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News | 1 ottobre 2009

Terremoto a sumatra: al momento non risultano italiani coinvolti. stanno bene i

Surfcorner.it – Stanno bene i surfisti italiani attualmente in barca alle Mentawai. Il terremoto che ha scosso l’isola vicina di Sumatra è stato avvertito fino alle Mentawai, ma, a parte un pò di paura, i nostri ragazzi stanno bene.
Lo ha riferito Tom Plummer, Mentawai Program Manager per SurfAid International, contattato dalla redazione di Surfcorner dopo le numerose richieste di informazioni ricevute.

(ANSA) GIAKARTA, 1 OTT – Il bilancio del terremoto che ha colpito l’isola di Sumatra ha ucciso almeno 529 persone nella citta’ di Padang e nelle vicinanze. Lo hanno detto fonti governative indonesiane.

Per il momento non risultano italiani coinvolti. Lo ha riferito ai microfoni di Sky Tg24 Luigi Diodati, consigliere all’Ambasciata d’Italia a Giakarta. Ma la situazione sull’isola e’ talmente ”confusa” che il diplomatico ha invitato alla ‘prudenza “e’ da confermare, se c’erano italiani ‘di passaggio”.

Quasi mille morti accertati in un bilancio destinato drammaticamente ad aumentare: l’Asia sudorientale ed il Pacifico fanno i conti con le devastazioni causate da terremoti, tsunami e tifoni.

In Indonesia i cadaveri recuperati sono almeno 529, oltre 140 quelli nelle isole Samoa, almeno 380 nelle Filippine e Vietnam flagellate dal tifone Ketsana, mentre è allerta per l’arrivo di Parma, una tempesta con una potenza ancora maggiore. E mentre i soccorritori arrivano nelle aree interessate dai disastri, la terra trema ancora: stamani una nuova forte scossa, di magnitudo 6,6 Richter, è stata registrata sull’isola indonesiana di Sumatra, a sud della zona colpita ieri da un sisma di 7,6 Richter. E’ qui che la situazione è più drammatica: le autorità temono che il bilancio finale delle vittime del terremoto possa superare quello del sisma di Giava del 2006: allora, i morti furono oltre 5.000. Il bilancio provvisorio è di “almeno 529 morti e 500 feriti”. La città più colpita, secondo le autorità, è quella di Padang. Migliaia le persone che si presume siano ancora intrappolate sotto le macerie. La gente usa martelli, scalpelli anche le mani nude per scavare tra i detriti alla ricerca dei sopravvissuti. I feriti vengono curati all’esterno degli ospedali crollati, non lontano dagli obitori di fortuna messi in piedi per raccogliere i cadaveri.

Nell’area delle isole Samoa, devastata da uno tsunami scatenato da un sisma di magnitudo 8,0, il bilancio dei morti è salito a 140: in territorio statunitense le vittime sono 34, 9 a Tonga, 97 alle Samoa. Ma emergono dati sempre più inquietanti, man mano che vengono raggiunte le zone teatro del disastro, dove i cadaveri sono stati trascinati dalla forza delle acque in mare aperto o per centinaia di metri nell’entroterra. Nell’isola di Upolu, la seconda dell’arcipelago, i villaggi distrutti sono 70, abitati da 300-800 persone ciascuno.

Nell’isola di Toputapu, a Tonga, è stato cancellato il 90% delle abitazioni. Centinaia i dispersi, tra loro anche numerosi britannici, australiani e neozelandesi. Le autorità locali ricevono decine di telefonate dai parenti dei turisti e residenti stranieri, che cercano disperatamente notizie sui propri cari.

E sale anche il bilancio delle vittime causate del passaggio del tifone Ketsana sull’Asia sudorientale: in Vietnam si è raggiunta quota 101 morti e 18 dispersi, 350 mila le case danneggiate. Nelle Filippine i morti sono 277 e i dispersi 42. Ketsana ha causato almeno 11 vittime in Cambogia e provocato inondazioni nel Laos. Oltre tre milioni i senzatetto. Nell’area l’allerta è massima per l’arrivo di Parma, un nuovo tifone con venti fino a 150 km/h, che potrebbe abbatersi sulle Filippine già sabato. Il Paese ha elevato l’allerta sulla costa est.

Fonte: Ansa.it

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