News | 28 febbraio 2010

Allarme tsunami nel pacifico ridimensionato ma anche sottovalutato

Lo tsunami previsto a seguito del terribile terremoto in Cile ha colpito la costa centrale cilena, abbattendosi con violenza sul porto di Talcahuano, trascinando barche, pescherecci e container sulla terraferma. In precedenza aveva investito l’arcipelago cileno di Juan Fernandez, provocando almeno cinque morti e diversi dispersi sull’isola di Robinson Crusoe.

Nelle ultime ore però il bilancio si è aggravato in Cile, dove sono oltre 200 i dispersi a seguito dell’onda di tsunami che ha colpito la zona turistica di Iloca e Curanife a 300km dalla capitale. Il governo ha ammesso di non aver previsto in tempo lo tsunami e ha imposto il coprifuoco dopo saccheggi.

Anche la lontana Isola di Pasqua, famosa per le millenarie statue di pietra di origine misteriosa, e’ stata posta in stato di allerta e gli abitanti sono stati fatti allontanare dalla costa. Sulla terraferma il centro più colpito è Concepcion, città costiera di 200.000 abitanti. Un paio di persone sono inoltre morte durante scosse di assestamento nel nord dell’Argentina.

Lo tsunami ha viaggiato attraverso tutto il Pacifico. Grande paura alle Hawaii, dove l’allarme è scattato all’alba ma alla fine lo tsunami è stato debole. Nel sud del Pacifico, invece, la Polinesia francese è stata raggiunta da onde alte circa due metri (alle isole Marchesi) provocando solo pochi danni, così come su Tahiti, Moorea e Nuova Zelanda colpite da onde di poche decine di centimetri. Lo tsunami poi e’ arrivato in Giappone con un impatto debole ed e’ atteso con allarme in Russia. (ANSA)

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