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Articoli | 26 marzo 2013

La Fotografia di David Marsili

David Marsili è un fotografo fiorentino con tre grandi passioni, surf, longskate e mountain board, ma quello che gli fa da collante a tutto ciò è la grande passione per la fotografia. Da poco ha inaugurato anche il suo blog personale dove racconta con le immagini i suoi day trip, siano essi sulla tavola da skate o le solite scorribande sulla costa in cerca di onde.

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Quando e come hai iniziato ad appassionarti di fotografia?
Era dicembre del 2005 (se non ricordo male), il tempo in cui praticavo aggressive inline, quando un pomeriggio accompagnai tre ragazzi (Francesco Tommasi, Davide Regoli e Juri Mattii) a Calenzano a un rail di 18 gradini da paura… qualche giorno prima feci una foto a quel rail col cellulare, loro si infottarono e mi chiesero di portarli lì. Vennero apposta da Pontedera/Lucca con pancali di legno per prender la rincorsa, un generatore, tre faretti a luce continua, flash a torcia, telecamere, macchine fotografiche ecc ecc per un attimo mi era sembrato di essere su un set cinematrogafico!!! Ci persero un intero pomeriggio per portare a casa un paio di riprese e una foto!!!
Vederli a lavoro mi ha lasciato a bocca aperta e l’unica cosa che mi rimbombava in testa, una volta tornato a casa, è stata “cazzo, voglio farlo anche io!!!!” da lì è partito tutto e non ho più smesso.

 

Da quanti anni ti dedichi alla fotografia?
Dal 2006 con alti e bassi pazzeschi… seriamente dal 2009. Ho iniziato da autodidatta con qualche scatto di aggressive inline e poi sono passato quasi subito al surf, iniziai così per provare, poi c’ho preso gusto e non ho più mollato.

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Come nascono queste tue tre passioni e come si legano tra loro?
Da sempre pratico questi sport: faccio bodyboard da 20 anni, ho praticato aggressive per 7 e downhillskateboard da 3 anni; capisco quale emozione si provi a chiudere un bel trick  o  quando, dopo aver girato per ore in macchina riesci a trovare uno spot da paura che non avresti mai immaginato.
La voglia di documentare queste emozioni è il collante che lega la fotografia a questi sport. Nei miei progetti vedi al massimo il 50% delle foto che sono di pura azione, il resto lo dedico a quello che ci gira intorno: la ricerca, l’attesa, la soddisfazione, le giornate passate tra amici… per me è un momento magico e sarebbe un peccato non immortalarlo.

 

Ti piace trasformare i tuoi day trip in una sorta di progetto fotografico che ne racconta lo svolgimento dall’alba al tramonto. Come hai sviluppato l’argomento surf?
Il progetto “Sempre la solita domanda” nasce in risposta allo stupore che tutt’oggi la gente mostra quando si parla di surf in italia. E’ una raccolta dei migliori scatti fatti con lo scopo di restituire, a chi guarda, le stesse emozioni che ho provato io durante le uscite in costa alla ricerca di onde. Svilupparlo non è stato difficile, sono abituato a sveglie nel cuore della notte e partenze al buio per arrivare al pontile per le prime luci dell’alba, l’unica differenza è che ho sostituito la tavola con una macchina fotografica.

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Qual è la difficoltà nel fotografare surf in Italia secondo la tua esperienza?
Il livello in acqua non è particolarmente alto ed è difficile riuscire a beccare una manovra fatta come si deve.
Se in acqua non hai la gente giusta è difficile portare a casa buoni risultati. Inoltre non siamo sull’oceano e non ci sono molte occasioni per trovare condizioni di mare che ti permettano uno scatto epico (mi riferisco a onde pulite con vento di terra). Specialmente per me che sto a Firenze non è sempre possibile arrivare al mare al momento giusto.

 

Che attrezzatura usi per le foto surf e quale per gli altri soggetti?
La maggior parte delle foto sono state scattate con una canon 30D, da poco sono un felice possessore di una 7D (raffica e autofocus impressionanti). Come obiettivi ho usato per un paio di anni un 70-200 f4 L USM per quando scattavo da pontile, ora ho fatto un upgrade prendendomi un 300mm f4 L USM, a breve penso che passerò a un 400 F5,6 per poter scattare di più dalla spiaggia. Per le altre foto uso un 85mm f1,8, un fisheye (gentilmente prestato dall’amico, rider e futuro fotografo Simone Fantini), un 12-24 tokina che tengo sempre a 12 e un 24mm f2,8 canon. Non amo gli zoom, preferisco essere io a dovermi spostare per creare una buona composizione, mi fa sentire ancora di più parte della foto.

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Quali sono gli scatti che preferisci realizzare?
Qualsiasi scatto all’alba o tramonto. Se la luce non è giusta non si scatta!

Quanto è difficile dedicarsi a fare foto di surf rispetto agli altri sport?
Tanto! L’attrezzatura costa e difficilmente si usa un 300/400mm per altri generi fotografici. Inoltre, per me che sto a Firenze, tra benzina e autostrada costa un sacco spostarmi verso la costa.

Tra i surfisti italiani che conosci con chi ti piacerebbe fare uno shooting e perchè?
Alessio Poli e i suoi air!

Tra gli stranieri?
John John Florence: troppo radical!!!

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Tra i fotografi italiani che conosci chi apprezzi in modo particolare?
Maffei, Palmerini e Bazzichi. Mi piacciono perchè le loro foto sono curate in tutto e per tutto. Il trick è come deve essere, la luce è sempre quella giusta e la postproduzione fatta per bene.
Le loro foto trasmettono emozione, sembra di essere lì!

Tra i fotografi stranieri sei particolarmente ispirato da qualcuno in particolare?
Potrei farti una lista che finisce domattina…ma mi limito a dirti Chris Burkard e Morgan Maassen per come gestiscono la luce nel surf.

Quale risultato ti piacerebbe raggiungere con la fotografia?
Riuscire a vincere il Redbull Illume ahahahahahahah…quest’anno ci provo, male che vada mi ridono in faccia!
Vabbè, progetti tanti: un profile su Tommaso Beni (skater di firenze), sicuramente un paio di trip per l’italia per documentare le varie realtà di downhillskateboard e infine sto lavorando sulla seconda parte di “Son of a Ditch” che uscirà a giugno. Credo nel mountainboard, penso che abbia un potenziale pazzesco inoltre ho la fortuna di girare con due rider di Firenze (Matteo Beni e Simone Fantini) che spaccano veramente!
Infine sto cercando di mettere più soldi da parte possibile per finanziare i miei prossimi surf trip in Irlanda e USA sperando di avere così un portfolio sufficientemente valido da proporre a sponsor che finanzino i miei progetti futuri, le idee son tante, sono i soldi che mancano!

Visitate il blog di David www.davidmarsili.com

 

 

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