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Surf in yemen, report conclusivo: il principio della ricerca

Surfcorner.it – La misteriosa isola di Soqotra si trova finalmente sotto i nostri piedi; anche se considerata territorio yemenita l’impatto ci sembra molto diverso: gli isolani, i loro grandi sorrisi riservati, i loro occhi amichevoli e indagatori ci fanno capire che qualcosa di prezioso è custodito in questa terra.
II Dio del vento sfoga senza sosta le sue ire funeste e nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, Soqotra è l’unico scoglio a sfidare la forza dei monsoni che sorvolando le sue alte montagne oltrepassano tutta l’isola per affondare gli artigli sulla costa settentrionale, creando per questo una serie di imponenti dune che si immergono direttamente nell’acqua azzurra.

Con il giovane Yahaya partiamo per raggiungere la costa meridionale con la bocca spalancata per lo stupore: dieci minuti di snorkeling a 10 metri dalla spiaggia, sono sufficienti per ritrovarsi in mezzo a pesci da documentario e coralli di ogni colore e forma, in una zona protetta dove ogni essere vivente sembra esserne pienamente consapevole; un microcosmo di uccelli, strani vegetali, piante e incensi mai visti prima e infine un’intera valle piena dei famosi “Dragon Blood Trees”.
La descrizione di quest’isola è concessa solo ai grandi scrittori e esperti studiosi, noi semplici umani possiamo solo essere certi che tutto ciò è reale.

“La chiave della felicità è la disobbedienza in sè a quello che non c’è” e noi siamo costretti a disobbedire all’arte del surf in una terra che madre natura non ha voluto designare alla resina e alla paraffina, trovando comunque la felicità nella pura ricerca di quello che quest’isola offre: fondali di un mondo subacqueo da fare invidia a Jaques Cousteau, grotte profonde da speleologia estrema, lagune blu, spiagge bianche e pace dei sensi a 360°.

Il nostro viaggio termina su una terrazza di una delle città più affascinanti del mondo, Sana’a la capitale dello Yemen, terra che molti ritengono sia la vera madre di tutti gli uomini.
La sua caotica tranquillità ci permette di pensare al futuro di questo paese nel giorno in cui l’attenzione dei mass media si sposterà dai caricatori dei kalashnikov, alle straoardinarie qualità naturali e culturali di questi luoghi: una costa oceanica che per tre mesi all’anno offre ogni giorno onde di grande qualità e un’ isola unica al mondo che potrà sopravvivere intatta solo se l’uomo non pretenderà di diventarne il padrone ma il suo umile giardiniere.

Un grande shukran a Surfcorner da parte di Adila….Chioccia e Papl e tutti i mangiatori di Qat.

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