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PelleQuattroTre di Daniele Paolucci

 

Daniele Paolucci ha da poco pubblicato il suo primo libro, un’autobiografia romanzata che racconta di surf e viaggi, con interessanti digressioni di spiritualità e filosofia. Il libro, pubblicato da Il Seme Bianco Editore, è disponibile tutte le librerie e se non lo trovate si può ordinare.

Ogni surfista ama parlare e ascoltare di surf e di viaggi senza stancarsi mai. Ecco perchè sarà piacevole leggere il nuovo libro di Daniele Paolucci, surfista romano con 25 anni di esperienza, dal titolo PelleQuattroTre. Spessore di vita parla.

Il libro parla appunto di surf e di viaggi, con aneddoti e situazioni in cui molti si possono riconoscere, e chi non si riconosce può sempre immedesimarsi e sognare di vivere un’esperienza legata al surf completa e appagante.

Daniele ha narrato emozioni e aneddoti in un libro che è un misto tra romanzo e saggio. L’autore narra il percorso formativo di Diego, il protagonista, che si sviluppa attraverso la pratica del surf in Italia, i viaggi e soprattutto le riflessioni nate dai numerosi dialoghi con alcune persone speciali conosciute durante la vita.

 

 

 

E’ il primo libro che scrivi?

Si, questo è il primo libro che scrivo. Prima ho pubblicato diversi articoli su quelle che furono le riviste di surf in Italia: King Surfer Magazine, Revolt, SurfNews e Surf Latino. Per il mensile “Rolling Stone” scrissi un articolo-intervista a John Milius, il regista di “Un mercoledì da leoni”. L’istinto di scrivere si è manifestato già da tempo, ho diversi taccuini dove continuo ad appuntare le mie riflessioni da quando ho 20 anni.

 

Da dove è nata l’esigenza di scriverlo?

Molti mi fanno questa domanda. L’esigenza di scriverlo fa sicuramente parte della mia natura. “Perché un fiore emana il suo profumo?”… in fondo ognuno di noi cerca di fiorire a modo suo, cercando di esprimere ciò che da dentro preme per uscire.

Nel mio caso ho sentito la spinta di esternare e condividere il mio intenso percorso di vita e i suoi frutti. Ognuno di noi, chi più chi meno, è un accumulatore di energia e informazioni. Quando si è pieni, inizia la fase di rilascio e l’energia in qualche modo deve uscire, prendendo forme diverse: artistiche, lavorative, sportive, quando sono positive; aggressive, distruttive, depressive ecc…, quando sono negative.

 

Come riassumeresti in poche parole i concetti chiave del libro?

Fondamentalmente credo che “PelleQuattroTre” dia sì una descrizione reale dell’intensità e la passione che anima il surfista italiano, ma anche il prezzo da pagare per vivere al massimo tale stile di vita.

In Italia il surf è complicato” mi disse Leo. “Può darti tanto, ma a lungo andare può toglierti di più. Soprattutto se abiti lontano dal mare”, si legge nel libro.

Molti lo stanno codificando come un libro formativo. In effetti nella lettura si segue il protagonista nella sua crescita interiore. Diego inizia raccontando la sua gioventù alla scoperta del surf in Italia e in giro per il mondo, fino ad arrivare alla sua mezz’età, momento in cui egli “scarica” il suo bagaglio interiore e intellettuale donando consigli di vita pratica. Consigli ai surfisti italiani.

 

Un motivo per leggerlo?

Lo dovrebbe dire chi lo ha già letto… 😉

 

Dalla quarta di copertina: “4/3 sono i millimetri di spessore della muta invernale da surf. Per Diego la muta è diventata la sua seconda pelle. Dopo anni passati a surfare in giro per il mondo e grazie ad alcune persone speciali incontrate nella vita, Diego racconta ciò che ritiene di aver capito sull’analogia tra il surf e la vita. Il surf e la vita lo gettano non solo dentro il cavo dell’onda, ma anche e soprattutto nel fondo di se stesso. Per Diego il surf è stato, e continua a essere, un viaggio rivelatore: una catarsi, intesa come purificazione dagli stereotipi del surf e dai propri limiti. Diego compie una vera e propria evoluzione e rivoluzione personale. Spiritualità, surf e filosofia animano questa storia. Un’autobiografia romanzata.”

 

 

 

 

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