di Angelo Napolitano
Ed egli mi invase come l’impeto del tuono sprezza la diffusa atmosfera
circostante.
Una massa cielo che pervade ogni essere, dando e prendendo vita.
Due, Tre passi, la getto, ed io al suo seguito.
Non potrebbe essere altrimenti, io sono il suo scopo
Lei la mia estensione astrale, anima.
Mentre nel dove non conta, una strana rosa adombra il tardo meriggio
sentendo di non sporger dal ciglio , trattenendomi , io la dirigo.
Qualcuno chiama, qualcuno prende
Prima che la mia corsa abbia termine nel fissarlo lo sento
Mi mancherai
e nel mentre che soffi il vento
guarderÚ questa massa in lontananza
avvolgere dove tu giacevi, dove te ne andasti lento.
“in ricordo del Pontile di Termoli – Molise -”
Sulle note di “Free – Donavon Frankenreiter -”
Angelo Napolitano
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