
Per un ironico e crudele contrappasso dantesco il doom-grind-core più efferato ed agnostico colpisce là dove valori come famiglia,religione e lavoro scandiscono le morigerate esistenze dei Mormoni.”He Is Never Coming Back” è un letale fendente che squarcia gli antichi ideali a colpi di soffocanti ed ipercompressi reefs mono-corda suonati sull’orlo di un buco nero mentre i testi,brevissimi ed affidati ad un raggelante screaming,suonano come vere e proprie sentenze.A dispetto di tutto ciò,non si tratta di un album “semplice”.L’aggettivo che meglio lo definisce credo sia “minimale”.I Gaza infatti,più che concentrati sulla tecnica,sembrano occupati a mantenere quell’atmosfera tetra e claustrofobica,tipica del post-core di fine anni ’90,che è stata marchio di fabbrica di pesi massimi come Deadguy,Botch e Coalesce.Un avvertimento:“He Is Never Coming Back” suona ostile,dissonante e non concede un attimo di respiro,per questo mi sento di consigliarlo solo agli estimatori del genere.(Glauco Nuti)
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agosto 2010-kylesa gaza CONVERGE -magnolia milano..appunto per gli estimatori del genere una serata da matti!–grande recensione cmq BIG UP!