Skin ADV
Itw | 9 maggio 2011

L’arte di Emil Kozak

Incontriamo Emil Kozak, artista danese che deve la sua ispirazione grafica alla passione per lo skateboard e per l’arte. Il suo stile fresco e positivo racchiude spesso messaggi profondi ed i suoi lavori sono stati esposti in tutto il mondo, oltre che apparire su numerosi magazines e libri d’arte. Ha prodotto grafiche per marchi come Vans, Element, Graniph, Eastpak, Burton, Nike, Microsoft, Salomon, Hurley, ESPN – X Games, Lab Skateboards, Uniqlo, ed in questi giorni sta portando avanti una collaborazione con Braun CruZer.

Name: Emil Kozak
Occupazione: Artist
Data di nascita: 30 Ottobre 1980
Luogo di nascita: Maribo, Danimarca
Dove vivi? Barcellona
Musica: Sonic Youth, Descendents, Pink Floyd, Johnny Cash, Harvey Danger, Elliot Smith e molto altro

Come ti descriveresti in una sola frase?
Graphic designer di giorno, artista di notte.

Come sei arrivato all’arte?
E’ stato un processo lento di realizzazione, nel quale ho capito che la mia voce principale in qualche senso è visiva

Come descrivi la tua arte a qualcuno che non l’ha mai vista prima?
Naive, audace, positiva e semplice. Amo la semplicità. Mi piace parlare in modo chiaro e preciso di certe tematiche… Ed è semplice farlo.

Qual è la ragione del tuo progresso? Fortuna? Talento? Resistenza?
Un mix di tutto. Penso di essere stato fortunato ad avere lunghi periodi di ininterrotta riflessione.. specialmente quando mi sono trasferito in Spagna dalla mia Danimarca. Spesso mi ritrovavo solo a guardare il soffitto a causa delle barriere linguistiche… ma ora parlo spagnolo perfettamente.

Perchè hai iniziato con gli skateboards invece che con le tele?
Ho iniziato quando ero ai primi tempi con lo skateboard. E’ comune che gli skaters customizzino la tavola con il griptape.. Penso che lo skateboard sia un gioco molto creativo. Il tirare fuori qualcosa dal nulla.. Uno skateboarder vede un parco giochi quando tutte le altre persone vedono solo un parcheggio vuoto. E’ come un mondo immaginario dove puoi andare quando l’altro fa troppo schifo.

Per quanto tempo sei stato uno skater?
Ho iniziato a skatare quando avevo più o meno 7 anni (con una piccola tavola arancione) che usavo per giocare nella sala dei miei genitori. Attraverso tutta la mia precoce adolescenza sono stato ossessionato dallo skateboard ed ho passato un sacco di anni studiando magazines, video, skatando le strade della mia città. Ma quello che più mi ha preso è stata la creatività: strappo allo stile, i colori, la musica e segni visivi balzavano nella mia mente. Da lì sono arrivate le influenze che ho avuto nella mia vita e nel mio modo di pensare.

Perchè vivi a Barcellona? Raccontaci del tuo studio, dell’arte, della scena board..
Provengo da una piccola isola nel sud della Danimarca. Da una città chiamata Maribo. Mi sono trasferito in Spagna un po’ più di 5 anni fa. La mia ragazza è di Valencia e volevamo vivere assieme in un posto che potesse essere a metà strada delle nostre città natali. Abbiamo quindi deciso Barcellona per ragioni pratiche.. L’aeroporto, la sua locazione centrale ed il fatto che abbiamo molti amici che vivono a Barcellona. Al di sopra di tutto, la scena artistica è stimolante qui.. stanno succedendo un sacco di cose! Ottimi graffiti ed ottimi posti per lo skateboard. Con il mio studio mi concentro sul senso dell’arte, sullo sviluppo/identità di un marchio, graphic design, illustrazione e comunicazione per una vasta gamma di clienti. Lo studio è stato istituito nel 2003 ed ha lavorato con i marchi più influenti nel mondo dell’arte e della cultura, della moda e dello spettacolo. Di solito i clienti cercano me perché sono alla ricerca di qualcosa di visivamente forte, design danese creato a Barcellona!

..perfetto inizio di giornata? .. perfetta fine di giornata?
Surf all’alba, una birra al tramonto

Quanto tempo impieghi per lavorare un pezzo della tua arte?
Una vita più circa 30 ore … più o meno..

Qual è il tuo soggetto preferito da dipingere?
Tutto ciò che riguarda la cultura occidentale e l’umana condizione.

Cosa fa di un dipinto un’opera d’arte?
Tutto si reduce al contesto. Di questi tempi tutto può essere considerato arte.. dipende solo dal contesto.

Qual è il lavoro che preferisci fra tutti quelli che hai realizzato finora?
The Kindergarten Legends. Sono idee che avevo da quando ero all’asilo. Ricordo che eravamo abituati a raccontare delle storie su dei bambini ai quali crescevano alberi nelle loro pance, perché avevamo ingerito i semi di una mela. Noi ci credevamo .. Amo la surreale immaginazione che hanno i bambini!

Da dove trai ispirazione?
Skateboards, Alicia, la città, la natura, frasi fuori da ogni contesto, loghi, tipografia, mio fratello, ping pong, surf, chitarre, calligrafia, fotografia, libri, dipinti, scarabocchi, animali, bambini, cultura pop e praticamente tutto quello che ci sta in mezzo.

Chi sono le persone e gli artisti che più ammiri?
Sono affascinato dalle persone creative che hanno avuto una lunga vita creativa. Persone come Milton Glaser, Man Ray, David Lynch, Herb Lubalin e molte molte altre ancora..

Quali sono le ultime tre cose che hai comprato?
Il libro ‘Niagara’ di Alec Soth, una fotocamera Olympus point-and-shoot degli anni ’80 a soli 3 € ed una torcia.

Cosa fai nel tuo tempo libero?
Passo il tempo con i miei amici e la mia famiglia. Mi piace anche surfare, leggere libri rilassandomi in spiaggia..

Di cosa sei più orgoglioso?
Lavorare per conto mio, ed avere il controllo sul mio percorso.

Che progetti hai per il futuro prossimo?
Sono nel bel mezzo di un lavoro per un marchio di surf. Esploriamo il fenomeno del localismo ma da una differente angolazione. Invece che vedere i surfisti “local”, il focus è che è Madre Natura ad essere la proprietaria di una determinata zona. Squali, acqua, balene eccetera… Gli umani non sono al centro dell’universo. Il progetto è chiamato “Locals Only”. Recentemente ho fatto una collaborazione anche con Braun CruZer per una linea dei suoi prodotti. In un primo momento potrebbe sembrare strano che io collabori con i ragazzi di Braun ma in realtà è stata una fresca e bella combo. Dopo tutto, come il mio lavoro, anche il loro ruota attorno allo stile. E poi anche io cerco di esprimere me stesso attraverso il mio aspetto.

Per conoscere meglio Emil guardate il video qui sotto e visitate i siti:
www.emilkozak.com
www.facebook.com/emilkozakstudio
twitter.com/emilkozak


Un giorno nella vita di Emil Kozak

Photo Credits: Ulrich Grill, Zooom.at – Gallery fotografica cliccando qui

www.braun.com/cruzer

TAG:

Commenti
Potrebbe interessarti anche...