Articoli

Matteo fabbri profile

Occupazione: studente al 4° anno di superiori al istituto tecnico geometri.
Anni di surf: 6
Home spot: Riccione davanti alla mia spiaggia zona 95 a nord del porto.
Spot preferito in Italia: Riccione, Sirolo e il pontile di Forte dei Marmi.
Spot preferito all’estero: Lower Trestles, Bubble e la plaia di Donignos (Ferrol)
Manovra preferita: Late drop to wipe out
Prossimo trip: boh…mi piacerebbe andare in Messico
Perchè hai iniziato a surfare: per la passione per il mare che mi è stata tramandata da mio padre velista.
Altri interessi: snowboard, skate, e tutto ciò che riguarda il mare
Musica che ascolti prima di una session: se esco con il long più tranquilla e se invece esco in short ascolto gli Alkaline trio
Musica che ascolti dopo una session: genere più soft perchè dopo una bella session voglio dormire
Sponsor: Billabong per abbigliamento e mute

Quando hai iniziato a gareggiare e che tipo di esperienze hai avuto?
Ho iniziato a gareggiare quando avevo quattordici anni partecipando al primo monkey surf  festival che non era un vero e proprio contest, nella categoria minimalibu sono arrivato primo. Poi da quel primo spensierato inizio ho incominciato a partecipare alle prime gare juniores che si sono svolte sulla costa tirrenica. Partecipando ai primi contest le emozioni che provavo erano diverse ad ogni heat con sbalzi di umore continui…dalla paura alla felicità…dalla tensione alla spensieratezza…insomma un gran casino. Ma adesso grazie ai miei genitori e agli amici che mi supportano sempre sono riuscito a capire come affrontare al meglio le competizioni e portare a compimento gli obbiettivi che mi ero prefissato.

Essendo un surfista dell’Adriatico come riesci a coltivare la tua passione e surfare il più possibile?
Eh, bella domanda…purtroppo abitando sull’Adriatico non hai la stessa quantità di swell della costa ovest e questo mi spinge a surfare il più possibile quei pochi giorni che c’è onda, che sia ?piccola o grossa, bella o brutta insomma quando c’è mare di solito sono tra quelli che entra per primo ed esce per ultimo qualsiasi sia il tipo d’onda. Però appena posso cerco di convincere i miei a portarmi sulla costa ovest e raramente mi dicono di no! 🙂
E nei periodi di vacanza cercano sempre di portarmi all’estero dove si riesce a surfare sempre…e soprattutto senza doversi mettere l’odiosa 4×3!?

Quanti giorni all’anno riesci a surfare in costa est?
Di sicuro non abbiamo gli stessi giorni di mare che ci sono in sardegna, ma tutto sommato sulla costa est almeno una volta alla settimana si riesce a bagnare un minimo la tavola, poi purtroppo ci sono anche le settimane in cui scende la nebbia e anche la temperatura di conseguenza…sono questi i giorni che odio perchè il mare manco si vede! 🙁
Per fortuna ogni tanto, di solito nei mesi autunnali e primaverili, sale dal basso adriatico il mitico scirocco che ci regala più giornate alla settimana con onde di buona qualità che rimangono nei cuori di tutti  surfisti della east coast per parecchio tempo.

Quali difficoltà si incontrano a surfare in Adriatico, dove per lo più le onde sono piccole e mosce?
Innanzitutto quando ti chiedono che sport fai e tu gli rispondi :”surf da onda” di solito tutti ti guardano subito strano e ti rispondono con un sogghigno: “Ma in adriatico non ci sono le onde!!!” In effetti non hanno purtroppo tutti i torti, infatti la scarsità di sweel e la qualità di onda che generano di sicuro non lo rendono “surfabile”. Ma noi ci mettiamo sempre di impegno e con il passare del tempo siamo riuciti a “surfare”, grazie soprattutto all’ausilio di tavole più larghe e con più volume che ci permettono di surfare anche in condizioni davvero pietose.

Da quali tavole dovrebbe essere composto secondo te il quiver di un surfista dell’adriatico?
Per me il quiver di un “surfer” dell’Adriatico deve essere formato da moltissimi tipi di tavole, il mio per esempio e formato da 5 tavole! Una che per me sicuramente si utilizza in Adriatico se si vuole surfare il più possibile è il longboard che permette di uscire in quasi tutte le situazioni, dal mare in aumento alla tranquilla scaduta, poi un’altra tavola che è molto utile e divertente sono gli egg model o i single fin retrò, che permettono di uscire negli stessi giorni da long cioè in quelle occasioni di mare piccolo e con poca forza, per me questi tipi di tavole si adattano perfettamente alle nostre onde dato che il loro volume e la loro larghezza ci permettono quasi di volare sulle sezioni molli che molto spesso si trovano sulle nostre onde, ma poi sono anche molto più divertenti da utilizzare nelle rare giornate dove l’onda risale dal basso Adriatico e ci regala surfate di ottima qualità. Poi come in ogni buon quiver ci vuole anche la mitica short, che però è totalmente diversa dalle short normali, infatti in Adriatico se si vuole utilazare questo tipo di tavole siamo costretti ad acquistarle con più volume e con una larghezza che arriva quasi ai 20 pollici! E come in ogni spot del mondo ogni onda ha la sua tavola adatta, bisognerebbe quindi, per avere ottimi risultati, che ogni tipo d’onda abbia la sua tavola come se fosse shapata direttamente da quest’ultima! 

