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Aspettando il Frozen Open
La Storia

Dalla prima edizione del surf contest più estremo d’Italia ai giorni nostri.

ISOLA ROSSA, 9 Agosto 2010 – «Una gara di surf in piena estate? Siamo impazziti?». La storia del Frozen Open, il surf contest più bello ed estremo d’Italia, pare sia iniziata così. Sono passati pochi anni dal 28 luglio 2004, il giorno in cui si svolse la prima edizione, data storica per gli oltre 50 mila italiani appassionati della tavola da surf, ma sembra un’eternità. Fino ad allora, infatti, nessuno aveva mai osato sfidare i capricci dell’anticiclone delle Azzorre che tradizionalmente regna incontrastato nel mar Mediterraneo durante l’estate. In gergo popolare: la calma piatta. Eppure, come nelle migliori tradizioni, per avere successo ci vuole sempre un pizzico d’azzardo. Tutti i “surf contest” svolti in Italia sino a quel momento erano stati organizzati sempre evitando il periodo estivo. «Ricordo bene lo scetticismo degli atleti, tutti domandavano: farà le onde?», ricorda Giuseppe Romano, del Nesos Surf Club. I dubbi, in realtà, avevano fragili fondamenta. Generalmente durante l’estate si abbattono sulle coste della Sardegna almeno tre o quattro grosse perturbazioni da maestrale, il vento da nord-ovest, impetuoso e costante, quello giusto per La Marinedda. L’Isola, non a caso chiamata le “Hawaii del Mediterraneo”, grazie agli oltre 200 giorni di onde surfabili all’anno calcolati dai meteorologi, è di gran lunga il posto migliore dove praticare surf da onda in Italia.

«L’idea di organizzare il contest è nata durante le gare di skate», spiega Giuseppe. Lui, originario di Bari, faceva su e giù per l’Italia insieme a Fabio Di Molfetta, amico fraterno e giovane proprietario di un marchio che sponsorizzava il campionato italiano di specialità: Frozen. La svolta arrivò intorno al 2002: «mi innamorai della Sardegna, conobbi il mio socio Marcello Chessa e con lui fondammo ilNesos Surf Club», racconta Giuseppe. Nel luglio del 2004 la voce di una gara a La Marinedda si sparse rapidamente e gli atleti italiani erano in fermento, attirati dal ricco montepremi di 2 mila euro, quando ancora i vincitori delle gare del campionato italiano ottenevano solo la coppa. Il fatidico giorno della chiamata della gara arrivò. Al banco iscrizioni si presentarono circa trenta atleti. Tra loro, i toscani Diego Cucurnia e Andrea Orrico, il romano Emiliano Cataldi, i sardi Giovanni Cossu, Diego Cadeddu e Antimo Vallifuoco, il primo vincitore del Frozen Open. Oltre a loro, erano presenti anche due ragazze, Giulia Mameli, di Cagliari, ed Elena Bertolini, romana. La prerogativa del contest era la totale apertura a tutti gli atleti, senza vincoli di categoria. Junior con senior, uomini con donne, tutti insieme per celebrare la festa delle onde. «Il concetto dell’amicizia, dello voler stare insieme al di là dell’agonismo, è il punto di forza di questa gara», spiega l’ex presidente della Fisurf Maurizio Spinas. Pioniere del surf nella Sardegna degli anni ‘80, Spinas è anche un veterano di trasferte estere insieme alla nazionale e fu presente a quella prima storica edizione. Alla Marinedda non c’era soltanto l’amicizia, ma anche quella preparazione culturale per accogliere una manifestazione di questo tipo. «Non solo i surfisti, ma il pubblico sembrava conoscere a menadito correnti e pericoli del mare», racconta Spinas, «e soprattutto, tutti rispettavano gli atleti e pareva dicessero: “il mare è vostro oggi, cavalcate le onde!”». La prima edizione si svolse in un clima mai visto in Italia: c’era caldo, le onde superavano i due metri, perfettamente lisce. I surfisti, a fine gara, si riunirono in quella che è poi diventata la tradizionale festa del Frozen Open, dove ci si ritrova insieme per bere qualcosa e divertirsi. Una sorta di “terzo tempo”, per consolidare il rispetto per il mare che li lega indissolubilmente. L’anno successivo, il tre agosto, 31atleti si radunarono in spiaggia per la seconda edizione. Frozen e gli altri sponsor fecero salire ulteriormente il montepremi a 3.500 euro. La macchina organizzativa era migliorata e questa volta nessun atleta si azzardò a mettere in dubbio la potenzialità di onde della spiaggia gallurese. La giuria era capitanata dell’head judge Graziano Lai, giudice federale che garantì l’indiscutibile esattezza dei punteggi. Ancora una volta il sole, la scenografia da spiaggia tropicale e le onde che questa volta sfioravano i tre metri, resero la giornata indimenticabile. In finale, a contendersi il montepremi, arrivò ancora una volta Vallifuoco. Questa volta però il suo avversario era l’atleta più in forma in circolazione: Nicola Bresciani, di Forte dei Marmi, aveva appena vinto il campionato italiano con una gara di anticipo e venne portato in braccio da trionfatore a fine batteria dai suoi amici Jacopo Conti e Claudio Lena. «Se potessi dire quali sono state le onde più belle», ricorda Giuseppe, «sicuramente una è di Bresciani, un tubo profondo in una destra e all’uscita una potente derapata».

