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Francesco giannella fotogallery

Nome e cognome: Francesco Giannella
Pellicola o digitale: pellicola e digitale
Spot preferito da fotografare: ovunque basta che ci siano le onde e la mia macchina fotografica

Francesco Giannella: fotografo e surfista allo stesso tempo.
Non mi definisco un fotografo di surf, ho cercato solo di unire le mie più grandi passioni: il surf e la fotografia.

Quando ti sei appassionato alla fotografia?
Circa quando avevo 18 anni, presi in mano una vecchia reflex pentax di mio padre, ci infilai un rullino bianco e nero e iniziai a scattare. Fu un colpo di fulmine, per la prima volta in vita mia mi sentivo realmente appassionato in qualcosa che fosse diverso dall’uscita con gli amici, le ragazze o sport iniziati e mai portati avanti seriamente. Capii che tra le mani avevo un mezzo capace di fermare gli istanti, di impossessarmene per sempre: la cosa mi affascino’ tantissimo al punto da frequentare tutti i tipi di corsi e di formarmi culturalmente sul mondo della fotografia e sui suoi maestri.

Quando ti sei appassionato al surf?
Il surf ho cominciato a praticarlo circa 4 anni fa. Io vivo a Prato, in citta’ insomma, quindi cavalcare un onda lo associavo ignorantemente a posti lontani come la california o l’australia. Poi un giorno andai con un mio amico Beppe, tuttora compagno di viaggi e surfate, al pontile del forte dei marmi,”a fotografare i surfisti”. Non so come ci venne, ma quella mattina, piovosa tra l’altro, prendemmo il mio scooterone ed imbboccammo l’autostrada direzione Versilia. Appena arrivati lo spettacolo fu emozionante. Tuttora io e Beppe ne parliamo, rimanemmo senza fiato: onde di due metri perfette, in serie di tre-quattro, l’atmosfera surreale, i rumori gli odori ,tutto era nuovo, bello. Chiedemmo subito informazioni ai surfisti in acqua su come poter iniziare anche noi quello che piu’ che uno sport divenne il nostro stile di vita.

Come riesci a conciliare la fotografia con la passione per il surf?
Sinceramente mi preoccupa molto di piu’, come poter conciliare il surf e la fotografia con il mio lavoro cazzuto e l’ universita’. Per il resto sento di saper abbastanza scindere i due momenti, cioe’ se so che parto con l’idea di portarmi a casa qualche scatto, faccio quello e basta.
Se invece voglio dedicarmi una giornata di surf, non penso neanche un secondo a quella che potrebbe essere una buona foto. Me la godo e basta. Anche se devo dire che ci sono state occasioni irresistibili nelle quali ho posato la macchina fotografica per entrare in acqua e del resto non me ne pento affatto.

Hai mai scattato in pellicola?
Ho scattato molto in pellicola. I primi tre quattro anni, scattavo solo a rullino bianco e nero ed a diapositiva, sviluppando e stampando in camera oscura improvvisata nella mia cantina. Credo che un fotografo che vuole definirsi tale, non possa non aver maneggiato rullini, filtri, acidi e carte fotografiche.

Alla luce di queste esperienze, quale delle due preferisci, pellicola o digitale, e perchè?
Utilizzo ancora molto spesso il sistema analogico, ma solo in determinate occasioni, perchè credo che sia ancora indiscutibile la qualita’ della pellicola confrontata al digitale. Ovviamente ho anch’ io dovuto cedere alla velocita’ e alla comodita’ di quest’ultimo. Le fotocamere digitali stanno facendo passi da gigante, dal punto di vista della ripresa, ma ho ancora purtroppo i miei dubbi per quanto riguarda la fase stampa. Spero di potermi contraddire in futuro.

Che attrezzatura usi?
Ho due fotocamere reflex, una analogica ed una digitale, entrambi Canon. La prima e’ una 3000V e l’altra e’ una 30D.
Utilizzo obbiettivi canon focale 2.8: un 70-300 e un 19-35. A volte utilizzo anche la vecchia pentax di mio padre che monta un 35mm fisso che in slang potrei dire :”rende di brutto”.

Quali soggetti preferisci immortalare?
Vengo da un tipo di fotografia che definirei reportagista, ho cercato di documentare varie situazioni, di svariato tema in giro per l’europa e in italia ovviamente. Quindi anche se mi sono affacciato alla fotografia surf da qualche anno, mi viene spontaneo dare sempre quel lato reportagista alla foto. Per me una buona foto oltre alle luci, la corretta esposizione deve raccontare qualcosa, deve esprimere il perchè ho voluto immortalare quel millesimo di secondo, e riuscire anche se so che e’ difficilissimo far provare la sensazione che ho provato io al momento dello scatto. Amo quindi scattare foto di presurf o postsurf anche se ovviamente sono consapevole che quello che maggiormente interessa riviste e lettori sono le foto del rider in azione, cerco di accontentare le due esigenze.

Cosa ti piacerebbe invece fotografare in particolare?
Devo dire che mi appassiona moltissimo fotografare surfers oldstyle, l’armonia delle forme che trovo in una surfata da longboard, credo sia piu’ affascinante di quella che trovo nella surfata dei tavolettari, ma non posso negare che vedersi nel proprio mirino surfisti dal calibro di Kelly Slater, Andy Irons o Mick Fanning in occasione del Billabong Mundaka 2007, da’ una certa adrenalina. In Italia spero di poter continuare a seguire il piu’ possibile manifestazioni agonistiche e non del surf nostrano e magari di poter fare un viaggio reportage, con surfisti pro come Alessandro Ponzanelli,che tra l’altro ho avuto modo di conoscere, unendo così dei buoni scatti ad una buona compagnia, che non guasta mai.

Saluti e ringraziamenti
Saluto e ringrazio chi crede in me, includendoci famiglia amici ed ex ragazza e anche chi invece non lo ha fatto, perche’ e’ stato, e lo e’ ancora, stimolo per dimostrarmi e dimostrargli che i sogni vanno inseguiti. Ovviamente ringrazio anche voi di Surfcorner.it per questa pubblicazione.

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