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L’Arte di Raku Dalla Sardegna a Biarritz

Dalla Sardegna a Biarritz, Raku travalica i confini nazionali ed esporta la sua “gioia di vivere” anche all’estero facendo parlare le sue opere divenute ormai famose e ben riconoscibili in Sardegna.

Un set di onde che si perde all’orizzonte, un surfista che osserva le onde al tramonto, gli spot della sua Isola… Raku ha affinato la sua tecnica per raccontare il mondo intorno a sé con linee semplici e colori vivaci e gioiosi. E in breve tempo le sue creazioni hanno fatto il giro della Sardegna. Pochi giorni fa sono sbarcate a Biarritz. Appena ha rimesso piede in Sardegna l’abbiamo incontrato per farvelo conoscere ed ecco il resoconto della nostra Giulia Piazza.

 

A Biarritz si è appena conclusa la settima edizione di Wheels and Waves, il principale evento internazionale dedicato alle moto, al surf e allo skate, dove per quattro giorni il mondo dei bikers si incontra con quello dei surfisti sotto un unico grande ‘tetto’, accomunati dall’amore per l’adrenalina, la libertà e il vento.

 

San Gavino Monreale – Il primo murale di Raku rappresenta “La mano del diavolo”. Intitolato a una località di Surf della costa Ovest della Sardegna. “Nominata così per la sua ferocia, nella mia rappresentazione si vede la mano che avvolge l’onda con sullo sfondo il monte Arcuentu con i surfisti che entrano tramite delle scale sul dipinto, e un tramonto coloratissimo della costa Ovest” – Raku

 

 

Qui, negli stessi giorni, il surfer e artista sardo Raku ha inaugurato la sua prima esposizione internazionale, mostrando all’intera comunità ‘moto-surfistica’ i suoi lavori: “E’ stato un puro, anche se fortunatissimo caso essere riuscito ad inaugurare nei giorni del Wheels and Waves! – ammette Raku – E’ andata così: tramite un mio caro amico, ho avuto la possibilità di esporre all’interno di un locale di Biarritz le mie opere, che tra l’altro rimarranno visibili per tutta l’estate… Caso ha voluto che fossimo riusciti a far partire la macchina proprio nei giorni di W&W!”. Già, perché durante quest’evento Biarritz viene letteralmente invasa da migliaia di presenze.

 

Le opere di Raku al California Kitchen al centro di Biarritz, locale per lo più frequentato dai surfisti del luogo.
Una delle tre esposizioni nella cittadina che durerà  fino ai primi di Ottobre.

Ma chi è questo fortunato Raku? Appassionato longboarder da oltre ventidue anni, Riccardo Spano, in arte Raku, vive e lavora in Sardegna dove ha uno studio serigrafico, e fino a poco tempo fa non aveva ancora capito di possedere delle doti artistiche così significative: “Ho iniziato col disegnare magliette, creando un logo, il mio nome, Raku, ma i quadri e i murales sono arrivati molto dopo” racconta Riccardo.

 

Località Mandriola – Murale realizzato con i Surfisti Locali.
Rappresenta i vari spot di Capo Mannu con la torre in primo piano
e, sullo sfondo, un tramonto colorato e i surfisti che entrano nello Spot.

 

 

“Vengo da una famiglia di pittori, i miei zii e mia nonna dipingevano, ma non ho mai pensato di avere un estro creativo, nonostante mi sia sempre piaciuto disegnare e abbia sempre amato molto il lavoro di Keith Haring. Poi, qualche anno fa, guardando i miei lavori, alcune persone mi coinvolsero nella creazione di un murales per il mio paese, San Gavino Monreale”. Ed è così che 100 mq di rappresentazione della ‘mano del diavolo’ (il nome di uno spot della Costa Verde) saltarono fuori, dal giorno alla notte, tra le assolate strade di San Gavino.

 

Località Sant’Antonio di Santadi, paesino alle porte della Costa Verde.
Rappresenta la classica visuale all’uscita del Paesino: lo stagno, la classica barchetta dei pescatori
e i fenicotteri, con la torre di Marceddì in lontananza.

 

Nel giro di pochi mesi, Raku ne sforna altri, tutti in Sardegna e tutti legati da un unico filo conduttore, le onde: “Ho dipinto altri tre murales a Sant’Antonio di Santadi, il paese-ingresso della Costa Verde: il primo rappresenta Pistis e Torre dei Corsari; il secondo Piscinas con le sue dune, e il terzo si trova all’uscita di Sant’Antonio, e rappresenta il paese stesso, con la sua barchetta tipica, il fenicottero e, naturalmente, le onde.”

 

Omaggio a Kelly Slater

 

 

Dopo alcune opere commissionate da privati, la sua ultima creazione pubblica su muro è quella visibile a Mandriola, nella marina di San Vero Milis (OR), a due passi dal noto spot Capo Mannu. “Un dono di benvenuto della comunità surfistica locale e un omaggio alle onde del Sinis, in cui ho cercato di rappresentare tutti i principali spot di Capo Mannu”.

 

Località Sant’Antonio di Santadi, paesino alle porte della Costa Verde.
Rappresenta il panorama all’ingresso delle Località Pistis, Senna e S’Arca,
e torre dei Corsari con le sue onde e i colori fantastici dei suoi tramonti.

Oltre ai murales, Raku dipinge prevalentemente su pannelli di forex di grandezze che vanno dai 50 per 70 centimetri ai 3 metri per 2: “Li disegno su carta, poi li digitalizzo, li ricoloro su pc e poi li mando in stampa; Ne ho prodotti oltre 70 in pochi anni, di cui la metà venduta”.

 

Biarritz

 

 

Il nick ‘Raku’ è anche questo frutto del caso, ed anche qui piuttosto fortunato: “Volevo una parola semplice, corta, con la ‘u’ finale e ho scelto ‘raku’, logo che nasce nel 2003. Ma non avevo idea del significato! Solo dopo ho scoperto che è una parola giapponese…e che fortunatamente ha un significato positivo, ‘gioire il giorno’ se non sbaglio”.

 

Località San Teodoro, murale su commissione realizzato nella veranda del locale “Verso Sud”
(di proprietà di un surfista) che si affaccia nel centro della località turistica.
Rappresenta le onde di quella zona, con sullo sfondo l’isola di Tavolara e una fantastica alba dietro il Faro

 

Anche in questo caso, Raku non sbaglia. Probabilmente, per trovare una cosa di cui si sia pentito, occorre andare indietro nel tempo: “Quando oltre vent’anni fa iniziammo a surfare, io e pochi amici un po’ folli come me, non avendo paraffina per la tavola e non sapendo che potessero esistere shop in Sardegna dove procurarsela, decidemmo di usare la cera delle candele come base anti scivolo…ti lascio immaginare il risultato disastroso che ottenemmo!”.

 

A cura di Giulia Piazza

 

 

 

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