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Surf A Pig Approda in Italia

Arriva in Italia Surf a Pig di Mike Black, l’uomo che ha fatto del Longboard Pig un’ossessione e una ragione di vita.

Omar Bolognesi, appassionato longboarder di Ravenna e fondatore insieme a Max Morelli del movimento Surf a Pig Italia, ci racconta la storia di Mike Black e di come è nato Surf a Pig, e come ora è approdato anche in Italia.

Partiamo dal principio: Cosa è surf a pig? Anzi… chi è Surf a Pig.

Il movimento, così ci piace definirlo, nasce dal genio di Mike Black, personaggio che consiglio a tutto il popolo surfistico.

Mike non è, come si pensa, californiano bensì texano, vive e cresce a Galveston, dove inizia ad appassionarsi all’oceano e inizia a capire le onde.

A 13 anni Mike noleggia il film “The Endless Summer” e la sua vita cambia…

L’incanto per Mike non sono solo le onde, e neanche il surf in sè, bensì il posizionamento della tavola nell’onda.

Mike a 14 anni arriva in California dove assaggia il Pacifico nel suo “pacifico splendore”, userà un boogie ed il viaggio lo segnerà per sempre.

A 15 anni Mike passa al surf da onda in modo stabile.

 

Omar Bolognesi insieme a Mike Black

 

Finito il college si trasferisce a Santa Barbara per terminare gli studi e dove diventerà Mr. Surf a Pig.

Per Mike il ventennio 90-2010 sarà un periodo di viaggi e di studio, tornando al mondo universitario Mike incontra lo shaper Gene Cooper, al quale chiederà un pig.

Gene si rifiuta rispondendogli “il Pig non funziona”.

Terminati gli studi Mike decide di rimanere in California, vivrà ad HB dove ottiene una cattedra di matematica, intanto durante uno dei suoi viaggi gira il suo primo film surfistico.

Si trasferisce definitivamente a S.Clemente passando per L.A e surfando Malibù.

Proprio qui compra il suo primo Pig, dallo shaper DANO.

Nel 2008 trasferitosi ad OC decide di vendere tutte le sue tavole tenendo e dedicandosi solo al Pig.

Inizia così il suo studio dei Pig, li cerca dai vari shaper, ma il periodo è poco felice, il Pig è superato e lo stile moderno fatto di manovre radicali e bordi fini stanno spodestando il mercato.

 

 

Ma la ricerca non si ferma e decide di contattare Mr. Matt Calvani, che gli shaperà un Pig BING.

Per Mike il surf diventa solo Pig, che si farà shapare da diversi shaper del calibro di Davenport, Andreini, Stockart e Steve Brom.

Nasce Surf a Pig.

Mike crea un sito internet dove condivide notizie, misure, disegni e info sulle tavole da surf, per 10 anni Mike condivide e documenta tutto cio’ che è un PIG, dalle forme ai bordi, dal nose al tail, dall’onda perfetta che la porta, da come gira e dallo stile old school che si trascina.

Oggi incarna uno stile di vita, un mood fatto di libertà e passione per le origini, che ti rapisce e non ti lascia più.

L’incontro, in un caffè in centro a S. Clemente per me è stato un ritorno, i suoi racconti ci hanno fatto vedere uno stile di vita che noi crediamo di seguire ma da cui siamo ancora molto lontani.

 

 

Io seguivo Mike sui social da tempo, godevo di ciò che postava e cercavo di capirne la magia, facendo long da oltre 20 ed essendo un amante del “vecchio Stile”, ne sono rimasto affascinato.

Prima di partire col mio compagno di viaggio Max, abbiamo deciso di contattarlo e lui ha accettato senza batter ciglio o meglio era entusiasta.

Mike era ed è una fonte di ispirazione.

Io e il Morelli (anch’esso surfista romagnolo da oltre 15 anni) ad aprile 2018 decidiamo di andare in Cali a fine settembre con la voglia di surfare e nel mio caso di studiare forme e linee.