Per surfare in Adriatico quindi bisogna essere molto versatili. Tu in base a cosa decidi il tipo di tavola da utilizzare?
Scelgo la tavola da usare in base a vari criteri, il primo criterio sul quale baso la mia scelta è ovviamente il tipo d’onda che ha una grandissima importanza nel scegliere una tavola. Cerco sempre di utilizzare tavole che mi consentano proprio di scivolare sull’acqua e non di andare avanti sempre dovendo pompare l’onda. Secondo me la cosa principale per una bella surfata oltre alla bellezza dell’onda deve essere anche la scelta della tavola, infatti mi capita spesso di vedere ragazzi che entrano in mare con tavole troppo tirate per quelle condizioni e guarda caso dopo un po’ li senti imprecare perchè non riescono a prendere l’onda! Io tengo molto in cosiderazione questo fatto e cerco di interpretarlo scegliendo la tavola adatta perchè cerco sempre di divertirmi il più possibile quando esco in mare… ma alcune volte esco con la tavola che ho voglia di usare in base a quello che mi sento! 🙂
E’ ovvio che quando non c’è manco un metro d’onda e per di più molle non esco con la short. A volte mi capitano anche giorni in cui esco prima con il long, poi il mare cresce e al secondo set che mi da la sicurezza che il mare sta aumentando davvero prendo la prima onda e cerco d tenerla fino a riva poi attacco a correre fino al garage, dove tengo tutte le mie tavole e in meno di un minuto sono di nuovo in acqua con la short! 🙂

Con le temperature invernali come ti destreggi?
Anche questo è un bel problema con cui tutti i surfisti della east coast devono fare i conti se vogliono surfare in adriatico tutto l’anno. Per fortuna grazie alle nuove tecnologie nel campo del neoprene, che hanno portato alla realizzazione di mute che possono resistere a temperature veramente basse, si riesce a buttarsi in acqua in quasi  tutte le situazioni. Ma ci sono anche quelle mareggiate da nord che purtroppo fanno calare davvero troppo la temperatura ed è da matti matti buttarsi in mare in quelle condizioni. Poi a dir la verità quando esco al porto di Riccione ho la fortuna di avere sempre una doccia calda che mi aspetta dopo una session quasi glaciale!

Quali sono i tuoi spot preferiti lungo la costa adriatica e qualivquelli che frequenti più spesso per frequenza di onde?
Nella costa est c’è una grandissima quantità di spot che di solito sono quasi sempre poco affollati, questo forse è uno uno dei pochi vantaggi che ha il surf in adriatico. Comunque il mio spot preferito in adriatico sono le varie secche che si formano sul lato nord del porto di Riccione, che ormai conosco come le mie tasche, questo spot mi regala sempre bellissimi momenti che mi piace condividere con i miei amici più cari, anche se non è sempre il massimo come qualità d’onda. Uno degli spot che preferisco di più quando tira lo scirocco oltre che riccione è sirolo che crea onde simili a quelle che si trovano in costa ovest, un altro spot che frequento con mareggiate da scirocco è San Benedetto del Tronto che ha una qualità d’onda molto elevata per essere lungo la costa adriatica. Se invece tira la bora che rende il mare attivo siamo costretti a ripararci negli spot di Porto Verde (poco più a sud di Riccione)

Cosa farai quest’anno?
Quest’anno mi sono già iscritto ai campionati italiani longboard, short regionali e junior; poi in accordo con il mio sponsor spero di partecipare a qualche gara internazionale sulle coste atlantiche. Inoltre spero di poter ripetere l’esperienza già provata nel 2005 in California a Huntington beach, nel 2006 a Maresias in Brasile e a novembre con il bellissimo risultato di Ferrol, spero di poter partecipare ai prossimi mondiali a squadre di Lisbona nel maggio prossimo. Il mio sogno sarebbe quello di organizzare un’indimenticabile surf trip in una fantastica località del mondo insieme ai miei amici più cari.

Ringraziamenti
Mi farebbe piacere ringraziare tutte quelle persone che mi hanno aiutato in questi anni, dandomi consigli di vario genere, ma mi sà che la lista sarebbe troppo lunga. Ringrazio prima di tutti i miei genitori che mi aiutano sempre a  cercare di soddisfare la mia voglia implacabile di onde, mia sorella e i miei amici più cari che mi sopportano sempre quando incomincio a parlare di surf, il mitico President (Andrea Tordi, ndr) che ha sempre creduto in me, tutti i miei amici del Monkey surf club, ringrazio Cavour del Surf Paradise di Riccione per avermi supportato in tutti questi anni fornendomi materiali di ottima qualità e poi Boris Carli di Billabong.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Solve : *
27 − 25 =


INSTAGRAM @SURFCORNER #SURFCORNER