ e’ piuttosto normale qui condividere il picco con altre 15/20 persone.
Ho fatto amicizia con molti qui, sia in acqua che fuori, professionisti e non. La mia ragazza e’ nata e cresciuta quì e mi sta facendo abituare alla vita Californiana senza alcun problema.

Quindi il traffico in acqua non genera particolari problemi. Qualche consiglio da applicare anche qua in Italia?
Cercare di trovare sempre picchi meno affolati o se propio inevitabile surfare tra la gente ma sempre con la massima attenzione. Fare in modo che il tuo turno arrivi rapido e alla prima occasione fargli vedere quanto vali e quanto stai incazzato dentro!

Che differenza c’è rispetto alle normali giornate italiane?
E’ veramentre tutto diverso iniziando dallo stile di vita delle persone per finire con l’oceano e i suoi mille modi di presentarsi davanti agli occhi dei surfisti.
Il mio tipico giorno in California e’ iniziare la mattina con un primo controllo alla spiaggia che si trova a cinque minuti a piedi da casa mia. Se e’ buono si surfa e se no si aspetta finquando la marea non permette di farlo.
Quando e’ piatto o piccolo cerco di dividere il mio tempo libero dal lavoro, con la mia ragazza gli amici e lo sk8 park locale dove mi tengo in forma.

A che tipo di lavoro di riferisci?
Cameriere. Ma il primo lavoro senza saper parlare inglese fu il conditore di pizze in una pizzeria di mexicani e americani quindi chi conosce giusto un pò le due razze può capire che manicomio era.

Hai partecipato anche a contest locali…
La mia prima gara da professionista è stata propio qui in California dove sono arrivato 7° sulle spiaggie de La Jolla, poi ce n’è stata un altra ad Ocean side e lì sono arrivato sesto ma veramente per poco non entro nella finale.
Quel giorno forse è stato il momento dove mi sono sentito molto soddisfatto per il mio surf e per come sono andato, ma allo stesso tempo ho capito che anche se sono cresciuto in Italia posso togliermi belle soddisfazioni perchè dato la mia età posso solo che migliorare e migliorare tanto.

Com’è composto il tuo quiver di tavole?
il mio quiver comprende un 6’0″x 19x 2 1/2 Honeycutt surfboard swallow tail, un 6’1″ x18 1/2x 2 1/4 Honeycutt surfboard diamond tail, un 6’2″x 18 1/2x 2 1/8 Honeycutt surfboard diamond tail ed un 5’6″x 20x 2 1/2 ideale per i giorni di onde lisce e lunghe ma anche giornate di mare picolo dove riesci sempre ad uscire dall’ acqua con il sorriso. Dimenticavo, è in arrivo il mio piccolo Gun 6’6″ pin tail per questo inverno.

Ti sei prefissato degli obiettivi in particolare?
Il mio progetto per il prossimo anno è quello di riuscire a partecipare a due circuiti pro-am, se i miei sponsor Silver Star, Billabong, DC e O-nami mi continuano ad aiutare tanto come stanno facendo ora, più tutte le gare della Volcom, che sono gratuite, includendo qualche foto session e visita a parenti e amici…

In bocca al lupo! Vuoi ringraziare qualcuno?
Ringrazio tanto tutti voi e spero che queste parole servano a qualche futuro italian surfer a credere di più in questo sport con le emozioni e la conoscenza che ti dà.

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