Articoli | 10 febbraio 2007

Cambia il costume dei bagnini australiani: arrivano i primi bagnini arabi

A poco più di un anno dagli scontri tra australiani bianchi e autraliani di origine araba, arrivano sulle spiagge del Down Under i primi bagnini di origine araba.
Il tradizionale bagnino biondo e muscoloso, che per decenni ha contraddistinto lo stereotipo del bagnino australiano fino a diventare un’icona nazionale, ora vacilla.
La Surf Life Saving Australia (Slsa) conta oltre 300 club lungo le coste del Paese, con più di 112.000 volontari iscritti.
Tra essi sono stati da pochi giorni promossi 18 ragazzi e ragazze di origine araba, tra cui anche una ragazza, che indosserà come divisa da lavoro il “burqini”, un rivoluzionario costume concepito per dare alle musulmane un’opportunità di coniugare sole e precetti religiosi, che in Australia sta già spopolando.

Non a casa il luogo scelto per la cerimonia di ufficializzazione è stato proprio la spiaggia di Cronulla, dove nel dicembre 2005 si erano verificati gli scontri tra bianchi e “leb”, l’etichetta con cui i nazionalisti australiani chiamano gli abitanti di origine araba, una comunità in forte crescita.
Addestrato nell’àmbito del piano “Sulla stessa onda”, finanziato dal governo di John Howard con 600.000 dollari australiani (360.000 euro) per promuovere la conoscenza delle varie comunità, il gruppo porterà un’iniezione di multiculturalità in un ambiente che fino al 1980 era riservato solo agli uomini.
 
La novità che ha avuto maggior risalto è stata proprio l’ingresso tra i life savers di una Mecca Laalaa, una studentessa ventenne di origine libanese già diventata il testimonial del nuovo “burqini”. Il nuovo costume in lycra, composto di due pezzi, lascia scoperti solo volto, mani e piedi. “Il punto è dare la possibilità alle donne musulmane di nuotare e partecipare ad altre attività sportive, lasciandole libere di godersi la spiaggia e allo stesso stempo seguire i loro obblighi religiosi”, ha spiegato la ragazza alla cerimonia di sabato scorso. Nonostante il prezzo abbastanza elevato (200 dollari australiani, circa 120 euro), in Australia sono già stati venduti 10.000 burqini, anche perché l’Australian Islamic Council e il muftì del Paese hanno dato la loro approvazione al suo uso. Pensate all’ironia della sorte, se un giorno proprio la Mecca si renderà protagonista di un salvataggio a favore di uno dei surfisti che partecipò ai raid di Cronulla…

A cura di Surfcorner.it

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