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Soul Surfing Day

A Recco si è svolto il primo evento europeo di Soul Surfing, progetto sviluppato dal surfista e psicologo australiano Richard Bennet che focalizza l’attenzione sul lato più spirituale del surf.

 

“Soul Surfing” nasce da un’idea di Richard Bennett, psicologo e surfer australiano dalla vasta esperienza nei campi della psicologia dello sport e della performance, del surfing e della ricerca spirituale. Nel Soul Surfing la prestazione è secondaria all’esperienza. La tecnica, per quanto fondamentale e necessaria, è al servizio della possibilità di accedere a quella condizione di armonia e benessere permessa dal surf.

Fare surf significa andare con l’onda, entrando in intima connessione con la natura e le sue forze come si manifestano nel mare, i venti, le correnti, il moto ondoso, l’alba e il tramonto. Per questo, il surf è una disciplina sportiva con un enorme potenziale al servizio del benessere individuale, sia fisico che psichico, e di uno stile di vita in armonia e contatto con la natura. Nel Soul Surfing immaginiamo il surf come disciplina adatta a chiunque, approcciabile da ogni persona a prescindere dalla sua età, la sua condizione atletica di partenza, la sua esperienza con il mare, la presenza di disabilità o altre condizioni sfavorevoli. Non uno sport estremo riservato a pochi temerari, ma uno strumento di promozione del buon vivere aperto a tutti.

Misurarsi con le forze della natura ci porta a ridimensionare l’ego, ad accettare i nostri limiti e a sentirci parte integrante di un mondo vivo da cui spesso ci troviamo distaccati nella vita moderna tra il cemento, le mura, le automobili. Soul Surfing significa surfare con l’anima, accedendo cioé alla dimensione più intima di sé per conoscersi ed armonizzarsi con il mondo, per qualche tempo. È l’opposto di surfare con l’ego, cioè in modo furioso, disarmonicamente competitivo, in contrasto con gli altri e con l’ambiente.

Il primo evento europeo di Soul Surfing si è svolto a Recco lo scorso 15 ottobre 2016, il coordinatore italiano del progetto, Marco Sassoon ci ha dato qualche delucidazione in più sull’esito di questo primo evento, unico nel suo genere.

 

 

 

Come sei venuto a conoscenza del Soul Surfing?

Alcuni anni fa, cercando connessioni tra il mio lavoro, la psicologia, e la mia passione, il surf, mi sono imbattuto nel lavoro di Rich Bennett. Subito, la curiosità mi ha travolto: chi era mai questo ragazzo australiano, che in foto cavalcava onde gigantesche, aveva lavorato nella World Surf League, parlava di anima e si definiva Psicologo del Surf? Ho deciso che dovevo saperne di più, e nel giro di pochi giorni stavo parlando con il suo faccione sorridente su Skype.

 

Come siete arrivati all’evento di Recco?

Nel tempo, ho fatto partire il mio progetto personale di psicologia applicata al surf con il progetto The Wave Psychology, e ho sviluppato il desiderio di far conoscere il lavoro di Rich in Europa, a partire dall’Italia. L’occasione si è presentata con la nascita dell’idea del “Soul Surfing”, definito da Rich una piattaforma co-creativa, cui tutti possono contribuire, con lo scopo di utilizzare il surf come strumento per raggiungere livelli più alti di consapevolezza di sé, di amore per il mondo, di rispetto per gli altri, di conoscenza della vita. Tutto il contrario del surfing che talvolta ci troviamo, con grande delusione, intorno: competizione, aggressività, machismo, territorialismo.

L’idea di poter organizzare qualcosa a partire da questi concetti qui da noi in Italia mi è subito sembrata necessaria, e così nel mese di Ottobre 2016 ho organizzato il primo Soul Surfing Day italiano, europeo e, a quanto ne so, mondiale. Ciò non deve far pensare a un raduno oceanico: eravamo in pochi, ragazzi e ragazze, adulti, bambini, giovani, uniti dal desiderio di fare qualcosa di bello insieme, per noi stessi, entrando in sintonia con il luogo dove ci trovavamo e tra di noi, condividendo quello che è un momento speciale per tutti.

 

E’ stato impegnativo organizzare l’evento?

Ottenni a fatica i permessi dal Comune, la capitaneria, il demanio, e tutta la catena burocratica che sta anche dietro ad un piccolo evento di comunità come questo; con molta pià semplicità, ricevetti la preziosa collaborazione di Blackwave Surf School, cui era piaciuto il progetto, e che mi ha dato l’indispensabile aiuto di fornire gratuitamente ai partecipanti del Soul Surfing Day il materiale tecnico di cui avevano bisogno: mute, licre, tavole di varia misura. Un vero supporto da dei veri amanti del surf.

