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Doping e surf: parko auspica controlli piu’ severi

Surfcorner.it – Sembra quasi un monito che presagisce a qualcosa di più grosso, quello lanciato da Joel Parkinson, attuale numero 4 nel ranking mondiale, alla vigilia della penultima tappa del campionato mondiale in Brasile, ma vogliamo pensare e sperare che uno sport come il surf sia estraneo a questo genere di problematiche.
Ad ogni modo, durante un’intervista al Sydney Morning Herald, Parko ha richiamato a controlli più rigorosi sull’uso di droghe nel surf, affermando che se questo sport si sta avviando ad essere considerato come altri sport “maggiori”, allora sono necessari test regolari anti doping.
“Se si comincerà a fare sul serio, credo che succederà” ha detto Parkinson “Se i montepremi aumenteranno, dovrebbero esserci dei test”.
Parko ha rilasciato queste dichiarazioni la scorsa settimana mentre si trovava a Sydney insieme a Taj Burrow ed Andy Irons per la promozione del nuovo video Trilogy.
Nonostante l’ASP abbia aderito alle severe linee guida del World Anti Doping Agency, Andy Irons ha ammesso che durante la sua carriera non è mai stato sottoposto a test antidoping.
Burrow e Parkinson invece sono stati sottoposti al test sono una volta, entrambi in Francia, dove il governo stesso paga per eseguire i test.
Tutti e tre hanno convenuto che in ogni caso l’assunzione di droghe come steroidi non sarebbe stata un problema, perchè l’atleta sarebbe stato comunque svantaggiato dall’aumento di peso.
Irons ha tuttavia affermato che altre droghe, più “ricreative” erano in giro durante il tour per via degli affezionati dei party notturni.
Appena pochi mesi fa, lo scorso giugno, due fratelli di Kauai, l’isola natia di Irons, Michael e Curtis Smith, fondatori del magazine Nalu Underground e noti nella comunità surfistica, erano stati arrestati a Los Angeles con 3 chili di cocaina, proprio mentre stavano imbarcandosi sull’aereo per Kauai. Ora rischiano fino a 40 anni di carcere.
Nella storia dell’ASP, solo due surfisti sono risultati positivi al test.
Il primo fu il brasiliano Neco Padaratz, espulso dalle gare per 6 mesi dopo essere stato trovato positivo al testosterone.
Un secondo surfista di calibro internazionale, di cui non è stato reso noto il nome, era stato sospeso dopo essere risultato positivo alla marijuana.
Brodie Carr, capo dell’esecutivo ASP, ha ribadito che la mancanza di test è rimasta legata ai costi per effettuarli ed allo stesso tempo ha sottolineato che il problema agli alti livelli di questo sport non si pone. Test più regolari, afferma Carr, non farebbero altro che confermare che il problema non sussiste e si auspica l’arrivo di fondi che possano consentire la fattibilità dei test. Ogni test costa infatti circa 700 dollari per ogni atleta.

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