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Ben harper, una tavola (da surf) puo’ migliorarti la vita

Quando esci in mare e vedi la gente sulla spiaggia farsi sempre più piccola, la tua vita è tutta lì in quell’istante di attesa. Sai come affrontarlo?

ECCO LA MIA ONDA PERFETTA
di Cristina Marinoni – foto Michael Halsband
Articolo tratto da www.menshealth.it

È californiano, e questo aiuta. Ma la passione di Ben Harper per il surf da onda va oltre le mode: è viscerale e assoluta. In pratica una mania. Classe 1969, 10 album e 4 figli all’attivo, Harper è uno dei rari cantautori amati da critica e pubblico, compreso l’ultimo album Both Sides of the Gun, che presenterà in concerto il 6 luglio al Pistoia Blues Festival e il 17 luglio all’Arena di Verona. Un uomo di onde sonore e marine, dunque. Perché per lui starsene lì col suo surf a decine di metri dalla riva ad aspettare il giusto sussulto dell’acqua, e poi cavalcarlo, e poi ancora ripartire verso il largo, nasconde diversi inaspettati insegnamenti che poco hanno a che fare col mare, e molto, invece, con gli oceani di stress su cui navigano i nostri poco nautici nervi. Ehi: lo sport fa stare meglio? Ma è musica per le nostre orecchie!

Come diavolo fa una tavola a migliorare la tua vita?
«Il surf è divertente, e già questo ti migliora la vita!
E poi il rapporto con il mare ti fa riconsiderare i limiti imposti dagli impegni quotidiani, permettendo al tuo corpo di entrare in simbiosi con l’ambiente e scoprire il lato più vero e profondo di te».

Il mare, quindi, tempra anche il carattere?
«In mare sai che l’acqua è imprevedibile e può diventare letale da un momento all’altro. Sei costretto a considerarti sempre in pericolo e, di conseguenza, i problemi che ti assalivano fino a poco prima spariscono. E la tua vita è tutta lì: in quell’istante di allerta tra l’attesa di un’onda buona e la speranza di un’onda perfetta».

E cosa provi quando sei lì in mezzo?
«Rimanere per un po’ al largo ti rilassa e ti permette di fuggire dal mondo. Lì in mezzo non dipendi da nessuno: ci siete solo tu e il mare. È in questa condizione che i pensieri si annullano e trovi la pace totale. L’acqua, poi, dà ispirazione perché è ritmo puro, una melodia che scorre ininterrottamente».

Altri vantaggi?
«Il senso di libertà: nessuno ti condiziona, a parte il tuo istinto. Tutti hanno dentro una forza straordinaria, che emerge quando corpo e mente agiscono insieme».

Ma poi l’estate finisce… Come cavarsela anche senza surf?
«Trasferisci l’entusiasmo per lo sport al tuo lavoro, e il gioco è fatto. Cerca le emozioni in ciò che fai, non perderti d’animo, non pensarti mai come un fallito e sii soddisfatto dei piccoli risultati. Vedrai: se risvegli le energie soffocate, la qualità della vita ne trarrà giovamento».

In ufficio, però, sai che palle!
«E tu rischia! Rischiare, in qualsiasi campo, vuol dire avere fiducia nelle tue capacità e sentirti un uomo libero. Credo che la mancanza di spontaneità porti all’annullamento del tuo essere. Cosa fai di fronte al mare che si increspa troppo? Reagisci senza pensare. Be’, trasferire questo concetto alle altre situazioni della vita non può che aiutarti».

Vale anche essere un po’ rissoso?
«Sì: reagire implica essere te stesso. Se la tua indole ti dice di agire in una direzione, non bruciare la possibilità di seguire i tuoi desideri, che magari sono a un livello inconscio. Potresti pentirtene».

E la razionalità, serve anche quella oppure no?
«Certo: per capire quelle che sono le tue priorità, stilando un’onesta scala di necessità e valori. Per far questo, la cosa migliore è ritagliare degli spazi solo per te, qualche ora lontano da tutto. Stai un po’ solo con te stesso e vedrai che – dopo – le cose ti appariranno con maggiore chiarezza. E, attento: allontanarsi da tutto significa anche allontanarsi “mentalmente”. Riflettere, in silenzio, da solo».

In altre parole, stai suggerendo di fare meditazione?
«Porta introspezione. Ti fa lasciare andare, ti permette di migliorare la conoscenza di te stesso, che è fondamentale per crescere. Per questo la consiglio a tutti».

Meglio l’azione o la meditazione?
«Diciamo che tenerti in forma con l’allenamento è altrettanto indispensabile».
Quali altri sport consigli, a parte il surf?
«Per chi deve cominciare, o ricominciare, trovo ottima la bicicletta. Salire in sella mescola il piacere di una passeggiata sulle due ruote all’attività fisica. E poi ti sembra di fare poca fatica, rispetto alla distanza che percorri… Io? Faccio running, circa dieci chilometri tutti i giorni».

Ci risulta che tu sia anche amante del basket…
«Da ragazzino passavo i pomeriggi al playground e sognavo di diventare bravo come Kareem Abdul Jabbar. Quando ho capito che non sarei mai arrivato a giocare nell’Nba, mi sono dedicato completamente alla musica. Adesso il basket lo vivo solo da spettatore. Ma mi entusiasma anche così».

In effetti, il tifo è impulsività…
«Il tifo ti permette di scatenare la tua passione in libertà. Gridi, ti arrabbi. Esulti. La scarica di adrenalina positiva raggiunge le stelle!».

Sei una persona ottimista. Tanta positività si ottiene solo con meditazione, musica e surf, surf, surf?
«No, ci sono anche i figli. Ne ho quattro e, nonostante sia una persona positiva, hanno la capacità di aumentare il mio ottimismo. Non per niente, i bambini non mediano mai tra istinto e azione. Sono sempre sinceri e sempre se stessi. Stai con loro: imparerai grandi lezioni di vita!».

GLI SPAGHETTI? ALLA CHITARRA, OVVIO
«Quando morirò, vorrò un piatto di pasta accanto».
Più dichiarazione d’amore di così… Harper adora la cucina mediterranea, che considera la migliore del mondo:
«Consigliarlo a un italiano sembra strano, ma adesso che la cucina etnica va per la maggiore, vale la pena ricordarlo, perché è davvero bilanciata e completa», spiega il cantautore americano. «Un piatto di spaghetti al pomodoro e basilico tira subito su il morale. Basta il profumo per sentirti meglio».

Ed è lo stesso Harper a mettersi ai fornelli: «Ti consiglio di imparare a cucinare perché rilassa e dà parecchie soddisfazioni, quasi come domare un’onda gigante!».

Ma quando si tratta di passare a impugnare la forchetta, Ben è fedele alla linea: «Soprattutto se hai un impegno importante, mangia leggero e bevi poco vino, o meglio, acqua». Ma c’è per fortuna spazio anche per i vizi: «Privarti di un piacere non ha senso. Io, per esempio, non so resistere ai cannoli».

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