 

In cosa è consistito esattamente l’evento di Soul Surfing?

L’evento ha previsto: prove gratuite di surf con un istruttore qualificato ISA; un punto di ritrovo e di aggregazione in spiaggia in cui passare insieme la giornata, scambiandosi informazioni e conoscenze; l’utilizzo gratuito del materiale di Blackwave Surf School; un’uscita collettiva al tramonto con tutti i partecipanti per condividere insieme il momento più speciale della giornata. Alla vigilia dell’evento, un terribile nubifragio aveva squassato la Liguria: molte strade erano chiuse, degli alberi erano caduti, alcune case avevano avuto il tetto scoperchiato. La sera, Stefano di Blackwave mi telefonò per dirmi: “sei sicuro di volerlo fare ugualmente?”. La cocciutaggine e le telefonate di alcuni ragazzi che mi avevano chiamato per sapere se ci saremmo stati il giorno dopo, mi convinsero a tentare lo stesso. Ormai, c’eravamo! E poi, troppe ore di cancelleria burocratica spingevano per mettere giù gazebo, tavole e musica.

 

Alla fine c’è stato il lieto fine…

La mattina del 15 Ottobre 2016, a Recco, il cielo è blu, il sole splende, non c’è un filo di vento e delle piccole onde glassy si srotolano allegramente nella baia di Recco. Dopo un’alba in compagnia di pochi altri surfer a Chiavari, arrivo a Recco intorno alle 9 per montare la postazione in spiaggia del Soul Surfing Day. Con me, una cassa portatile che manda musica reggae e country. Jeffrey, il mio amico filmer, non è ancora arrivato e al telefono non risponde. Pazienza, mi dico, arriverà. Verso la tarda mattinata, arrivano i primi ragazzi per il Soul Surfing Day, e iniziamo le prime uscite in surf. Prima di buttarci in acqua, ci sediamo un attimo in cerchio, e parliamo di quel che il surf significa dal punto di vista del Soul Surfing: rispetto, condivisione, comunione, serenità. Entriamo in mare con l’idea di stare bene, di goderci il momento, di fluire con le onde e con la meravigliosa energia positiva che c’è oggi nella baia di Recco, dove decine di surfisti si godono il regalo di queste piccole onde perfette.

Nel frattempo, è arrivato anche Jeffrey, che sorvolandoci con il suo drone ci regala quel tocco un po’ Matrix che strappa parecchie risate e qualche perplessità in giro per la line-up.
La giornata prosegue liscia, la musica esce dalla cassa con un flow davvero smooth, i ragazzi continuano a rientrare in acqua come magnetizzati, al gazebo si chiacchera, ci si scambiano consigli, esperienze, punti di vista; il via vai dal Blackwave Surf Shop è intenso e i due biondi proprietari con molta tranquillità forniscono a tutti il materiale e le informazioni di cui hanno bisogno per una surfata; pure Jeffrey a un certo punto molla il drone, prende un longboard e va a prendersi due onde su e giù per la baia.

Il tempo vola, il tramonto è arrivato più in fretta del previsto. Così, raduniamo tutti i partecipanti e usciamo insieme a goderci questo momento, mentre il cielo sopra Recco si tinge di arancione e poi di rosso, le sagome delle colline e dei campanili si stagliano coi loro contorni scuri, l’acqua brilla mentre le onde si alzano, e sentirsi parte di una sola cosa, di una sola energia molto bella, viene davvero facile.

Il Soul Surfing Day è durato poche ore, con una manciata di partecipanti, ha richiesto mesi di preparazione e quasi è stato cancellato dalla tempesta del giorno prima. Ma ci ha lasciato una sensazione fantastica di unione e di condivisione, di amore per le meravigliose esperienze che il surf continua a regalarci, anno dopo anno, facendoci crescere insieme.

 

Nel video, troverete un video-riassunto della giornata, e una clip in cui Rich Bennett spiega, con poche, semplici e ispirate parole, cosa intendiamo quando parliamo di Soul Surfing. Enjoy!

 

Il Soul Surfing Day è stato realizzato da:
Marco Sassoon – www.thewavepsychology.com

Jeffrey Attoh – https://vimeo.com/jeffreyattoh

E con la collaborazione di:
Blackwave Surf School – www.blackwave.it Comune di Recco

Soul Surfing è un’idea di:
Richard Bennett – www.thesurfersmind.com

www.thesurfersmind.com/services/soul-surfing

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