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Testato il faro a Varazze

Nella serata del 14 gennaio è stato finalmente testato il faro installato sul molo di Varazze alla foce del Teiro per consentire il surf anche dopo il tramonto. Un pilone di 14 metri sostiene tre fari da 2000 watt ciascuno, per un totale di 6000 watt.

testfaro

 

A testarlo sono stati un gruppetto di surfisti locali tra cui Filippo PIacentini, titolare del Varazze Surf Shop, nonchè ex consigliere di maggioranza che ha seguito il lungo iter burocratico, assieme all’assessore allo Sport Angelo Patanè e quello al Turismo Enrico Schiappapietra.

Uno dei fari è stato orientato verso il largo in modo da consentire di vedere i set arrivare, mentre gli altri sono stati direzionati sul picco cercando di illuminare la zona senza abbagliare i surfisti in acqua. I fari illuminano a giorno a una distanza di una decina di metri dal molo e progressivamente affievoliscono man mano che si va verso il largo. Anche la sinistra è molto ben illuminata.

Prima che il faro entri in funzione regolarmente occorrerà attendere la conclusione del procedimento di regolamentazione per il suo uso, il che potrebbe richiedere qualche settimana, dopodichè il farò sarà definitivamente messo in funzione.

Era il primo test dell’atteso lampione che consentirà di poter surfare alla Secca di Varazze anche dopo il calare del sole. Le prove sono iniziate intorno alle 17,30. «Abbiamo testato orientamento dei fari e timer che, adesso, manterrà la luminosità in funzione fino alle 21 – spiega Filippo Piacentini  -. Ovvio che non si spegnerà  all’improvviso lasciando i surfisti al buio in mezzo al mare, ciò avverrà in tempi cadenzati a distanza di una ventina di minuti tra un faro e l’altro sulla linea del semaforo giallo, così da consentire agli appassionati di rientrare con calma a terra». L’impianto di illuminazione della parte di mare che interessa ai surfisti, è ottenuto grazie al pilone alto 14 metri, dotato di tre corpi luminosi da duemila watt ciascuno, con potenza totale di sei mila watt. Il costo dell’operazione è stata di 47 mila euro compresa Iva, è stata finanziata dall’avanzo di amministrazione.

 

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