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In calo gli attacchi di squali, ma i surfisti rimangono le prede preferite

Calano gli attacchi di squalo all’uomo: suggerimenti e statistiche squali nel Mar Mediterraneo.

Studi recenti registrano negli ultimi 5 anni un calo degli attacchi di squalo, e il trend sarebbe proseguito anche nel corso del 2005, con 58 attacchi registrati contro i 65 del 2004. Calano anche gli attacchi mortali, dai 7 nel 2004 ai 4 dello scorso anno. Lo rivelano i dati annuali dell’International Shark Attack File, il centro studi che monitora e raccoglie tutti gli attacchi all’uomo da parte degli squali avvenuti nel mondo, e che ha base al Museo di Storia Naturale dell Universita della Florida. Le cause di questa diminuzione possono essere ricondotti, secondo gli esperti, alle maggiori precauzioni prese per evitare gli attacchi, ma, sottolinea il direttore dell’ISAF George Burgess, il numero degli attacchi da parte di squali dipende da una varietà di fattori, come le condizioni del tempo e del mare e l’abbondanza di prede. L’anno record per il numero di attacchi è stato il 2000, con 78 attacchi dei quali 11 mortali. Nel 2005 le vittime più frequenti sono state i surfisti, che hanno subito 29 attacchi, seguiti da nuotatori (20 attacchi) e subacquei (4).
”Sembra che gli esseri umani facciano piu’ spesso la cosa giusta per evitare di essere morsi, nelle rare occasioni di incontro con uno squalo” ha affermato Burgess sul sito della CNN.
Gli esperti consigliano, a chi viene sorpreso in acqua, di difendersi nuotando all’indietro, sull’esempio recente di un nuotatore sopravvissuto lo scorso 24 dicembre ad un attacco sulle coste dell’Oregon, salvo grazie a un punzone con il quale e’ riuscito a colpire ripetutamente il naso dello squalo. Valide alternative sono anche colpi alle branchie e sugli occhi, ha concluso Burgess. Malgrado un declino in tutto il mondo, il numero degli attacchi sono in aumento negli Stati Uniti, passando da 30 nel 2004 a 38 nel 2005, ma comunque ben sotto i 52 del 2000. La Florida rimane l’indiscussa ‘capitale’ degli attacchi di squalo, passando da 12 a 18, ma lontana dal poco invidiabile record di 37.
Nel Mediterraneo queste tragedie sono rarissime: negli ultimi due secoli sono stati registrati 35 attacchi attendibili nel Mare Mediterraneo contro bagnanti, subacquei e imbarcazioni, solo 16 di questi hanno avuto esito fatale per le vittime. Circa 400 invece le segnalazioni di avvistamenti di squalo bianco nel Mediterraneo. La zona più favorevole per incontrare questa specie, il predatore degli oceani secondo solo all’orca, sono le acque pescose fra la Sicilia, Malta e l’Africa.
Proprio nel Mediterraneo sono stati pescati gli squali bianchi più grandi in assoluto: oltre sei metri di lunghezza.

A cura della redazione di Surfcorner.it

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