 

Alfo Scavone

 

Andata in archivio la seconda edizione, Giuseppe, Fabio e Marcello si ritrovarono attorno ad un tavolo durante l’inverno per prendere delle decisioni. La terza edizione doveva segnare la svolta, bisognava fare il salto di qualità. Gli sponsor aumentarono, arrivò Ducati a dare peso e il montepremi salì ancora: 5 mila euro. Lo spettacolo andò in scena il cinque agosto 2006. Stessa scenografia, le rocce rosse a fare da sfondo, onde oceaniche a decine di atleti pronti a vincere e, soprattutto, la presenza di tre atleti stranieri: dalla Nuova Zelanda Magoo Braithwait, dall’Australia Nass Lion e il brasiliano Alfo Scavone, destinato a far parlare molto di sé nelle successive edizioni. Nonostante i forti atleti stranieri, per il secondo anno consecutivo un surfista toscano alzò la coppa. Tiziano Gabrielli al momento della proclamazione venne innaffiato di birra come un pulcino. L’edizione numero quattro e cinque si conclusero sotto l’indiscutibile dominio di Alfo Scavone. L’atleta di Porto Alegre, nonostante il tredicesimo posto nel Frozen Open 2006, arrivò alla quarta edizione determinato e allenatissimo. Un inverno passato a surfare le grandi onde delle Hawaii lo aveva fatto maturare e si trovò a suo agio con l’altezza dei frangenti di quel giorno, ai massimi livelli. Il montepremi dell’edizione era di 7 mila euro e sul podio, oltre a Scavone, salirono nell’ordine Nicola Bresciani e Felipe Piacentini, quest’ultimo connazionale di Alfo. Scavone ripeté l’impresa l’anno successivo: con le onde grosse si rivelò imbattibile grazie alla minuziosa preparazione. «Per le grandi onde non ci vuole solo esercizio fisico», ammette Alfo, «ma anche allenamento mentale, lo yoga ad esempio mi ha aiutato a spingere i limiti e unire corpo e mente». La gara si svolge il nove agosto e la finale, escluso il brasiliano, è tutta toscana. Marco Urtis, habitué del Frozen e anche lui amante delle grandi onde, si classifica al secondo posto, davanti a Lorenzo Castagna e Francesco Palatella. Ad oggi, su sei edizioni disputate, Alfo Scavone è l’unico ad aver vinto due volte il Frozen Open.

 

Nicola Bresciani

 

L’edizione del 2008 rappresenta, dal punto di vista organizzativo, un secondo momento di svolta. Circa 60 persone lavorano alla buona riuscita del contest e grazie a sponsor come Ducati, Vodafone e Vans, i ragazzi del Nesos realizzano due sogni in un sol colpo: portare il montepremi a 10 mila euro e far volare un elicottero sulle teste dei surfisti. L’effetto è straordinario. I fotografi ed i cameramen ufficiali salgono a bordo e producono delle immagini eccezionali, il pubblico è entusiasta ed ammira con il naso all’insù le evoluzioni.

Il 2009 è nuovamente l’anno della Sardegna, ma anche delle gratificazioni e della consacrazione del Frozen Open come gara di livello internazionale, come predetto da Maurizio Spinas nel 2004. Il cagliaritano Alessandro Piu, classe 1989, vince davanti al romano Roberto D’Amico, il cagliaritano Federico Atzeri e la biondissima surfista australiana Christensen. Piu e D’Amico, giovanissimi, rappresentano il meglio del surf italiano attuale. Gli atleti stranieri ormai non si contano più su una mano sola. Oltre a Christensen, Alfo Scavone, Ayrton Cozzolino (Capo Verde), Ramon Talliani (Costa Rica), Leonardo Leira (Brasile), Bartholomew (Hawaii), Magoo (Nuova Zelanda).

La gara attira su di sé anche l’attenzione dei media e un servizio sul Frozen Open va in onda sul Tg2 delle 20,30: è la giusta conclusione della sesta edizione.

 

Il 7°Frozen Open quest’anno supportato da Monster Energy, con Nokia, Ducati Motors e Vodafone come main sponsor, non deluderà le attese. «Tengo a precisare che non saremmo mai arrivati sino a questo punto senza l’appoggio degli atleti», sottolinea Giuseppe Romano, «il Frozen Open prima di essere una gara è una festa, ringrazio tutti gli amici che ogni anno vengono a trovarci». L’edizione numero sette, in programma con il waiting period dall’1 al 20 agosto, ha già riscosso un buon numero di iscritti, tra cui un “big” del surf internazionale quale Eric Rebire, che vorrà aggiudicarsi il primo premio, l’assegno da 2.500 euro, per un montepremi totale di 10 mila euro. L’appuntamento è alla spiaggia della Marinedda, Isola Rossa, Sardegna. Le onde non mancheranno, con buona pace dei vacanzieri amanti del mare piatto.

 

7° Frozen Open

fueled by Monster Energy

Waiting period: 1st-20th of August

Spot: Marinedda Bay-Isola Rossa, Sardegna

Main sponsor: Frozen Clothing, Nokia, Vodafone, Ducati Motors Patrocinio: Comune di Trinità D’Agultu, Provincia Olbia Tempio, Surfing Italia In collaborazione con: Vans, Spy, Mother*****er, Aqua Fantasy, Agenzia Immobiliare Isola Rossa Mistral Bar, Coc Cocdrillus, Marineddabay Surf Camp, Matunas wax, Bando di Sardegna

Staff organizzativo: Nesos Surf Club

Info: www.marineddabay.com + 39 338 28 72 827 / +39 339 21 87 182

Ufficio stampa Nesos Surf Club Antonio Muglia +39 339 25 06 121 frozenopen@gmail.com

2 thoughts on “Aspettando il Frozen Open
La Storia

  1. nico Reply

    siete dei grandi , io stavo nel 2007 e oggi sto ancora tentando di imparare , quando ho visto un grande spettacolo, in italia.
    meritate tanto , ho visto tante gare di surf nel mondo , e forse non lo sapete , non vi manca nulla.
    ciao nico

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