Abbiamo deciso di contattare diversi personaggi che hanno segnato la vacanza e non solo, tra i vari ne cito alcuni che mi hanno veramente segnato, oltre a Mike, Gary Larson (shaper Hobie), Jim Hines (un mito) e Kirby (a cui mi sono affezionato e mi sono perso nei suoi racconti).

Tornando a Surf a Pig, un pomeriggio di un venerdì dico a Max :”dai scrivi a Mike e vediamo che ci dice”. Lui ci risponde subito invitandoci ad una surfatina mattutina a Trestles con la colazione al seguito.

 

 

Il bar è piccolo in centro a S. Clemente, Mike non si aspetta due italiani che pendono dai suoi discorsi, Max lo tempesta di domande e Mike risponde come fossero amici da sempre, il tempo scorre fra una chiacchiera ed un sorriso, terminato il caffè facciamo un giro al Pier per due foto e ci salutiamo.

In me qualcosa cambia, mi torna la voglia di sperimentare, cosa che farò in tutta la vacanza osservando pro e non “il livello è altissimo”, che mi era passata, quello spirito e quel senso di libertà quello svuotamento mentale che solo l’oceano sa dare.

Da questo incontro (nella mia testa) nasce Surf a Pig italy, che si materializzerà un paio di mesi più tardi.

Al nostro rientro in Italia siamo tornati alla normalità, alla nostra vita fatta di lavoro, casa, amici e mare, onde permettendo, ma nella mia testa frullava sempre quel pensiero, così parlo a Max e gli espongo la mia idea :”E se chiedessimo a Mike di cederci le royalty di Surf a Pig per l’Italia?”.

Infatti Surf a Pig è diventato un marchio, ad oggi esiste anche Surf a Pig Japan. Max è entusiasta e riporta la questione a Mike che non solo dice di si ma è più carico di noi.

 

 

Nasce così un Movimento, come a noi piace definirlo, di aggregazione e passione per il mare, le onde il surf. Nasce Surf a Pig Italia.

Cerchiamo di portare nel vecchio stivale una sventolata pacifico-californiana.

In Italia, il surf è molto sentito e la sua pratica è ormai un luogo comune, dalla Liguria alla Puglia, passando per Sardegna e Sicilia, uno spot affollato lo si trova.

In Romagna la comunità è in costante aumento, gli spot si affollano ed in giornate di buriana si vedono sempre più macchine con tavole sui tetti.

Il surf ha iniziato a dire la sua, anche il livello sta crescendo, si vedono giovani talentuosi e curiosi.

Cresce anche la cultura, quella cultura surfistica di cui per anni in pochi hanno saputo godere.

Noi in soldoni cerchiamo di aggregare e di portare una parte di quella cultura che ancora manca….il PIG.

 


 

Il PIG è un long anni 60 con una linea particolare tutta sua, stretta verso il nose e sfiancata verso il tail, non adatta a tutte le onde, ma che in condizioni particolari ti permette una surfata classica fatta di carvate larghe, paralleli e surfate morbide e dolci.

Messo in essere il movimento, che come tale non prevede opera lucrativa ma solo ludica, ne parlo all’amico Andrea Ferrari titolare del surf shop Pipe a Marina di Ravenna, che ci fa avere un incontro con lo shaper Marcello di Sequoia.

Marcello è uno shaper locale ma di fama mondiale, ci incontriamo e gli parliamo di Surf a Pig, lui è entusiasta e dopo ore di chiacchiere partoriamo il primo PIG tutto italiano.

A febbraio 2019 sequoia produce i primi 3 Pig prototipi di Surf a Pig Italy, che stiamo testando ad ogni mareggiata.

Io e Max continueremo in questa direzione, ovvero portare avanti il movimento e collaborazioni dove metteremo, se per noi ne vale la pena, il logo.

Nella nostra idea futura c’è anche un contest, più che altro un raduno di appassionati di Pig.

Ringrazio tutti i surfisti romagnoli storici grazie ai quali non ci si è fermati a prendere una tavola e ad andarci sopra.

Grazie a Max Morelli (il 50% di surf a pig italy), Mike Blackstone, Sequoia, Pipe surf shop, Jim hines, Hobie, Pieter surf, Surf a Pig Japan.

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